Home Politica - Democrazia Politica locale Le mie nove domande ai candidati sindaco (se avessi l’autorevolezza per essere ascoltato..)
Le mie nove domande ai candidati sindaco (se avessi l’autorevolezza per essere ascoltato..) PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianmaria Lenelli   
Giovedì 18 Aprile 2013 12:37

Il prossimo maggio anche a Massa si terranno le elezioni amministrative. Personalmente ho scelto un terreno completamente diverso da quello elettorale e della rappresentanza per la mia attività politica: l’esperienza mi ha mostrato una strada differente e ben più efficace fatta del protagonismo di tutte e tutti, che prende il nome di autorganizzazione e parte dal basso. Tuttavia sono conscio del fatto che il livello amministrativo non  può lasciare indifferenti, pur non condividendo una pratica politica che attribuisce esclusivamente ai luoghi di potere il centro delle decisioni.

A questo proposito mi chiedo, rispetto ad alcuni dei temi che hanno contraddistinto l’azione dei Movimenti, quale sia il punto di vista dei candidati sindaco, quale la loro visione su alcune delle lotte che, nel mio piccolo, ho contribuito a mettere in piedi e che condivido con le aree antagoniste di questo paese.

Chiaramente non mi aspetto che le mie idee facciano parte dei programmi elettorali, nè tantomeno penso che una trasformazione dell’esistente possa passare da una semplice scheda. Tuttavia sono curioso di capire quale tipo di contaminazione un candidato sindaco può ricevere da una generazione ribelle e antagonista. In fondo “domandare è lecito, rispondere è cortesia”.


1) Antifascismo. Nella nostra città esistono le sedi di due forze che ufficialmente e pubblicamente si richiamano al fascismo. Noi da tempo chiediamo l’inagibilità politica di queste realtà e la chiusura delle loro sedi. Il candidato sindaco come si comporterebbe rispetto a queste richieste? Sarebbe disponibile a prendere pubblicamente una posizione contro queste aggregazioni e a impegnare la giunta a fare tutto il possibile per limitarne l’agibilità?

2) Diritto alla casa. La società contemporanea, con la crisi del Capitalismo, sta producendo disastri sociali, calpestando i diritti delle persone, primo fra tutti quello della casa. Il candidato sindaco si impegnerebbe a realizzare una moratoria sugli sfratti? Si impegnerebbe a costringere i proprietari di case sfitte a concederne l’uso attraverso un controllo degli affitti? Si impegnerebbe a realizzare un investimento nell’edilizia popolare, scontrandosi in tutto e per tutto con i veri poteri forti del nostro comprensorio, quelli del mattone?

3)Spazi sociali. Esiste in Italia da almeno un ventennio un’esperienza politica dal basso di recupero degli spazi sociali, attraverso occupazioni, caratterizzate dalla riutilizzazione di luoghi altrimenti abbandonati e contraddistinte da politiche di uguaglianza, giustizia sociale, solidarietà. Il candidato sindaco come si rapporta con tali esperienze, anche laddove rimettano in discussione il concetto di legalità?

4)Sanità/condizioni di vita. Un altro ambito in cui la crisi di questo capitalismo al tramonto agisce è quello del diritto alla salute. I cittadini delle fasce più deboli, i malati, gli psichiatrici, i disabili, stanno più di tutti subendo gli effetti di questa situazione, favorita inoltre dal buco economico della nostra ASL. E’ disposto il candidato sindaco a farsi carico dei problemi di queste fasce deboli, investendo sull’aiuto alla persona e su tipologie lavorative che si occupino degli altri? E’ disposto a farlo anche quando le direttive regionali, gli istinti tecnico-burocratici di direttori generali e funzionari vari, tagliano la spesa indiscriminatamente?

5)Immigrazione. Questa città, non più tardi di due anni fa è stata attraversata da una magnifica protesta per la dignità: l’occupazione del Duomo da parte di alcuni migranti per il permesso di soggiorno. Il candidato sindaco è disposto ad impegnarsi sul fronte immigrazione con dichiarazioni non formali, che portino realmente la nostra città ad essere un laboratorio dell’accoglienza? E’ disposto a creare luoghi meticci di relazione culturale, a favorire l’integrazione, a costituirsi baluardo contro le prevaricazioni? E’ disposto a concedere, a livello simbolico, un permesso di soggiorno fittizio a tutti coloro che attraversano il nostro territorio? E’ disposto a fermare la caccia al più debole che ogni estate si scatena sui lavoratori ambulanti delle spiagge e del litorale?

6) Questione di genere. In Italia esiste un problema culturale di prevaricazione maschile, che si esplicita in un dominio degli uomini nei luoghi di potere e si configura nel terribile fenomeno della violenza sulle donne. E’ disposto il candidato sindaco a riconoscere in questo un problema socio-culturale del maschio italiano? E’ disposto a realizzare politiche per contrastare questo dominio e per incidere culturalmente sul tessuto sociale della città? E’ disposto a creare un programma di riflessione nelle scuole su questo tema?

7) Grandi opere. Esiste un progetto folle che i poteri forti di questo paese potrebbero ben presto mettere all’ordine del giorno. Si chiama Traforo della Tambura. Noi, come centinia di altri cittadini stiamo cercando di sensibilizzare sull’idiozia di questa idea. Il candidato sindaco è disposto ad assumersi la responsabilità pubblica di opporsi totalmente a qualsiasi tipo di progetto che metta in discussione l’ambiente e la qualità delle nostre vite?

8) Ambiente. Il nostro comprensorio ha vissuto anni di incuria e di superficialità, nei quali il territorio ha subito enormi danni per una sfrenata speculazione edilizia, favorita molto spesso da condoni e mancanza di controlli. Il candidato sindaco è pronto a segnare una totale inversione di tendenza, arrivando ad opporsi a questo scempio, a costo perfino di veder scemare la propria popolarità?

9) Lavoro. In epoche di crisi e in un ambito come il nostro, siamo consci che un’amministrazione ha difficoltà a realizzare politiche del lavoro realmente efficaci. Da parte nostra chiediamo però un altro tipo di  impegno. Il nostro territorio ha una risorsa importante nel turismo, nel quale tuttavia, si assiste a uno sfruttamento “legalizzato” di centinaia di ragazzi e ragazze, assunti in nero, sottopagati, che lavorano molte più ore rispetto a quelle contrattate. E’ disposto il candidato sindaco a organizzare dei controlli più efficaci e quindi a contrastare questo fenomeno?


Queste sono le mie 9 domande. Questo è il mio approccio alla politica e il contributo che vorrei dare alla città nella quale viviamo. Non ho l’autorevolezza per essere ascoltato, ma ho certamente la volontà di lottare quotidianamente per una società diversa.

Fonte: Gianmaria Lenelli

 


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