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spostamento delle lancette del Doomsday Clock (Lisa Clark) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 16 Gennaio 2007 19:44
Care/i,
Domani, 17 gennaio, alle 14.30 GMT (cioè le 15.30 nostre?) il Consiglio Direttivo del Bulletin of Atomic Scientists ha convocato una conferenza stampa. Annuncerà un nuovo spostamento delle lancette del Doomsday Clock. Si tratta del primo spostamento delle lancette dal febbraio 2002, quando furono spostate in avanti, fino a 7 minuti prima di mezzanotte.

Questo nuovo spostamento delle lancette riflette le gravi preoccupazioni dell'organismo degli Scienziati Atomici, che prefigurano l'avvento di una Seconda Era Nucleare. Le nuove e più gravi minacce sono costituite dalle ambizioni nucleari di Iran e Corea del Nord; dai materiali nucleari non messi in condizioni di sicurezza in Russia e altrove; dal fatto che ci sono ancora circa 2000 missili nucleari (sui 25.000 ancora posseduti da Russia e USA) sulle rampe di lancio, in stato di massima allerta, pronte per essere usate; l'aumento del terrorismo internazionale; le pressioni politiche a favore del rilancio dell'energia nucleare per scopi civili, vista come risposta al riscaldamento globale.
Ai fatti che cita Lisa aggiungerei la decisione del presidente Bush di investire
100 miliardi di dollari per ristrutturare ed ammodernare l'arsenale atomico statunitense (entro il 2015). La giustificazione ufficiale: costruire testate con tecnologie a prova di furto da parte dei terroristi. L'idea geniale è che se cadessero in "mani ostili" non funzionerebbero...
Sono inoltre in via di costruzione le mininukes "sicure per i civili" che potrebbero essere tranquillamente utilizzate in conflitti regionali, secondo le nuove dottrine ufficiali del pentagono (la DJNO del 2005).
L'Iran potrebbe essere la prima occasione per sperimentare le distruggi-bunker, magari con le testate ed i missili che gli USA hanno fornito ad Israele.
La messa a punto delle nuove testate comporterebbe la ripresa dei test atomici sotterranei, proibiti dal Trattato per la completa messa al bando dei test nucleari (1996) che Washington ha firmato ma non ratificato.
Il Trattato di Non Proliferazione è in panne perchè si discute solo di come impedire la produzione di nuovo materiale fissile (l'esplosivo per le bombe A e H).
Anche lo Start II (riduzione degli arsenali strategici) è in crisi da quando Washington, nel 2002, ha dichiarato di non sentirsi più vincolata dagli obblighi che esso prevedeva.
 


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