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Voci degli invisibili della Casa di Accoglienza di Massa: "L." PDF Stampa E-mail
Scritto da Ezio Fornesi   
Domenica 22 Gennaio 2012 20:43

L. è una specie di gigante buono ed è il primo ospite che ho incontrato la sera del mio debutto tra i volontari dell'associazione A.V.A.A.

L'acronimo starebbe per Associazione Volontari per l'Ascolto e l'Accoglienza ma per noi è più semplicemente la casa dato che l'attività in cui siamo impegnati è appunto quella di gestire una piccola struttura che ospita cittadini che, per varie ragioni, si trovano senza un tetto sotto cui riposare.

L., dicevo, somiglia come una goccia d'acqua a Bernard Blier, ma a un Blier al quadrato anzi, al cubo. Secondo il metro comune e per le cose che leggerete L. potrà sembrare un originale e un eccentrico io invece penso che sia una persona notevole che, a modo suo, conduce una vita difficile ma piena.

Quando mi sono presentato per la prima volta alla casa per il mio turno di notte avevo con me, oltre alla borsa, il mio carico di pregiudizi positivi e negativi sugli ospiti, sulle loro attitudini, sui volontari. Ci ho messo qualche mese per capirlo ed accettarlo ma è così.

Noi leggiamo la realtà attraverso le lenti dei pregiudizi che secoli di civilizzazione hanno stratificato nella nostra cultura, convinzioni profonde e pre-razionali che assorbiamo, come si usa dire, con il latte materno. Crescendo impariamo a superarne alcuni, a tenerne a bada altri, ma si tratta di un lavoro perennemente incompiuto. In situazioni emotivamente coinvolgenti come ad esempio il primo impatto con una realtà come quella della casa, ecco che, prima ancora che il nostro cervello abbia formulato un pensiero razionale, il pre-giudizio emerge, prende il comando delle operazioni e limita la lucidità di analisi; più o meno come fa il fondo di una bottiglia agitata violentemente: emerge e rende imbevibile il vino.

Credo che sia per questo che quando ho visto per la prima volta L. dal fondo della bottiglia è risalito il pregiudizio secondo cui esiste una equazione: miseria=vizio ; credo sia per questo che mi sono sentito a disagio e pronto ad assumere un atteggiamento di chiusura. In realtà, come avrei imparato presto, L. è quanto di più lontano da ciò si possa immaginare, almeno dal termine destro dell'equazione.

E' un omone alto quasi un metro e novanta perennemente di buon umore e dominato da tre passioni.

Nell'ordine:

  1. Rossella G., una cantante di piano bar di cui è innamorato da molti anni
  2. Lo spiritismo, le scienze occulte e l'alchimia
  3. Il gossip

E' originario di Bologna ma abita a Falconara Marittima dove il comune gli ha messo a disposizione un alloggio da condividere con una coppia assistita dal servizio sociale, un uomo e una donna che lui chiama: "i due demoni".

Questa convivenza forzata non gli piace e ad ogni cambio di amministrazione inizia a tempestare l'assessore di turno perché li trasferisca in un altro alloggio e gli restituisca la privacy perduta; nel frattempo, a sentire lui, la donna cerca di sedurlo mentre l'uomo cerca di spaventarlo col risultato che, da quando ha letto sui giornali dell'efferato delitto compiuto ad Erba dalla coppia Olindo e Rosa, non riesce più a dormire tranquillo.

In realtà a Falconara ci sta poco o nulla dato che è sempre in giro qua e la per lo stivale spinto dalle proprie passioni: si precipita a Sanremo per fotografare i cantanti davanti all'Ariston poi scende fino a Livorno per una seduta spiritica e poi ancora a Senigallia per un concerto di Rossella.

In questo suo peregrinare frequenta di solito i dormitori e le case di accoglienza tenendosi accuratamente alla larga da quelle che lui definisce "le polveriere", cioè dai luoghi di accoglienza in cui è possibile fare brutti incontri; dice che la nostra casa è una delle migliori tra quelle che ha visitato, superata solamente da una struttura simile dalle parti di Cuneo.

Della nostra accoglienza apprezza il carattere disteso e la cucina dato che dalla sua città natale ha ereditato, insieme all'accento, l'amore per la buona tavola.

Se proprio non trova da dormire si adatta a pernottare all'addiaccio oppure, se trova uno spazio, monta una piccola tenda canadese.

Ha lavorato a lungo come uomo delle pulizie negli alberghi ed oggi vive di una piccola pensione e di qualche entrata aggiuntiva che si procura andando a "schermare" termine che nel gergo della strada, così mi ha detto, significa chiedere l'elemosina in maniera mirata ossia recandosi al domicilio di soggetti noti per la loro generosità. A Massa pare che ci siano due luoghi in cui la "scherma" produce sempre buoni frutti: uno studio dentistico e una parrocchia ma L. non ha mai voluto dare indicazioni precise circa la loro ubicazione.

In generale non conduce una vita facile ma in tante volte in cui è stato ospite da noi non l'ho mai sentito lamentarsi di qualcosa o dire una parola cattiva nei confronti di qualcuno. Ha dei parenti dalle parti di Bologna i quali non gradiscono molto che lui li contatti per cui ha limitato al minimo i suoi viaggi in questa città.

