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Mobilitazione antinucleare intorno al TNP PDF Stampa E-mail
Scritto da Alfonso Navarra   
Venerdì 20 Agosto 2010 13:15

La conferenza di revisione del TNP - Trattato di non proliferazione,  attualmente in corso a New York e che si concluderà il 28 maggio pv, è  da considerare l'appuntamento istituzionale cruciale per coloro che si  battono per il disarmo atomico. Ma, disgraziatamente, è destinata, in  virtù delle premesse non buone, a riprodurre gli esiti di Copenagen,  l'incontro mondiale contro il cambiamento climatico: grandi promesse,  retorica ad ogni piè sospinto, ma nessun impegno concreto.
Questo  perchè il baco del TNP sta nell'origine: il significato vero e profondo  dell'accordo è di mantenere l'oligopolio nucleare il più ristretto  possibile, la non proliferazione è sicuramente più importante del  disarmo.
Gli accordi Start 2 tra USA e Russia non invertono la  tendenza: sono più fumo che arrosto.
Il presidente Obama aveva,  all'inizio del suo mandato, lanciato la promessa di un "mondo libero  dalle armi nucleari" (avallata anche da un voto dell'ONU il 24  settembre 2009).
Ma la sua Nuclear Posture Review ora ribadisce il  ruolo centrale della "deterrenza" e prevede il "primo colpo" contro i  "Paesi che violano il TNP".
I piani per lo scudo antimissile sono  confermati, una nuova generazione di armi atomiche è in cantiere, si  ricomincia, di conseguenza, negli stessi Stati Uniti a costruire  centrali nucleari.
La preoccupazione principale è sanzionare l'Iran che  vuole diventare una "potenza nucleare latente" al pari di Giappone e  Germania (e della stessa Italia, anche se di rango molto inferiore).
La  Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza propone di riconoscere il  fallimento del TNP e di stabilire un nuovo tavolo di discussione e  trattativa: una Convenzione sulle armi nucleari che dichiari illegali  le armi atomiche, come è già successo per le mine, le armi  batteriologiche e chimiche.
Il Coordinamento Fermiamo chi scherza col  fuoco atomico condivide questa impostazione che ribalta le priorità  finora seguite: il disarmo deve  diventare la garanzia della non  proliferazione. Per questo aderisce al mese di mobilitazioni ed  incontri, che si propone di far sentire la voce della società civile in  modo da affermare un vero e proprio tabù sul nucleare, sia militare che  falsamente "civile" (in realtà le centrali rientrano anch'esse nel  ciclo finalizzato a produrre le bombe).
In questo contesto torniamo a  sollecitare un impegno particolare nei confronti dei rappresentanti di  tutte le religioni contro la Tecnologia Atomica in quanto tale, come si  configura concretamente allo stadio attuale della nostra "civiltà".

Alfonso Navarra - Coordinamento FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO c/o Campagna OSM-DPN - via Mario Pichi, 1 - 20143 Milano tel. 02- 58101226

 


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