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Voci degli invisibili della Casa di Accoglienza di Massa: Luigi PDF Stampa E-mail
Scritto da Ilde Piccioli   
Domenica 22 Gennaio 2012 20:56

Luigi di Molfetta ha 49 anni , è un tipo segaligno, scuro di pelle, con gli occhi neri . Mi racconta la sua storia , perché ha bisogno di sfogarsi, dice che la vita gli ha riservato molte vicissitudini, che sono iniziate tutte quando la mamma è morta. . E’ scoraggiato e dice che ha bisogno di parlare , perché quando pensa a come la vita gli ha girato male , va in crisi profonda e ha comportamenti autolesionisti.


Poco più che diciottenne quando stava facendo il militare in Toscana, incontra in una balera una ragazza e l’amore fa scattare la voglia di stare insieme .

Luigi scappa con la ragazza e ritorna al suo paese, la “Fuitina” però non va bene ai genitori della ragazza , ancora minorenne e gli innamorati sono costretti a ritornare ad Aulla ,accompagnati dai carabinieri , per poi convolare a nozze. Dopo il matrimonio la coppia torna a Molfetta e la vita a due procede bene fino a che Luigi guadagna, ma quando lui perde il posto di lavoro, la moglie lo abbandona.

Si ritrova solo, ma può sopportare il disagio, perché la mamma , che è sempre stata il punto di riferimento, è sempre pronta ad accoglierlo e a consigliarlo.

Questa donna è stata sempre il perno della famiglia, perché il marito era sempre ubriaco, ed assente e gli altri fratelli più grandi, stavano seguendo le orme del padre.. Quando la mamma muore Luigi si trova nella casa di famiglia insieme ai suoi fratelli, dediti anche loro al vino e alle cattive compagnie. Per un certo periodo riesce a rimanere nella legalità, ma una notte, assieme ad altri compagni, un po’ alterati dal vino bussano ad una bottega per avere da mangiare e da bere. Nasce una lite ed intervengono i carabinieri. E’ il 1995 e Luigi viene condannato a tre mesi di carcere con l’accusa di rapina. E cosi inizia la sua discesa verso il baratro. Piano piano la sua vita va a rotoli, non c’è più niente di sicuro, neppure un posto dove stare,. e allora decide di vivere alla ventura.

Mi racconta del suo rammarico di non poter condividere la sua vita con i fratelli e di abitare nella casa dove è nato e cresciuto. perché dopo l’esperienza del carcere , ha paura di litigare con i fratelli e fare qualche sciocchezza,visto il comportamento dei fratelli e delle persone che circolano nella casa.

Mi racconta anche dell’ultimo raggiro che ha subito , nel 2006 trova lavoro come carpentiere in Francia a Montreaux, con una ditta di lavoro temporaneo.

Quando arriva sul posto di lavoro, gli viene fornito tutta l’attrezzatura necessaria , per lavorare, ma non le scarpe antinfortunio, e perciò lavorando con scarpe non adatte , dopo un po’ , comincia ad aveva problemi ai piedi e non è più in grado di lavorare. È’ costretto a mettersi in malattia, ma non viene pagato come dovuto. Ora sta cercando il modo per riavere i suoi soldi, si è rivolto anche ad un avvocato, per chiarire la questione. Tutto questo lo deprime molto , ha problemi di nervi ed ogni tanto mi racconta che ha voglia di graffiarsi, di farsi del male, per questo i medici gli hanno prescritto psicofarmaci.

19 ottobre 2011


Pubblichiamo i racconti degli ospiti della Casa di Accoglienza di Massa, raccolti dai volontari, in modo da condividere emozioni e frammenti di vita delle persone che vengono ospitate settimanalmente presso la struttura.

Associazione Volontari Ascolto e Accoglienza

 


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