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La scoperta e il recupero dei rifugi antiaerei: il come e il perché PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Bontempi   
Venerdì 16 Agosto 2013 14:34

Pubblichiamo tre relazioni che sono state tenute all'interno dell'iniziativa ““ Qui sotto ... un rifugio antiaereo! - due chiacchere sui rifugi antaerei a Massa sulla guerra e sulla pace” svoltasi il 22 luglio scorso: “La scoperta e il recupero dei rifugi: il come e il perché” e “I bombardamenti aerei armi di guerra e di strage”, tenute dall'ing. Andrea Bontempi, e “Le ragioni della pace”, tenuta da Gino Buratti dell'Accademia Apuana della Pace.

Di seguito la prima relazione di Andrea Bontempi.

Salve, mi chiamo Andrea Bontempi, ora pensionato, sono stato dipendente del Comune di Massa, ringrazio l’Associazione Acqua che gestisce questo parco del Monte di Pasta che ci ospita.

In questa serata faremo due chiacchere sui rifugi antiaerei sui bombardamenti sulla guerra e sulla pace.

Con me parleranno altri relatori che vi presenterò nel corso della serata li ringrazio per la disponibilità dimostata.

Ringrazio naturalmente tutti i presenti e spero vorrete partecipare con le vostre esperienze personali.

 

Ma veniamo al tema: perché parlare di rifugi antaerei qui?

pochi sanno che sotto i nostri piedi c’è una galleria, molto simile a quella della Martana, non ho trovato molto materiale e non ho potuto visitarla, ma ricordo che quando andavo alle medie (1960) vedevo ancora il cancello d’ingresso da via Sopramonte

Rifugio Monte di Pasta

si tratta di una galleria che lo attraversava da Via Sopramonte a Via Sottomonte che è stato abbandonato perché poco sicuro in quanto scavato su roccia non compatta sono ancora visibili l’accesso da Via Sottomonte mentre per quello da Via Sopramonte si individua solo una discontinuità nelle muratura.

questo faceva parte di 4 ricoveri costruiti in città

Rifugio Piazza Aranci si tratta di una galleria scavata tutto attorno alla piazza con quattro scale di accesso, gli ingressi sono rivestito in marmo, le panche sui due lati erano in legno su muretti in muratura. Non era ritenuto molto sicuro e pertanto poco frequentato dai massesi. Durante la costruzione furono rinvenuti numerosi scheletri del vecchio cimitero della chiesa di San Pietro.
E’ stato aperto e richiuso nel 1987. Riaperto in occasione del congresso nazionale sui rifugi antiaerei svoltosi a Massa nel 2007

Rifugio antiaereo paraschegge in Piazza Garibaldi scarse sono le notizie, si parla di trincee scavate nelle piazza coperte di tavole e terra

Rifugio Capaccola - Capuccini esistono notizie scarse e discordanti: si parla di una galleria unica che partiva dalla Piazza di Capaccola per finire dove attualmente c’è la Croce dei Cappuccini, altre testimonianze dicono che questa fosse l’idea iniziale ma per le difficoltà di esecuzione furono eseguiti solo i due accessi e usati indipendentemente uno dall’altro. Attualmente è visibile solo l’arco di accesso da P.za Capaccola

Rifugio Martana

si tratta di una galleria della lunghezza complessiva di circa 400 m. e dalla karghezza di 4,5 m. scavata nella roccia della collina ai piedi del castello Malaspina, ha tre ingressi: a metà di Via Bigini (una volta Via del Porco); di fianco a Porta Martana e a metà di Via Prado di fronte all’uscita del parcheggio. Ogni ingresso si sviluppa per una lunghezza di circa 25 m. (l’ingresso di Via Prado non finisce sotto il castello dovrebbe prolungarsi per altri 70 m.)

Nella galleria sono stati individuati 7 camini di ventilazione e 5 sono stati riportati alla loro funzione, in corrispondenza e collegati con essi vi sono i servizi igieni costituiti da batterie di 4 latrine.

Il rifugio è stato costruito tra il 1943 e il 1944 è stato rintracciato il sig. Fellini Pier Paolo allora studente di ingegneria che ha partecipato alla costruzione come assistente tecnico, ci ha fornito il foglio di lavoro dove è registrato nel cantiere di piazza Martana presso la ditta Ing. Dario Moresco datato 1 marzo 1944.

Ma comè nato il progetto di recupero del rifugio che abbiamo chiamato Martana? Tutto è cominciato dal racconto di Nino (Luigi Nocchi)

Avevo conosciuto Nino da un pò di tempo, aveva e ha ancora qualche anno più di me, tra gli argomenti di cui parlavamo c’era anche la guerra che lui aveva vissuto da ragazzino e che aveva segnato profondamente la sua vita, lo si capiva da come ne parlava.