Nella settimana in cui è ospite della casa non ha mai un minuto libero: è sempre sul treno o sull'autobus a fare la spola tra Viareggio e Sarzana in cerca di un libro di esoterismo, di una mensa Caritas di cui ha sentito parlar bene, di un disco o di qualche vip da fotografare. Se non ricordo male per due volte non ha terminato il periodo di accoglienza: la prima volta è andato a Portofino da un amico, la seconda volta dalle parti di Bologna per vedere Loredana Lecciso.

Da una vita L. è innamorato di Rossella G., una cantante di piano bar che ha conosciuto durante una passeggiata in bicicletta e che da anni "assedia" con una corte da uomo d'altri tempi.

Purtroppo l'amore per Rossella è finora a senso unico e tutti questi anni di devozione sono costellati da sconfitte più che da successi: lui le scrive una lettera d'amore, le regala un disco introvabile e va ad applaudirla ai suoi spettacoli e lei, in risposta, gli invia una lettera (di diffida scritta da un avvocato), gli restituisce il disco e gli manda a dire che se lo vede ancora a un suo concerto chiama i carabinieri.

L. però non si è mai scoraggiato ed ha continuato con discrezione e tenacia il corteggiamento. L'ultima volta che l'ho visto mi ha comunicato due importanti progressi: Rossella ha sospeso l'embargo togliendo il divieto di assistere ai suoi concerti e, soprattutto, un sensitivo gli ha detto che in una vita precedente lui e lei sono stati in rapporti molto intimi e quindi, se riesce ad invitarla ad una seduta spiritica, gli spiriti guida faranno da sensali e lo aiuteranno a coronare il suo sogno.

Questo perché, come dicevo, insieme a quella per Rossella, L. coltiva la passione per l'esoterismo, principalmente partecipando a sedute spiritiche che si tengono tra Ancona, Livorno e Montecatini val di Cecina. Una o due volte al mese e, in alcuni periodi anche tutte le settimane, un gruppo di appassionati si riunisce intorno al classico tavolo rotondo ed attende che il soprannaturale si manifesti.

L. ripone una fiducia totale nei medium che dirigono le sedute in quanto, dice, si tratta di gente che lo fa non per denaro ma per pura passione, senza chiedere un centesimo ai partecipati e questa, stante lo stato perennemente critico delle finanze di L., è sicuramente una notizia vera.

Durante queste sedute i convenuti ricevono importanti rivelazioni da non meglio precisate entità, solo che si tratta di rivelazioni estremamente generiche e difficili da interpretare, nascoste in frasi del tipo: "chi vuol capire capisca!" o "perché continuate ad arrampicarvi sugli specchi?". Ogni volta che, dopo la cena, io lui e Daniele (che lui tiene in grande considerazione come consigliere in materia amorosa) ci tratteniamo in cucina per chiacchierare un po' L. mi chiede di aiutarlo a decifrarle o meglio ad interpretarle cercando di ricavarne indicazioni circa l'imminenza del realizzarsi del suo sogno amoroso ma con tutta la buona volontà non sono mai riuscito ad essergli d'aiuto.

Una sera mi ha confidato, con non poca preoccupazione, che durante l'ultima seduta si era presentato al tavolo uno scettico venuto fin li con il solo fine di curiosare e deridere i partecipanti, sennonché all'entità di turno era saltata la mosca al naso e lo aveva bacchettato a dovere dopodiché aveva ordinato che gli incontri fossero sospesi sine die.

Ho appreso inoltre che esiste una rete di appassionati di spiritismo che si offrono reciproca ospitalità scambiandosi libri di esoterismo, pozioni, oggetti magici e quant'altro. Un mondo singolare che raccontato da L., con il suo simpatico accento bolognese, perde ogni caratteristica sulfurea.

Se sta male L. non va dal medico ma dall'alchimista. Chi pensa che gli alchimisti siano roba da Medio Evo o da film di Harry Potter rimarrà sorpreso sapendo che ce n'è uno a pochi chilometri da Massa: a Livorno. L. vi si reca quando è un po' giù di tono e generalmente dopo il consulto è ancora più giù di tono dato che i preparati di questo Giorgini, così si chiama il Paracelso labronico, costano un occhio e non sono ovviamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. Ho provato a suggerirgli timidamente di lasciar perdere gli alchimisti e rivolgersi a un medico ma lui, dopo essere andato in ospedale o dopo essersi fatto prescrivere le medicine che gli occorrevano, ha continuato a percorrere le strada di questa singolare medicina alternativa.

La terza sua passione è il gossip. Se guardate la tv insieme a L. state pur certi che sarà in grado di dirvi i nomi di tutti gli attori e attrici che compaiono sullo schermo, in particolare di quelli delle fiction italiane. Conosce tutti i programmi televisivi e tutte le star più in voga e se c'è in giro un evento che gli solletica la fantasia non ci mette molto a partire. Questo suo interesse non ha tuttavia nessuna parentela con il voyeurismo dei giornali scandalistici, ricorda semmai la passione del collezionista per gli oggetti della sua raccolta.

Negli ultimi tempi non è più venuto a trovarci, non si muove da Falconara perché deve assistere il fratello malato che è rimasto vedovo. Ci siamo sentiti telefonicamente e mi è sembrato sempre pieno di quel buonumore con il quale passa come un trattore attraverso le avversità (non poche e non lievi) che la sua vita di allegro naufrago gli ha messo davanti.

 


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