Home Politica - Democrazia Politica I falsi conti in rosso dell'Inps e la finta trattativa con i sindacati
I falsi conti in rosso dell'Inps e la finta trattativa con i sindacati PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Sabato 18 Novembre 2017 13:49

Il Presidente dell’Inps Boeri, ha dichiarato che i conti dell'Inps sono in rosso perché le entrate sono inferiori alle uscite, ma non ha detto quali sono i motivi.

I MOTIVI DEI CONTI "IN ROSSO" SONO QUESTI:

  • L'INPS fino al 2011 gestiva solo le pensioni dei dipendenti delle aziende private e chiudeva ogni anno i bilanci con un attivo di oltre 10 miliardi;

  • nel 2011 il governo ha deciso l'unificazione tra INPS e INPDAP che era l'ente pubblico pensionistico dei dipendenti statali e delle pubbliche amministrazioni locali, il quale era in deficit per oltre 20 miliardi, per il fatto che lo stato non pagava i contributi assicurativi hai propri dipendenti, prosciugando così le casse Inps dei dipendenti privati, per 12 miliardi;

  • Non solo negli anni successivi i governi non hanno ripianato i bilanci deficitari dell'amministrazione pubblica pagando i contributi assicurativi. Mentre le aziende dello Stato e le amministrazione pubbliche decentrate hanno continuato a non pagare ai propri dipendenti i contributi assicurativi come invece fanno le aziende private, scaricandole sul bilancio dell’Inps;

  • In conseguenza di ciò, successivamente il deficit Inps è continuato ad aumentare fino a raggiungere oltre 40 miliardi, sempre per le stesse ragioni : l’amministrazione pubblica non paga i contributi assicurativi ai propri dipendenti come invece dovrebbe fare.

Ora, se un'azienda privata non paga interviene l'ispettorato del lavoro e gli fa una multa o la fa fallire ... mentre non succede niente se a non pagare e' un'azienda statale... quindi fanno dire all'Inps di essere in rosso per continuare a dare segnali politici facendo credere agli italiani che la causa del deficit Inps sia dovuta alle pensioni ed ai pensionati e non al fatto che lo Stato non paga i contributi ai propri dipendenti... insomma uno schifo di atteggiamento e di disinformazione !

Quindi si sono serviti del bilancio Inps e cioè del falso bilancio in rosso dell'Inps, per giustificare la controriforma pensionistica Fornero, e' la boiata del prestito APE a chi vuole andare in pensione ridotta di un 25% , prima dei 67 anni, ed oggi se ne servono per continuare a dire no all’abolizione della riforma Fornero .

Quindi la realtà è questa :

  • Pensioni bloccate non rivalutate con una perdita di circa 100 euro mensili per coloro che hanno pensione netta di circa 1.200 euro mensili;

  • Pensioni per i giovani basata sui contributi versati, che in prospettiva ridurranno l’ammontare della pensione di circa il 60% rispetto alle attuali pensioni basate sul sistema retributivo;

  • Età pensionistica che si allunga in continuazione dal 2019 a 67 anni e dal 2024 a 70 anni, ad eccezione di alcune modifiche alla legge Fornero fatte dal governo, che riguardano categorie di lavoratori che svolgano attività gravose “usuranti” quali: lavoratori del vetro cavo, lavoratori a catena, lavori svolti dai palombari, lavoratori in miniera, che potranno andare in pensione a 61 anni e 7 mesi con almeno 35 anni di contributi ed i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni e che potranno andare in pensione “anticipata” con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età

Ora , in questo contesto , nel confronto tra governo e con i sindacati di cosa si discute e si tratta ?

  • Non si discute di rivalutare le pensioni in base al costo della vita e rendere ai pensionati quanto è stato tolto in base alla riforma Fornero (anzi la corte Costituzionale ha detto che non occorre a causa della salvaguardia del bilancio Statale);

  • Non si discute di garantire una pensione dignitosa ai giovani precari che in base al sistema contributivo, i più fortunati se lavorano 50 anni andranno in pensione con 500 euro mensili;

  • Si discute e si tratta invece, di come non fare alzare l’età pensionabile da 66,6 mesi a 67 anni dal 2019 (sic)…Su questo il governo propone di inserire alcuni lavori gravosi quali : operai edili, conciatori, autisti, infermiere, facchini, badanti, maestre d’asilo, operatori ecologici.

Sulle proposte del governo la trattativa si è arrenata con la CISL che è quasi d’accordo e con la CGIL ed UIL che dicono non ci siamo ancora devono essere inseriti ulteriori lavoratori gravosi… ma lo “scontro” con il governo non è per abolire la riforma Fornero o modificarla profondamente … no. è se i lavoratori potranno andare in pensione dal 2019 a 66,6 mesi o a 70 anni … quindi è ben poca cosa ! Ed anche se la CGIL deciderà di portare in Piazza pensionati e lavoratori non lo farà certo per abolire la “riforma Fornero” come invece dovrebbe!

Ma quali sono i motivi reali , per cui chi governa dice NO all’abolizione della legge Fornero?

Questi: il Governo e il Presidente dell’Inps Boeri , sostengono che l’Inps è in deficit senza dire i motivi che ho illustrato, e che la legge Fornero non può essere cambiata perché comporterebbe un indebitamento dello Stato molto alto, solo perché la Troika Europea vuole che l’Italia applichi la Fiscal Compact riducendo il debito pubblico in 20 anni al 60% riducendolo dagli attuali 2.228 miliardi con un taglio di circa 1-000 miliardi, che significa circa 50 miliardi l’anno da togliere ai pensionati, alla sanità , ai servizi, allo stato sociale . Questa è la verità ! Ma su questo il sindacato non può fare vista di trattare mentre in realtà finisce per essere complice !

 

Umberto Franchi

 


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