Aronte PDF Stampa E-mail
Scritto da CAI, Italia Nostra, La Pietra Vivente, Amici delle Alpi Auane   
Lunedì 10 Dicembre 2012 21:10

E’ Natale: un tempo i bambini scrivevano la letterina per chiedere doni, oggi un gruppo di cittadini si trova a scrivere alle autorità da loro elette per chiedere il rispetto della legge.

Illecitamente, nel 2006,  l’amministrazione comunale   ha ceduto 30.000 mq di terreno comunale ad una ditta straniera al fine di cavare marmo e continuare così la devastazione del crinale della nostra Tambura. Non poteva farlo, perché quel terreno non è mai stato agro marmifero. Nello stesso atto veniva ceduto anche il rifugio Aronte, di proprietà del CAI di Genova, dunque un oggetto di un privato è stato ceduto senza averne titolo ad un’altra persona.

Abbiamo informato l’attuale Sindaco fin da febbraio; qualcuno di noi l’ha incontrato; altri hanno chiesto invano un appuntamento; altri hanno scritto sui giornali ripetendo che era obbligato a sciogliere quel contratto in autotutela.

Caro Sindaco sono più importanti per te gli interessi  economici di alcuni privati o i beni della collettività?

Hai rispetto della legge? Se sì, che cosa ti impedisce di compiere il tuo dovere di buon amministratore?

Fiduciosi che il Natale riporti in questa città anche il rispetto delle leggi

Ti auguriamo Buone Feste

Alberto Bargagna consigliere centrale C.A.I.

Franca Leverotti consigliere nazionale di Italia Nostra con delega alle Alpi Apuane

Elia Pegollo presidente dell’associazione La Pietra Vivente

Associazione Amici delle Alpi Apuane

Associazione No al traforo della Tambura

C.A.I.  sezione di Massa

Massa, 10 dicembre 2012

 


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