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La Libia e l'Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Lunedì 15 Aprile 2019 16:47

Dalla fine dell’intervento della Nato, avvenuto nell’ottobre del 2011, con Gheddafi trucidato dalle milizie sostenute dagli USA, in Libia sono nati e cresciuti ben 700 gruppi di milizie per un totale di oltre 20.000 uomini. Sono gruppi armati, che vivono governando pezzi di territori , imponendo le loro tasse , prendono una parte dei proventi del petrolio, con il traffico delle armi, e dei migranti.

Essi sono sempre divisi tra loro (a volte in guerra) e non vogliono una Libia pacificata con il riconoscimento di un unico governo ed unico Capo di Stato, soprattutto perché dopo non avrebbero più nessun ruolo e dovrebbero tornarsene nelle loro case…

Ora questa situazione di anarchia , non è figlia di un destino cinico e baro, ma ha delle responsabilità precise sia dei Paesi della Nato, ma anche in particolare dell’Italia. Tutti oggi cercano di dimenticare che nel Marzo 2011, il Governo di Berlusconi, nonostante gli accordi di pace, collaborazione e sviluppo che aveva effettuato in precedenza con Gheddafi , decise di accodarsi meschinamente , alle decisioni degli USA, della Francia, della Gran Bretagna , partecipando ad una guerra contro Gheddafi, che poteva apparire di sostegno a gruppi democratici “rivoluzionari” soltanto agli sprovveduti o al nostro presidente di allora, Napolitano.

Quella orrida decisione fu sostenuta sia da una mozione unitaria di Berlusconi e la Lega di Bossi, ma ad essa plaudì anche l’opposizione del PD. Furono traditi i patti sottoscritti con il Presidente della Libia Gheddafi, ed il governo Italiano rincorse nella guerra i caccia bombardieri Francesi, mettendo a disposizione, le basi Italiane e partecipando direttamente alla guerra con ami e soldati. Ancora oggi abbiamo la presenza a Sirte di 400 nostri soldati.

La realtà odierna vede una politica Europea inesistente, ed il governo giallo/verde, con una posizione, pressapochista, ambigua e squallida… , anche la conferenza di Palermo del 12/13 novembre 2018 fu un flop totale e servi' solo per fare una foto con Conte assieme a Haftar e Serraj ed ora, il governo sta dimostrando di non avere una politica estera efficace, fino al punto di dividersi tra le “colombe ed il falco Salvini che sostiene l’ipotesi di un nuovo intervento militare , e pensando a Macron sostiene : “se qualcuno gioca alla guerra non staremo a guardare” (sic) , dimenticando i disastri già combinati.

Conte, da parte sua, cerca la mediazione Italiana nel tentativo di mettere d’accordo Haftar, il Ras della Cirenaica, sostenuto dall’Arabia Saudita e dall’Egitto, con il Capo dello Stato Libico, che è il fantoccio che più garantiva l’Occidente, Serraj , ma che sembra arrivato alla fine, perché gran pare delle milizie sono passate con Haftar , ben pagati con i milioni di dollari dell’Arabia Saudita.

Oggi quindi, ancora una volta , credo che il vento bellico imperialista, torna a soffiare , non certo per difendere le popolazioni Libiche, non certo perché la Liba debba essere indipendente ed un unico Stato… ma perché ci sono sia gli interessi petroliferi enormi, e soprattutto la decisione criminale di fermare la fuga dei migranti rinchiudendoli nell’inferno dei lager, attraverso il cane della guardia costiera Libica e mantenere i porti chiusi Italiani.

Umberto Franchi

Lucca, 15 aprile 2019

 


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