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Toh! Tony Blair si è pentito . . . . PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Pertici   
Domenica 01 Novembre 2015 18:13

Abbiamo letto dai quotidiani che, dopo oltre dodici anni, Tony Blair, ex primo ministro inglese, chiede scusa per l’invasione dell’Iraq nel marzo 2003, da lui stesso fortissimamente voluta e programmata fin dal 2002 insieme al suo compare Gorge W. Bush, ex presidente americano. Tony Blair riconosce l’ “errore”, dicendo di aver prestato fede ai rapporti “sbagliati” dei “suoi” servizi segreti e chiede scusa ammettendo perfino che quella guerra di invasione può essere la causa originale della nascita e della crescita dello “Stato Islamico (IS) ”.

In casi normali si potrebbe dire: meglio tardi che mai.

Ma in questo caso, pensando alla dimensione planetarie delle conseguenze di quell’ “errore”, non è possibile eludere alcune domande incalzanti:

DOMANDE

Perché lo ammette proprio ora a distanza di oltre dodici anni?

E’ forse casuale che la sua ammissione avvenga una settimana dopo le rivelazione del Mail on Sunday che ha pubblicato una nota informativa del 2002 redatta dall'allora Segretario di Stato americano Colin Powell per il presidente Bush, la quale conferma che Blair aveva dato il suo assenso a partecipare alla guerra in Iraq un anno prima dell'invasione del 2003?

A chi chiede scusa Tony Blair?

- Chiede forse scusa ai suoi concittadini, per come ha usato la fiducia, con la quale gli avevano affidato il governo del loro paese?

-Chiede forse scusa alle centinaia di migliaia di morti provocati direttamente da quell’intervento militare e a tutti gli altri morti provocati dalle violenze che, da allora, stanno devastando l’area del Medio Oriente come conseguenza di quella guerra?

-Chiede forse scusa al mondo intero, dopo che quella guerra ha scatenato una serie innumerevole di azioni terroristiche e di guerre locali che si sono diffuse ben oltre il Medio Oriente?

Chi può credere alla sua buona fede?

Non sarà che cerca di mettere le mani avanti, scaricando la responsabilità sui servizi segreti britannici, perché prima o poi qualcuno potrebbe chiamarlo a rispondere dei crimini di guerra e contro l’umanità commessi con quella guerra, giustificata più volte con motivazioni diverse, dopo che, di volta in volta, ogni giustificazione si è rivelata falsa o miseramente pretestuosa? (leggere Enrico Franceschini su la Repubblica 26.10.2015)

Cosa dicono oggi i governanti dei paesi che lo hanno sempre assecondato?

Possiamo porre questa domanda a tutti i protagonisti della politica che hanno continuato a indicarlo come modello di capo di governo e di statista, condividendone in qualche modo le responsabilità?

Noi pensiamo di sì.

Ma c’è sempre qualcuno che è sempre disposto a giustificare qualsiasi nefandezza quando il marchio di fabbrica è quello dell’ “Occidente democratico” perfino di fronte all’evidenza dei fatti ),  (leggere per credere Antonio Polito su il CORRIERE di ieri e confrontarlo con l’articolo di Beppe Giulietti su il Fatto Quotidiano) e delle ammissioni del “pentito” (leggi da "Mail on Sunday" su la Repubblica 18.10.15

Anche su questa vicenda trasmettiamo in allegato una piccola rassegna stampa che proponiamo di leggere anche in vista del nostro Consiglio Direttivo che stiamo per convocare nei prossimi giorni.

Pietro Pertici

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