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“Ius soli”: una scelta di civilità per una società inclusiva PDF Stampa E-mail
Scritto da Accademia Apuana della Pace   
Martedì 20 Giugno 2017 20:54

Due anni fa, a conclusione di un percorso promosso precedentemente dall'Accademia Apuana della Pace, il Comune di Massa avviò le procedure per il riconoscimento della cittadinanza onoraria ai bambini nati nel comune: un atto simbolico, che andava nella direzione di passare dallo ius sanguinis allo ius soli.

Siamo infatti convinti che solo procedendo nella direzione del superamento delle disuguaglianze e delle esclusioni si possa costruire una società più umana, più giusta, equa e solidale; siamo altresì persuasi che le stesse politiche di sicurezza possano avere un esito positivo solo se accompagnate da processi che favoriscano l'inclusione sociale.

Riconoscere la cittadinanza italiana ai bambini che sono nati in Italia è quindi, a nostro avviso, un atto di civiltà e di estensione dei diritti, nella logica di costruire una società inclusiva.

La normativa che in questi giorni è in discussione al Senato in materia di cittadinanza risulta avanzata - la sua approvazione costituisce dunque un atto indispensabile ed irrinunciabile per uno Stato che voglia avviare politiche d'inclusione - ma, al tempo stesso, mitigata e priva di qualunque automatismo.

La Legge introduce infatti due nuovi criteri per ottenere la cittadinanza prima dei 18 anni: lo ius soli (“diritto legato al territorio”) temperato e lo ius culturae (“diritto legato all’istruzione”).

Lo ius solitemperato” prevede che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni.

Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Unione Europea, deve aderire inoltre ad altri tre parametri:

  • avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;

  • disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge;

  • superare un test di conoscenza della lingua italiana.

L’altra strada per ottenere la cittadinanza è quella del cosiddetto ius culturae e passa attraverso il sistema scolastico italiano. Potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (cioè le scuole elementari o medie).

Riteniamo che il sistema di accesso alla cittadinanza previsto dalla legge sia moderato e controllato, assai lontano da qualunque automatismo. Non riusciamo perciò a comprendere e ad accogliere in alcun modo le obiezioni e le posizioni contrarie espresse al riguardo; né ci pare fondata la giustificazione di quanti reputano non opportuno questo momento, o invocano la necessità di una preventiva armonizzazione europea per quanto riguarda la normativa; nutriamo anzi il legittimo il sospetto che si tenti in tal modo di rinviare sine die l'approvazione della legge per puro calcolo politico, sapendo che il tema dell'immigrazione risulta essere oggi quanto mai sensibile e impopolare.

Temiamo che la logica di costruire mura sempre più alte intorno al nostro fortino alla fine risulterà nefanda per noi stessi e per il nostro futuro, perché saremo chiamati a erigere barriere sempre più alte rinunciando a pezzi sempre più grandi della nostra democrazia.

Solo includendo e facendo sì che ciascuno si senta davvero a casa sua anche nel paese dove è emigrato, riusciremo a costruire un sistema sociale più sicuro, accogliente, inclusivo e giusto.

Con tale spirito chiediamo a tutti i parlamentari locali di sostenere con forza questa proposta di legge.

Accademia Apuana della Pace

Massa, 20 giugno 2017

 


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