Fondazione Neno Zanchetta

Mininotiziario America Latina dal basso
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Per un voto responsabile PDF Stampa E-mail
Scritto da Accademia Apuana della Pace   
Sabato 17 Settembre 2022 13:51

Siamo nel vortice di una campagna elettorale caotica, in cui predomina la paura per un futuro inquieto e incerto. La crisi economica, la guerra, la riduzione degli spazi democratici, a partire da una pessima legge elettorale, un evidente cambiamento del clima, un peggioramento della salute del pianeta, una riduzione delle protezioni per una crescente fascia di popolazione sembrano le sole certezze.

Se a questi problemi la politica sembra non saper dare risposte, non è un caso che i due partiti più numerosi siano oggi quello del non-voto e quello degli indecisi.

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Flash Mob del 24/08/2022 per la pace e il disarmo. Intervento di Antonella Cappè, portavoce dell’Accademia Apuana della Pace: "No alla guerra" PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonella Cappè, Accademia Apuana della Pace   
Venerdì 26 Agosto 2022 10:29

Oggi siamo ancora in piazza, per condannare l’invasione russa dell’Ucraina e per dire Si alla Pace.

Crediamo che questa guerra, come tutte le altre guerre presenti nel mondo, porti solo distruzione e morti, sia civili che militari.

Il numero delle vittime è imprecisato; nella competizione informativa non si conoscono i dati reali: secondo Kiev sono oltre 35 mila i militari russi uccisi, secondo Mosca sono 42 mila i soldati ucraini morti. Secondo l’Oms, dopo 4 mesi di guerra, i civili morti erano oltre 5000; i bambini morti 364. Questi non sono numeri ma vite umane stroncate a causa della guerra, che, di fatto, è la legalizzazione dell’omicidio collettivo! L’uccisione di una persona da parte di un’altra persona è un atto condannato e punito in tutto il mondo, al di là delle motivazioni; perché’ la guerra, che è la legalizzazione dell’uccisione di massa, non è ugualmente condannata?

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Flash Mob del 24/08/2022 per la pace e il disarmo. Intervento di f. Mario Vaccari vescovo della Diocesi di Massa Carrara Pontremoli: "Non arrendersi alla guerra" PDF Stampa E-mail
Scritto da f. Mario Vaccari, Vescovo di Massa Carrara Pontremoli   
Venerdì 26 Agosto 2022 10:34

Stante la situazione chiara di aggressione di un paese sovrano su un altro, come perseguiamo il dovere di soccorrere la vittima e adoperarsi per fermare l’invasore?

La discussione verte sul come, non sul se.

Di sicuro accoglienza dei profughi e sanzioni alla Russia, magari con la cura di penalizzare i governanti più che il popolo, con il rischio di acuire, comunque, lo spirito nazionalistico.

Tuttavia, le risposte che la Russia sta dando ai Paesi occidentali, contingentando i rifornimenti di gas con il conseguente rialzo dei prezzi, son gli effetti perversi della politica delle sanzioni.

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Flash Mob del 24/08/2022 per la pace e il disarmo. Intervento di Nando Sanguinetti presidente ANPI Massa Carrara PDF Stampa E-mail
Scritto da Nando Sanguinetti, Presidente ANPI Massa Carrara   
Lunedì 29 Agosto 2022 18:24

Dei discorsi su questa guerra tra Russia e Ucraina sono stati fatti così tanti che non ci sarebbe bisogno di aggiungerne un altro. Quello che conta ormai è solo la mobilitazione contro questa guerra e la consapevolezza che la maggioranza dei cittadini italiani è contraria a qualsiasi coinvolgimento e anche all’invio di armi al governo ucraino.

Però dato che sono stato invitato a parlare, dirò alcune cose che non sono nuove, ma considero importanti.