Ogni tanto le esperienze di quel periodo, i personaggi che aveva conosciuto, entravano prepotentemente nelle nostre chiaccherate, inizialmente le ascoltavo con con un educato interesse.

Avevo letto qualche libro dove si parlava di guerra, avevo studiato la storia gli avvenimenti erano simili da Omero a Virgilio da Toltoj a Grass solo per citare qualcuno, le battaglie erano quelle rappresentate dai grandi film di guerra e poca differenza c’era tra Spartacus e lo sbarco in Normandia soli mezzi tecnici erano diversi e gli attori che morivano in una guerra contro i romani era gli stessi che morivano di nuovo a Pearl Harbor.

Ricordo che in casa mia, quando ero bambino, nel momento in cui qualcuno iniziava a raccontare qualche episodio della guerra spesso veniva interrotto, in genere una donna dicendo “ecco ora che ha bevuto parla di guerra”.

Ho capito solo dopo che chi iniziava a raccontare aveva bisogno, non di essere ubriaco, ma un pò “allegro” per trovare il coraggio di ricordare e chi lo zittiva non voleva rivivere ricordi spiacevoli.

Anche quando Nino iniziò a parlarmi del rifugio di via Prado stavo a sentire una storia

Così nel 2005, quando per caso mi capitò di imbattermi per una questione di fognature in un contezioso tra il Demanio dello Stato e il Comune di Massa che aveva affittato abusivamente a privati gli accessi del rifugio, si accese il mio interesse,

Il film di Nino aveva una location si direbbe oggi.

Non rientrava tra le competenze del settore nel quale lavoravo (Difesa Ambiente) ma, parlandone con l’assessore Giorgio Raffi, che allora oltre all’ambiente aveva anche la competenza sulle infrastrutture, ci venne l’idea di recuperarlo.

Non so quale molla ci spinse: per me era un lavoro come un altro ma stimolava la mia vanità professionale soffocata dalla routine d’ufficio;

per l’Assessore Raffi ce lo spiegherà tra poco nel suo intervento.

A quel punto era ancora un progetto di opera pubblica, come una strada, una fognatura o un edificio. Iniziai a informarmi anche sulla documentazione esistente, ma in effetti trovai pochissimo. Anche sui libri editi sulla storia recente di Massa si scriveva soprattutto di guerra partigiana ma poco della popolazione civile e dei rifugi.

Nella mia ricerca venni a sapere che nel comune di Villar Perosa era stato recuperato un rifugio antiaereo e così con l’assessore Raffi e un altro collega organizzammo un incontro con l’Amministrazione di quel Comune

Li avvenne, almeno per me, la svolta. Durante la visita ai rifugi, erano più di uno, e la raccolta della documentazione ci fecero sedere in un tratto del rifugio e ci fecero sentire una riproduzione sonora di un bombardamento e le voci della gente che piangeva, pregava, si lamentava.

Sul momento fu solo interessante, ma dopo, la prima volta che rientrai nel rifugio mi accorsi che intorno a me su quelle panche di pietra sedevano delle persone.

non era più un solo un monumento, un ricordo, una lapide alla memoria.

 

Un pò di storia:

I tedeschi di Adolf Hitler, nostri alleati nel patto d’acciaio, il 1° settembre 1939 invadono la Polonia, dopo aver precedentemente invaso l’Austria e la Cecoslovacchia. ....

I nove mesi che vanno dal 10 settembre 1939 al 10 giugno 1940, sono impiegati per addestrare le nostre forze armate ad un intervento nella guerra ormai inevitabile. Anche i civili sono addestrati all’uso delle maschere antigas ed a cura dell’UNPA (Unione Nazionale Protezione Antiaerea) si provvede alla costruzione di rifugi antiaerei negli scantinati dei palazzi, sotto Piazza Aranci e Piazza della Misericordia e scavando gallerie sotto il Monte di Pasta, il colle del Castello Malaspina e tra Via San Francesco e Capaccola.

(le norme sono dettate dal R.D.L. 24 settembre 1936-XIV n° 2121)

Anche nella zona industriale ogni stabilimento costruisce rifugi antiaerei per i propri dipendenti.

In Questi rifugi i massesi passeranno gran parte delle notti,negli anni a venire.

Il 10 giugno 1940 Mussolini dichiara guerra a Francia ed Inghilterra.”

tratto da APPUNTI DI STORIA COMPARATA di Carlo Tavoni

 

ma qui da noi come ho detto la loro costruzione è iniziata solo nel 1943 e la fine sappiamo che è prima dell’agosto 1944.

