Home Religioni Dialogo interreligioso Fermiamo l'inaudita violenza di chi abusa nel nome di Dio
Fermiamo l'inaudita violenza di chi abusa nel nome di Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Religions for Peace sezione Italiana   
Martedì 02 Settembre 2014 07:06

E’ difficile credere alle notizie terribili che giungono dall’Iraq, dove i miliziani dell’ISIS/ISIL perseguitano, espellono ed uccidono Cristiani, Yazidis ed altri che non accettano sottomissione e conversione forzata; la stessa sorte tocca a quei musulmani che osano contestare tale cieca violenza.

Questo scenario inimmaginabile rende ancora più inquietante la marea montante di intolleranza e di odio settario in nome abusivo della religione, che sta seminando disperazione e morte in Medio Oriente e Nord Africa.

S.E. Sheikh Majid Hafeed, leader religioso musulmano del Kurdistan Iraqeno e Presidentre Onorario di Religions for Peace International, e Sua Santità Louis Raphael Sako, Patriarca Caldeo Cristiano di Baghdad e Co-Presidente di Religions for Peace International hanno chiesto con forza il sostegno e la protezione delle comunità perseguitate.

In tutto il mondo leader religiosi e personalità che hanno a cuore la dignità della persona umana ed il diritto Ir 2fondamentale della libertà religiosa si sono pronunciati affinché la comunità internazionale, attraverso le sue istituzioni e tutti i mezzi a sua disposizione, contrasti i massacri ed ogni altra violenza sulle persone e sui luoghi di vita e di culto.

Numerose iniziative di preghiera continueranno a svolgersi in molti paesi.

La Conferenza Episcopale Italiana ha promosso per il 15 Agosto, Solennità dedicata all’Assunta, una giornata di preghiera per risvegliare le coscienze rispetto a tali drammatiche persecuzioni, molto più pesanti, come ha sottolineato Papa Francesco, rispetto a quelle subite dalle comunità cristiane dei primi secoli sotto l’Impero Romano.

Noi di RELIGIONS FOR PEACE/ITALIA invitiamo i seguaci di tutte le tradizioni religiose e le persone di buona volontà ad unirsi in una preghiera concorde che, pur nella diversità di modi e di linguaggi, salga al cielo per invocare salvezza per i perseguitati e luce per i persecutori oggi accecati dall’odio.


Fonte: Interdependence

 

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