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A sei mesi dalla guerra in Ucraina – 24 Agosto 2022 PDF Stampa E-mail
Scritto da Accadenia Apuana della Pace   
Mercoledì 17 Agosto 2022 17:17

A 6 mesi dalla guerra in Ucraina, dal 24 febbraio, il 24 agosto saremo in piazza per ribadire la condanna dell’invasione russa , il No alla guerra e per la Pace e il Disarmo, subito.

Dopo 6 mesi di guerra quali sono i risultati verso la Pace? Inesistenti.

In questo tempo la propaganda della maggior parte dei mass media e tv ha fatto apparire come necessario l’impegno fattivo con invio di armi da parte di Europa e Italia; ultimamente, a fronte del cronicizzarsi della guerra , le notizie sono relegate nelle pagine interne dei quotidiani e inframmezzate nei telegiornali.

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La finanza fa il prezzo del cibo e cambia le regole dell’alimentazione (Alessandro Volpi)

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Crediamo che questa guerra, come tutte le altre guerre presenti nel mondo, porti solo distruzione e morti, sia civili che militari.

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A sei mesi dalla guerra in Ucraina – 24 Agosto 2022

A 6 mesi dalla guerra in Ucraina, dal 24 febbraio, il 24 agosto saremo in piazza per ribadire la condanna dell’invasione russa , il No alla guerra e per la Pace e il Disarmo, subito.

Dopo 6 mesi di guerra quali sono i risultati verso la Pace? Inesistenti.

In questo tempo la propaganda della maggior parte dei mass media e tv ha fatto apparire come necessario l’impegno fattivo con invio di armi da parte di Europa e Italia; ultimamente, a fronte del cronicizzarsi della guerra , le notizie sono relegate nelle pagine interne dei quotidiani e inframmezzate nei telegiornali.

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Rompiamo il silenzio sull’Africa

Rompiamo il silenzio sull’Africa

Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

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Disuguaglianza male da estirpare

Il 17 gennaio scorso è uscito il consueto rapporto di Oxfam sulle disuguaglianze e ha certificato che nel tempo della pandemia i 10 uomini più ricchi del pianeta hanno raddoppiato le proprie fortune, mentre l’esercito dei poveri si è ingrossato di 163 milioni di persone. La conclusione è che i 10 super-paperoni detengono una ricchezza sei volte superiore al patrimonio del 40% più povero della popolazione mondiale.

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Ribellarsi è giusto

Draghi è stato avvertito: Zelensky non gradisce che una crisi di governo in Italia disturbi l’incessante flusso di armi all’Ucraina né, come dice il suo consigliere Podolyak, “la tradizionale lotta politica interna nei Paesi occidentali” (cioè la democrazia) “deve intaccare l’unità nelle questioni fondamentali della lotta tra il bene e il male”, ovvero mettere in dubbio la suddetta “fornitura d’armi all’Ucraina”. E anche Johnson lascia a desiderare. Perciò dobbiamo aspettare che domani la sorte del governo Draghi sia decisa non sui nostri colli fatali ma là dove si giocano le sorti delle nostre Costituzioni democratiche e della stessa pace del mondo, dal momento che le abbiamo messe nelle mani delle attuali tragiche star della guerra e del potere.

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NO al riarmo e NO alla base militare di Coltano: AAdP aderisce alla manifestazione contro la costruzione della base militare a Coltano (PI)

Per costruire la Pace non abbiamo bisogno di produrre più armi e costruire più basi militari.

Per costruire la Pace è necessario invece costruire politiche Nonviolente di gestione dei conflitti,

realizzare ponti, neutralità, un governo internazionale credibile e democratico, non assoggettato agli interessi delle potenze.

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L’escalation delle parole

Ho vissuto e commentato tutte le guerre che hanno punteggiato il disordine mondiale post-89 da una posizione di minoranza, e spesso di minoranza nella minoranza.