Nino ricorda bene anche l’infortunio mortale capitato a un altro ragazzo dello Stradone tale Pardini che giocando era salito sui carrelli stazionati vicino all’ingresso venendo a contatto con i cavi che portavano la corrente elettrica all’interno della galleria rimanendo in tal modo folgorato.”

Ho ritrovato il certificato di morte di Pardini Armando di anni 11 datato 30 agosto 1944, i lavori erano finiti da poco e il materiale era ancora ammucchiato fuori dell’uscita di Via Prado del rifugio.

La guerra, dichiarata dal regime fascista il 10 giugno 1940, ci aveva riserbato giornate di preoccupazione e di ansia sia per i bombardamenti aerei, sia per le difficoltà degli approvvigionamenti, sia per l’incerta sorte di tanti parenti ed amici in armi si vari fronti, sia, anche, per il clima pesante, caratteristico del regime che ci governava. Ma solo l’8 settembre 1943 cominciò la crisi della lunga agonia”

tratto da RITORNA LA VITA...nella terra di nessuno di Giulio Guidoni.

L’8 settembre 1943 viene firmato tra Italia e Angloamericani l’armistizio. Gli Angloamericani avanzano e liberano Roma il 4/6/44 e Firenze il 20/8/44.. Il fronte si ferma lungo una linea chiamata Gotica che va dal Cinquale di Montignoso a Rimini sull’Adriatico. E’ un periodo di enormi tragedie e difficoltà quello che va dall’autunno 1944 al 10 aprile 1945.

Massa è anche ripetutamente bombardata, si contano 84 raid e i pochi massesi rimasti nonostante l’ordine di sfollmento impartito dalla Feldkommandantur tedesca, vivono di nascosto.

tratto da APPUNTI DI STORIA COMPARATA di Carlo Tavoni

  • Luglio 1944

  • I pesanti bombardamenti aerei provocano decine di morti a Massa.

  • 14 settembre 1944

  • Massa è evacuata. La popolazione si trasferisce a Carrara e in Val di Magra. Circa 10.000 persone torneranno nei mesi successivi nella città, ormai sulla linea del fronte. L'amministrazione provinciale di Apuania si trasferisce a Pontremoli. La situazione alimentare sul litorale apuano si aggrava ulteriormente.

 

La cerimonia per la riapertura del rifugio si è tenuta il 3 giugno del 2006 nel corso di una manifestazione organizzata dal Comune di Massa con la Scuola Media Malaspina per il 60^ anniversario della Repubblica: "Un rifugio per non dimenticare - dalla libertà la Costituzione, dalla Costituzione la libertà":

la relazione introduttiva è stata tenuta dal prof. Giuseppe Tricamo Marchetti Significativi i suoi studi sull'identità nazionale. È coautore dei libri Fratelli d'Italia. La vera storia dell'inno di Mameli (Mondadori, 2001), Il Tricolore degli italiani (Mondadori, 2002), Viva l'Italia. Viva la repubblica (Mondadori, 2003), "L'Italia s'è desta" (Cairo,2011).

Docente presso la Facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza - Università di Roma. È stato dirigente Rai, direttore di Rai Eri e delle riviste "Nuova Civiltà delle macchine " e "Nuova Rivista musicale italiana".

Alla storia dell'editoria ha dedicato il libro La fabbrica delle emozioni (Franco Angeli, 2005).

Dirige "Leggere:tutti", la rivista del libro e della lettura.

 

durante l’estate del 2006 il rifugio è stato aperto alcune serate grazie alla collaborazione dei volontari della Croce Bianca e di alcuni dipendenti comunali del mio settore che mi sento in dovere di citare perchè si offrirono volontari per garantire le visite Antonio Antonioli, Cinzia Romagnoli, Natalia Marongiu, Mario Bellucci

l’Associazione Sancio Pancia organizzò prima dell’apertura delle performance teatrali per i ragazzi delle scuole di Massa

L’interesse suscitato da questa iniziativa mi spinse a cercare ulteriori notizie e così entrai in contatto con la FNCA i cui responsabili vennero subito a massa e dopo aver visitato il rifugio, il castello e la città mi proposero di organizzare il I congresso nazionale dei rifugi antiaerei

Congresso Nazionale di Archeologia del sottosuolo

I RICOVERI ANTIAEREI MASSA – Teatrino dei Servi

5-6-7- ottobre 2007

in occasione del comgresso è stato riaperto il Rifugio di Piazza Aranci con un afflusso di pubblico veramente eccezionale.

la prima giornata ha visto la presenza del giornalista Roberto Olla della redazione di TG1 storia che ha realizzato un servizio sul rifugio Martana andato in onda nel TG1 storia, del dott. Piero A. Corsini redattore del programma “La Storia siamo noi”, del Prof. Paolo Pezzino Titolare della cattedra di Storia contemporanea all'Università di Pisa.

