Home Religioni Cristianesimo Dare un futuro alla svolta profetica di Francesco (Assisi, 24-27 agosto 2017) – appunti di Enrico Peyretti [Sesta parte - 27 agosto]
Dare un futuro alla svolta profetica di Francesco (Assisi, 24-27 agosto 2017) – appunti di Enrico Peyretti [Sesta parte - 27 agosto] PDF Stampa E-mail
Scritto da Enrico Peyretti   
Domenica 03 Settembre 2017 08:39

Nel quarto ed ultimo giorno, un intervento (annotato nei miei appunti) interpreta e sintetizza le richieste a papa Francesco emerse dal convegno:

- spalancare le porte del dialogo intra e inter-religioso; - legittimare le voci critiche; - guardare ogni orizzonte ecclesiale; - dialogare sulla struttura-chiesa; - promuovere il confronto, il dibattito, l'ascolto sulle forme del potere, sui doni e i ministeri, sul ruolo delle donne, superando i tabù; - insistere sulle grandi questioni mondiali, sulla cittadinanza, sui giovani.

Il vescovo Nunzio Galantino, segretario della Cei, ha svolto una relazione dal titolo “Nella chiesa che è in Italia”. Anzitutto, egli porta il saluto del presidente della Cei card. Bassetti. Esorta a portare avanti l'impegno senza aspettare che gli altri facciano prima di noi. Prendendo spunto dalla storia di Giacobbe e dall'incontro col fratello Esaù (Genesi 32), dice che quel dramma avviene oggi nella chiesa, ci sono anche reazioni scomposte. La vittoria di Giacobbe è una ferita, lo rende più fragile, ma così ritrova il fratello, il rapporto umano. Soffre la sindrome da accerchiamento, ma poi sa aprirsi all'imprevisto. Il faccia a faccia con Dio ci insegna il faccia a faccia col fratello.

Rinnoviamo la fiducia nella comunione. Siamo presuntuosi se crediamo che gli altri non abbiano il vangelo. Oggi bisogna decentrarsi per capire se stessi. Diciamo no ai profeti che si autonominano tali. Andiamo oltre la dicotomia tra ministero e profezia.

Facciamo una chiesa “in uscita” dalla retorica, dai luoghi comuni, dal politicamente corretto. Viviamo la mistica del vivere insieme. La chiesa è umanità aggiunta all'umanità di Gesù. Riduciamo le distanze tra amore di Dio e amore del prossimo. Dove c'è conflitto (evidentemente pacifico) e differenza, è bene.

La chiesa italiana sta facendo molto per l'accoglienza e il dialogo. Ci sono solo attacchi alla chiesa istituzionale. Trentamila immigrati sono accolti nelle parrocchie.

Poi sono state ricordate (chiedo scusa, ma dai miei appunti non ricordo se da Galantino o da un intervento) le cinque vie del convegno di Firenze: - uscire, decentrare, non sentirsi al centro; - annunciare; - immergersi nelle fatiche della gente, essere chiesa popolare; - guardare oltre le apparenze; - educare.


Sono seguiti alcuni interventi, che sintetizzo come ho saputo coglierli:

- Ringraziamo il vescovo Galantino che ci vuole tranquillizzare, ma c'è il pericolo che papa Francesco piaccia alla gente solo per la sua simpatia umana. È applaudito perché papa-capo, o perché papa evangelico? Certo, c'è una continuità di fondo, ma, per esempio, con Pio XII il papa era un idolo, una potenza, era visto così da una chiesa passiva. Più delle contrapposizioni intra-curiali, sembra da temere una sordità diffusa alla profezia di Francesco.

- Davanti ai muri che si stanno alzando contro i migranti, si resta perplessi su Bassetti che legittima il diabolico decreto Minniti. Cosicché hanno messo Bassetti contro il papa e la sua posizione più netta.

- Non dobbiamo cercare chi risponda per noi all'ondata di razzismo. Non lasciamo solo papa Francesco!

- Secondo l'immagine di Dio portata da Francesco, il vangelo è più del papa. Portiamo questa discussione vescovo-popolo in ogni chiesa.

- Paolo VI gridò all'Onu: «Mai più la guerra!». Finora la chiesa è stata fedele a quel grido. Ora sta o cade sulla cittadinanza degli stranieri, Ci sarà accoglienza, oppure muri e barriere? La chiesa si sta preparando a questa prova? Con Oscar Romero e i contadini, la chiesa ha pagato con la vita del suo vescovo. Può succedere oggi qui in scala molto più grande.

Galantino ha ricordato il numero sopra riferito dei trentamila immigrati accolti nelle parrocchie.

Tonio Dell'Olio, presidente della Pro Civitate Christiana, che ha organizzato con passione questo bel convegno, ha concluso: ci va bene cavalcare la profezia, più difficile e costoso è incarnarla. Diceva Ernesto Balducci che troppi ragionieri mangiano il pane intriso del sudore dei profeti.

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Dare un futuro alla svolta profetica di Francesco (Cittadella di Assisi, 24-27 agosto 2017 - 75° corso di studi cristiani):




 


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