Nel 1990 ero contro la Guerra del Golfo, voluta dagli Usa e autorizzata dall’Onu contro Saddam Hussein che si era annesso il Kuwait: l’annessione di Saddam era illegittima, ma la rilegittimazione della guerra come strumento di risoluzione di una controversia internazionale avrebbe aperto una nuova epoca belligerante dopo la pace armata della Guerra fredda, come infatti è puntualmente avvenuto.

Nel 1998 ero contro “l’intervento umanitario” in Kosovo (così venne chiamata allora la guerra della Nato nella ex Jugoslavia, con una mistificazione linguistico-politica analoga a quella della “operazione speciale” di Putin in Ucraina): le ragioni dei kosovari andavano certamente sostenute, ma le bombe sopra Belgrado mi parevano il modo peggiore di farlo e le conseguenze le stiamo pagando ancora adesso, Putin essendosela, come si dice, legata al dito.

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Venti di guerra e strade da percorrere per arrivare alla pace

Provo, forse anche nel tentativo di fare chiarezza in quel magma di dubbio nel quale mi trovo, ma che sicuramente preferisco alle facili certezze che leggo di qua e di là.

Alcune premesse sono necessarie, proprio per evitare fraintendimenti.

La prima riguarda il mio punto di vista, che non è neutrale, ma è quello di uno che si è sempre sentito vicino al Movimento Nonviolento fin da quando si è dichiarato obiettore di coscienza: un punto di vista, tuttavia, che non ho mai abitato con le rigide certezze, ma che invece mi ha sempre abituato ad affrontare le situazioni e i conflitti sapendo che questi, anche quando appaiono facili ed evidenti, sono sempre materiale complesso, che non può essere risolto con semplici scorciatoie: sopratutto sono una tragedia, un dramma, una terribile sequenza di schifezze.

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Lo spettro della vittoria

Se non si riesce a porre fine a questa guerra nefasta che ha già distrutto l’anima del mondo prima ancora che le istituzioni che ne assicurano la vita, è perché non è stato esorcizzato lo spettro della vittoria. È un luogo comune, ma del tutto falso, che la vittoria sia la conclusione migliore di una guerra. Si tratta di un mito antico: la vittoria è il premio della guerra; la vittoria alata si libra sul trionfo del condottiero, schiaccia l’elmo del vinto; non è concepibile se non la vittoria come uscita dalla guerra, padre e principio di tutte le cose, come è stata teorizzata da sempre, almeno a partire dal detto di Eraclito.

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Una considerazione amara e una precisazione storica

Una considerazione amara e una precisazione storica.

Non è davvero accettabile che qualsiasi tentativo di analisi della situazione ucraina non ridotto alla condanna della Russia di Putin e alla perentoria affermazione della indisponibilità dello stesso presidente russo a trattare venga bollato come filorusso e antiamericano.

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Pro e contro l’invio di armi all’Ucraina

I pro non ci sono. Giorno dopo giorno vediamo sempre meglio come la guerra in Ucraina non sia che distruzione di vite, di famiglie, di ambiente, di socialità, di umanità, di intelligenza. Come tutte le guerre. Ma questa di più. Che senso ha mandare armi sempre più potenti i combattenti dell’Ucraina perché ammazzino, si facciano ammazzare, e facciano ammazzare la popolazione civile, vera vittima di tutte le guerre moderne, e poi pagare a Putin gas, petrolio, carbone, fertilizzanti e tante altre cose di cui non sappiamo fare a meno, continuando così a finanziare e rafforzare la sua guerra di aggressione?

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Addio alle armi: gli scienziati sanno come si fa!

Intervista allo scienziato Carlo Rovelli a cura di Luca Attanasio, pubblicata su in “Domani” del 24 aprile 2022

Carlo Rovelli, 66 anni tra qualche giorno, ha un curriculum che esaurirebbe l’intero articolo. Ha insegnato a Roma, a Pittsburgh (Usa) e in Canada. È uno dei fisici più noti al mondo, ha fondato il Quantum Gravity Group e oggi si occupa principalmente della teoria della gravità quantistica a loop. Tre anni fa è stato inserito nella lista dei cento migliori pensatori del pianeta dalla rivista Foreign Policy.