Gli interventi sono stati coordinati dalla giornalista della RAI

alla seconda giornata hanno partecipato rappresentanti di molti comuni italiani con le seguenti relazioni che sono state pubblicate sulla rivista di Archelogia del sottosuolo:

  • 1) I rifugi antiaerei di Ancona nelle due guerre mondiali (Alberto Recanatini);

  • 2) «Le provvidenziali risorse della metropoli dalle cinquemila grotte...» (Fulvio Salvi)

  • 3) Ricoveri antiaerei del cantiere navale del Muggiano (La Spezia): ricerca archivistica e indagine strutturale (Susanna Ognibene)

  • 4) I confluiti Garza - Bova - Celato sottostanti il Palazzo della Loggia a Brescia: il riutilizzo come rifugio (Andrea Busi);

  • 5) Catalogazione archeologica di una realtà sommersa: i rifugi antiaerei di Milano nelle strutture antiche e moderne (Maria Antonietta Breda, Claudia Ninni, Gianluca Padovan);

  • 6) Politecnico di Milano: archeologia industriale e fonti per lo studio dell’edilizia nel settore della protezione anti aerea (Maria Antonietta Breda);

  • 7) La protezione antiaerea passiva e i tecnici della provincia: le cantine di Saronno e l’ing. Ugo Brebbia (Alessandro Merlotti);

  • 8) Il riutilizzo degli ipogei presso Orte e San Lorenzo Vecchio nel Viterbese (Roberto Basilico, Gianluca Padovan, Alessandro Verdiani);

  • 9) I rifugi antiaerei ad uso pubblico di Massa (Gianluca Padovan).

la treza giornata ha visto un dibattito con la presenza di Sua Eccellenza il Vescovo Eugenio Binini e del Prof. Giuseppe Marchetti Tricamico coordinato dalla coduttrice Paola Saluzzi.

 

Il rifugio Martana è stato aperto successivamente tutti gli anni fino ad oggi a cura della Associazione Sancio Pancia di questa esperienza ci parlerà Marco Rossi.

 

mi sembra importante riportare di seguito le motivazioni delle medaglie d’oro conferite alla Provincia di Massa Carrara e al Comune di Massa che riconoscono le sofferenze della popolazione civile

 

Provincia di MASSA CARRARA

Medaglia d'oro al valore militare

motivazione del conferimento

 

Ardente focolare di vivido fuoco, all'inizio dell'oppressione nazifascista, sprigionò la scintilla che infiammò  i suoi figli alla resistenza.

Vinse la fame con il leggendario sacrificio delle sue donne e dei suoi ragazzi sanguinanti sugli impervi sentieri; subì dovunque stragi, devastazioni e rappresaglie atroci, si abbarbicò sulle natie montagne facendo del gruppo delle Apuane la cittadella inespugnata della libertà.

In epici combattimenti irrise per nove mesi al nemico e lo vinse; santificò il suo dolore ed il sangue dei suoi caduti, offrendoli come olocausto alla difesa della propria Terra ed alla redenzione della Patria"

 

Settembre 1943 - Aprile 1945

 

Comune di MASSA

Medaglia d'oro al merito civile

motivazione del conferimento

Città strategicamente importante, situata sulla linea gotica, fu oggetto di atroci rappresaglie e rastrellamenti e di devastanti bombardamenti che causarono la morte di centinaia di concittadini e la quasi totale distruzione dell'abitato.

La popolazione, costretta all'evacuazione, dovette trovare rifugio sulle montagne e nei paesi vicini, tra stenti e dure sofferenze.

Partecipava generosamente alla guerra partigiana e con dignità e coraggio affrontava, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale.

 

1944/1945 - Massa

 


Qui sotto ... un rifugio antiaereo!” due chiacchere sui rifugi antaerei a Massa sulla guerra e sulla pace

La scoperta e il recupero dei rifugi: il come e il perchè, di Andrea Bontempi

Le ragioni di un recupero, di Giorgio Raffi consigliere comunale

Sette anni di visite guidate dall’Ass. Sancio Pancia - testimonianze e commenti, di Marco Rossi

I bombardamenti aerei armi di guerra e di strage, di Andrea Bontempi

Le ragioni della pace, di Gino Buratti - dell’Accademia Apuana della Pace

Dibattito e conclusioni

 

 

 


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