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Voci degli invisibili della Casa di Accoglienza di Massa: sulla linea d'ombra PDF Stampa E-mail
Scritto da Enio Minervini   
Domenica 22 Gennaio 2012 20:46

Antonio cammina sulla linea d'ombra.

Di là c'è la luce, di qua c'è il buio.

Di là l'aria è tiepida e il materasso comodo.

Di qua il vento è gelido e il pavimento rompe la schiena di notte.

Antonio ha puntato la sua vita nella mano sbagliata e non ha avuto ancora una mano di riserva... Non ancora... ma Antonio non ha smesso di cercare.


Antonio aveva un lavoro, una casa, una moglie e due figli.

Il lavoro era sicuro, manovrava macchinari complicati, pochi sapevano farlo e quei pochi erano insostituibili.

Con quel lavoro aveva costruito la sua vita, la casa, la famiglia, un'idea di futuro sereno.

Poi ha conosciuto una donna, "una donna sbagliata" - dice lui, quasi a volersi giustificare.

Forse solo una donna sbagliata per lui, perché nessuna donna, come nessun uomo, è mai uno sbaglio in sé.

Comunque Antonio incontra questa donna e cambia strada, cambia vita, corre dietro al suo sogno di un giorno e smarrisce la strada per tornare a casa. Perso in un vicolo senza sbocchi, Antonio perde il calore del suo breve sogno e cerca nell'alcol il calore perduto.

L'alcol entra nel corpo e gli mangia la forza.

L'alcol entra e il lavoro va via.

Senza soldi, senza lavoro, senza famiglia e senza amore, Antonio cerca di tornare da sua moglie, ma la porta che egli aveva chiuso dietro di sé non si riapre.

E sì che quella coppia aveva conosciuto e superato insieme, prove capaci di piegare i più forti.

Antonio racconta la storia del cancro di sua moglie.

Gli ospedali, il rapporto con i medici, la chemio, la nausea, il vomito, i ferri del chirurgo, il seno asportato, il seno finto, l'incontro con l'oncologo milanese, il Professore, l'Oncologo per antonomasia in Italia.

Antonio racconta della parrucca, con la sensibilità di chi sa capire il dolore della sua donna.

Antonio racconta e trova orecchie per ascoltare.

Brillano gli occhi di Antonio nel racconto di questa unione perduta.


Antonio comunque cerca di ricostruire la sua vita.

Con l'aiuto dei suoi figli riesce a tenersi pulito e dignitoso, nonostante la vita consumata in strada. Ma non è la strada il suo peggior nemico.

L'alcol continua a fornire il suo calore effimero, ma brucia ogni percorso alternativo.

Antonio si innamora ancora, ma nell'aggressività dell'ubriaco soffoca anche il rapporto con questa donna, "la più bella, la più intelligente del mondo" si lascia sfuggire con immensa tenerezza.

"Ora non bevo più" - mi racconta - "da due settimane nemmeno un bicchiere!".

Lo dice a me che gli credo, ma è Lei che vorrebbe convincere.


E' questo quindi, l'uomo che cammina sulla linea d'ombra, uno sguardo al crocifisso ed uno alla bottiglia.

La fede sembra essere in lui l'alimento principale della speranza che lo sostiene. Comunque non si arrende.

Espulso dalla vita "regolare", senza un tetto e senza dimora, straniero in casa propria, non ama gli stranieri.

Forse teme un sovraffollamento dello spazio marginale in cui vive. O forse ha paura di scoprire che c'è un fondo ancora più fondo del suo.

Forse ha ragione quel filosofo che ha scritto che "siamo re che si credono mendicanti!" (cit. Emanuele Severino).



Pubblichiamo i racconti degli ospiti della Casa di Accoglienza di Massa, raccolti dai volontari, in modo da condividere emozioni e frammenti di vita delle persone che vengono ospitate settimanalmente presso la struttura.


Associazione Volontari Ascolto e Accoglienza

 


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