Home Religioni Islam Perchè il neosindaco Pisapia ha il compito di affrontare la questione del tempio islamico a spese della loro comunità
Perchè il neosindaco Pisapia ha il compito di affrontare la questione del tempio islamico a spese della loro comunità PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Benazzi   
Venerdì 24 Giugno 2011 11:33

Un convegno nel capoluogo lombardo fa il punto della situazione
A Milano le persone di fede musulmana sono circa 100 mila, per la maggior parte migranti. Di queste circa 5000 sono, invece, cittadini italiani convertiti all'Islam (aderenti alla Comunità Religiosa Islamica Italiana di Milano, composta prevalentemente da italiani convertiti all'Islam).
La comunità musulmana è cresciuta del 100% negli ultimi anni: si calcola, infatti, che nel 2005 fosse composta da poco più di 50 mila persone. Una tavola rotonda che si è svolta a Milano, organizzata dalla Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia, ha messo a fuoco il problema delle moschee e dell'integrazione delle comunità islamiche nella vita pubblica italiana ed europea. Mancano le moschee
L'analisi di Silvia Mocchi, research assistant della Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia, ha sottolineato come manchi a Milano un luogo di culto che possa rappresentare un punto di riferimento per i fedeli musulmani.
La moschea di Segrate, una delle tre moschee ufficiali italiane insieme a quelle di Roma e Catania, è infatti molto piccola e non puo' essere un luogo di culto adeguato per la comunità islamica milanese. I fedeli musulmani, pertanto, si trovano a pregare in decine di luoghi di fortuna (garage, cantine, ecc.).

Islam frammentato
Sulla mancanza di una moschea a Milano, incide, secondo la ricerca, il fatto che la minoranza islamica non sia rappresentata in città da una "voce unica": la comunità, infatti, si divide in numerosi gruppi di diverse nazionalità ed etnie e si articola in oltre dodici associazioni e centri culturali. A ciò si aggiunge il fatto che numerosi migranti di fede musulmana non possono partecipare alle consultazioni politiche tramite l'esercizio del diritto di voto. A Milano, ad esempio, non sono stati approvati i due progetti di moschea presentati negli ultimi anni dalla Casa della Cultura Islamica che prevedeva la realizzazione, su un terreno di sua proprietà in Via Padova, di un luogo di culto integrato a un centro culturale e della Comunità Religiosa Islamica Italiana, che intendeva ristrutturare e adibire a moschea un suo immobile in Via Meda.
In questo contesto, sottolinea la ricerca, sarebbe necessaria una maggiore partecipazione della comunità islamica alla vita politica e sociale della città, favorita ad esempio da tempi più rapidi per l'ottenimento della cittadinanza.

Situazione europea
A livello europeo Germania e Danimarca si distinguono per un maggiore sforzo di integrazione delle minoranze, come sottolinea la seconda ricerca presentata da Anna Elisabetta Galeotti, docente di Filosofia politica presso l'Università del Piemonte Orientale di Vercelli. A differenza dell'Italia, infatti, la Danimarca riconosce il diritto di voto alle elezioni amministrative a tutti gli stranieri privi di cittadinanza, ma residenti da tre anni nel Paese (continua).

Fonte: Ecumenici Newsletter

 

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