Home Guerre e terrorismi Conflitti Dibattito pubblico sull'intervento dell'Italia nella guerra in Libia- convegno organizzato dalla Tavola della Pace e della Cooperazione il prossimo 12 marzo
Dibattito pubblico sull'intervento dell'Italia nella guerra in Libia- convegno organizzato dalla Tavola della Pace e della Cooperazione il prossimo 12 marzo PDF Stampa E-mail
Scritto da Tavola della Pace e della Cooperazione   
Martedì 08 Marzo 2016 16:11

agli Amici della Pace

Care, cari,

A pochi giorni dal convegno su “la terza guerra mondiale a pezzi” che abbiano programmato per sabato prossimo 12 marzo presso la Biblioteca comunale, si sta facendo ogni giorno più intenso il dibattito sull’ipotesi che l’Italia partecipi massicciamente con le proprie truppe ad una nuova pericolosissima avventura bellica in Libia

Dal sondaggio Ixè risulta che l’ 81% degli italiano sono contrari ad una nuova guerra in Libia

Questo dato dimostra che gli Italiani, nonostante le propensioni belliciste di Angelo Panebianco, editorialista del Corriere della Sera, non hanno dimenticato lo stupido intervento militare in cui “gli Alleati” (Francia, Inghilterra e USA) ci hanno trascinati nel 2011 e di cui il disastro della Libia attuale era la prevedibile conseguenza. Dal sondaggio (vedi allegato) condotto da Ixè per Agorà, trasmissione di Raitre, sul gradimento di un intervento militare italiano in Libia, emerge che gli italiani.sono stufi di assistere al fatto che da più di venti anni i governi italiani hanno dovuto avventurarsi in guerre illegali perché gli è stato ordinato dal sistema di alleanze politiche e militari. Dobbiamo ammettere che, se il sondaggio della Ixè corrisponde effettivamente al pensiero degli italiani, ne siamo felicemente sorpresi, ma non abbiamo alcuna certezza che il governo sappia resistere e, finalmente, rifiutarsi di “obbedire” ai disegni neocoloniali degli alleati. Qualche speranza di cambiamento ci viene dal fatto che non tutti la pensano come Angelo Panebianco il cui giornale ha ospitato l’intervista con la quale l’ambasciatore americano, John R. Phillips, ha perfino stabilito il numero di soldati che l’Italia dovrebbe inviare subito in Libia.

Non è certo una novità il fatto che gli Stati Uniti trattino l’Italia come uno stato subalterno. A questo proposito risultano eloquenti le rivelazioni fornite da Italia Oggi con l’articolo (che trasmettiamo in allegato) in cui si rivelano i metodi con cui gli ambasciatori USA in Italia svolgono in modo segreto le loro azioni di “convincimento” nei confronti dei governi in carica per coinvolgerli nei programmi militari americani.

Non è un caso che l’ex presidente del consiglio Romano Prodi suggerisca all’attuale governo di “ignorare” la fretta degli “alleati”. Prodi è sicuramente a conoscenza dei metodi spicci degli americani ed è anche per questo che invita Renzo alla prudenza. E non è certamente un caso che sulla pagina del blog di Romano Prodi, da cui abbiamo scaricato l’articolo che vi proponiamo di leggere attentamente, vi siano riportati copie dei quotidiani di epoca fascista, in cui si richiamano “le gesta” della guerra coloniale di allora.

Sarà interessante sentire cosa ci diranno in proposito i relatori e i testimoni sabato prossimo al convegno presso la biblioteca comunale.

Pietro pertici
per Comitato Esecutivo della
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