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La tratta di persone è un crimine contro l'umanità PDF Stampa E-mail
Scritto da ComboniFem - Redazione Newsletter Suore Comboniane   
Sabato 29 Luglio 2017 17:14

In occasione della Giornata mondiale contro la tratta di persone, che ricorre il 30 luglio, condividiamo l’appello sottoscritto da una pluralità di organizzazioni internazionali, fra cui Talitha Kum (Uisg), Renate, Vivat.

Richiamiamo l’attenzione della comunità internazionale sul reato della tratta di esseri umani che colpisce ogni Paese. Le persone sono trafficate in ambito locale e oltre le frontiere nazionali, per servitù domestica,  sfruttamento sessuale e lavorativo, accattonaggio,  matrimonio forzato,  rimozione di organi, utero surrogato e per atti criminali. Mentre le stime del numero di persone, vittime della tratta, ammontano a decine di milioni, a livello mondiale le condanne per traffico di persone sono meno di diecimila.

La tratta di persone è un crimine contro l'umanità, una ferita aperta nel nostro mondo: deve essere affrontata e guarita efficacemente insieme.

Ogni giorno, migliaia di persone si impegnano per l'identificazione, il salvataggio e la protezione delle vittime di tratta. Diverse organizzazioni di ispirazione religiosa lavorano a stretto contatto con popolazioni vulnerabili, in particolare tra i migranti e i rifugiati, e hanno individuato vittime della tratta tra questi gruppi di persone.

I migranti e i rifugiati sono tra i gruppi più vulnerabili alla tratta e allo sfruttamento, sia durante il loro viaggio che all’arrivo nei paesi di destinazione.

La loro vulnerabilità è esacerbata dalla chiusura delle frontiere e dalla mancanza di percorsi legali e sicuri, in assenza dei quali sono costretti ad usare vie "irregolari" pericolose, gestite da contrabbandieri e trafficanti che cercano di sfruttare la situazione.

Le donne e i bambini meritano un'attenzione particolare poiché diventano facilmente vittime della tratta per lo sfruttamento sessuale oltre che lavorativo. L'Organizzazione Internazionale del Lavoro ha stimato che il lavoro forzato e lo sfruttamento sessuale  generino 150 miliardi di dollari di entrate ogni anno, due terzi dei quali provengono dallo sfruttamento sessuale.

Che i governi, che hanno la responsabilità principale di contrastare la tratta di esseri umani:

- ratifichino e garantiscano l'implementazione del protocollo di Palermo (2000) e di altre convenzioni pertinenti;

- garantiscano modalità di migrazione per migranti e rifugiati per permettere l’attraversamento delle frontiere con modalità sicure, legali e responsabili, come da impegno preso dai paesi nell'Agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 (2015) e nella dichiarazione di New York (2016)…

E noi cosa possiamo fare perché  ogni giorno venga celebrato l’impegno contro la tratta?


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