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25 aprile 2022: Liberazione e disarmo, Resistenza e Nonviolenza

Abbiamo conosciuto e ascoltato chi ha fatto la Resistenza, partigiani, sfollati, deportati che ne sono usciti feriti nel corpo e nell’anima per tutto il resto della loro esistenza, ma comunque vivi. Abbiamo poi conosciuto e ascoltato in anni recenti altre vittime di guerre e dittature, dall’America Latina al Medio Oriente, e nessuno di loro per quelle strade vuole più tornare; per tutti loro la guerra è un tabù, il peggiore degli incubi, una follia da “ripudiare”, fuori dalla ragione umana. Per questo chi parla ancora di armi e guerra senza aver compreso la lezione che viene quelle storie è un irresponsabile che segue altri interessi disumani o non è preparato per rappresentare o prendere decisioni per altri… in tutti i casi è da fermare.

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25 aprile 2022 : non è una giornata di festa

Questo anno 2022, la festa del 25 aprile, che commemora la Liberazione dal nazifascismo, cade in un momento in cui in Europa c’è una guerra, causata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Non si festeggia quando c’è una guerra in cui anche l’Italia è coinvolta con l’invio di armi. Dopo la seconda mondiale fu evidente che le guerre si sarebbero combattute nelle città, anche con bombardamenti, contro civili . I padri costituenti all’articoli 11 della Costituzione sono stati molto chiari “ L’Italia RIPUDIA la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali “…

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Dunque, chi fermerà le armi?

E' difficile trovare altri momenti nella storia del dopoguerra in cui, durante un conflitto, non ci fossero sedi in cui tentare almeno un negoziato di pace che si apra con una tregua.

Nel giro di poche settimane sono spariti tutti gli spazi possibili, cancellati dalla sempre più consolidata certezza che la guerra in Ucraina non possa terminare senza una decisa sconfitta di uno dei contendenti. Non hanno più voce in capitolo le Nazioni Unite, paralizzate dai veti in Consiglio di sicurezza, non ha più alcun ruolo di mediazione l'Unione europea che di fatto si è qualificata come soggetto cobelligerante a fianco dell'Ucraina, non intende, e neppure potrebbe agire la Cina, per la sua sostanziale vicinanza alla Russia e la Santa Sede è stata di fatto messa nell'impossibilità di mediare dalla freddezza dell'Ucraina e dalla posizione filoputiniana della Chiesa ortodossa.

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Una preoccupante deriva bellicista

Una preoccupante deriva bellicista sembra avere pervaso la politica italiana. Messi in fila, tre provvedimenti delle ultime settimane sono il sintomo delle nuove priorità di Parlamento e Governo.

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Il metodo nonviolento, contro la guerra, funziona. Lo dice la storia

Tra uccidere e morire c’è una terza via: vivere». Sta tutto qui, in questa frase della scrittrice Christa Wolf, il senso profondo della ricerca e della proposta nonviolenta come alternativa alla guerra.

Sul piatto tragico della storia c’è la questione della “difesa”, l’urgenza di salvare quante più vite possibili insieme alla necessità di fermare l’esercito invasore. Gli aggrediti non possono fare altro che usare gli strumenti che hanno a disposizione (armati o non armati), ma noi dobbiamo perseguire le vie efficaci del “cessate il fuoco”, sapendo che i mezzi che si usano prefigurano il fine che si raggiungerà. È Gandhi a parlare chiaro: «Si dice: i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io dico: i mezzi in fin dei conti sono tutto». La necessità, anzi il dovere della difesa di un popolo aggredito è fuori discussione. Ma come attuare una difesa efficace e che salvi la vita oltre che i valori di libertà, democrazia, e le infrastrutture stesse di un paese, è la risposta che cerchiamo.

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