Home Politica - Democrazia Democrazia Riflessione sul dopo elezioni del 4 marzo 2018
Riflessione sul dopo elezioni del 4 marzo 2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Mercoledì 07 Marzo 2018 07:46

Il quadro sociale in cui si sono svolte le elezioni vede :

  1. una frantumazione del mondo del lavoro nella stessa azienda con lavoratori a tempo indeterminato con diritti (anche l’art.18) e paghe dignitose, e lavoratori in appalto, subappalto, e precari di tutti le tipologie che non hanno diritti , sono sfruttati e ricattati, ed hanno misere paghe pur svolgendo le stesse mansioni;

  2. un impoverimento del tessuto produttivo dove l’innovazione è ancora poca cosa … mentre le scelte imprenditoriali sono soprattutto finalizzate a risparmiare sul costo del lavoro mettendosi in concorrenza con l’estero attraverso il taglio dei salari, dello stato sociale, delle pensioni, dei diritti, della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro;

  3. dal fatto che nel nostro Paese manca un piano di conversione ecologica dell’apparato industriale; un piano di risanamento ambientale dei territori; un piano di risanamento abitativo pubblico e privato; un piano di investimenti innovativi ed infrastrutturali, per fare competizione “alta”, preferendo di fatto puntare al maggiore sfruttamento della manodopera occupata;

  4. dal fatto che oggi il 10% della popolazione detiene il 55% di tutta la ricchezza esistente in Italia , addirittura 70 persone hanno un terzo della ricchezza esistente pari a quella di 20 milioni di persone. Ma le scelte della maggioranza degli imprenditori, di coloro che si sono appropriati della ricchezza trasferendo risorse dalle classi proletarie e medie (del lavoro) nelle loro tasche e che continuano a fare intensi profitti, finisce per essere quella della finanziarizzazione e speculazione dei propri capitali e non quella degli investimenti produttivi/occupazionali… che per loro comporterebbero maggiori rischi.

Ora , in questo contesto, mentre i voti dati alla destra sono a stragrande maggioranza legati alla protesta per la realtà degli extracomunitari, ed in Salvini & C. vedono quelli che bloccheranno gli arrivi e faranno i rimpatri…a mio parere la marea di voti andati al M5S sono soprattutto di persone che , in precedenza, a stragrande maggioranza votavano a sinistra e che vedono nel M5S quelli che aboliscono la corruzione, la casta, ed hanno un progetto politico, che riusciranno a fare applicare la Costituzione, con la speranza di fermare l'esito della feroce ristrutturazione capitalista e della controrivoluzione che ha restituito alle classi dominanti il predominio e l´egemonia sulle scelte economiche, sociali, civili, culturali, ambientali, rimuovendo di fatto, (salvo sacche di resistenza) anche il conflitto sociale che il secolo scorso ci aveva lasciato in eredità, con i sindacati e le sinistre che si sono dimostrati incapaci di reagire in modo adeguato .

Quindi , non basta dire che i 5 stelle non sono ne di destra ne di sinistra ma un minestrone dove c’è dentro tutto ed il contrario di tutto…. Oggi, dobbiamo soprattutto analizzare la sconfitta della sinistra… dovremmo farlo dicendo chiaramente che non siamo stati capaci , non solo di unificare le forze sociali e civili, e quelle politiche esistenti alla sinistra del PD , ma nemmeno a sviluppare lotte "di classe" con i movimenti sociali , in grado di produrre livelli di scontro e modelli organizzativi alternativi, rompendo la gabbia di cui siamo prigionieri nell'epoca della globalizzazione liberista, da circa 30 anni.

Credo che la macelleria sociale avviata in modo strisciante da circa 30 anni , con la perdita quasi totale dei diritti nei luoghi di lavoro, con le nuove generazioni di soggetti subordinati e precari , con l'uscita dalla fabbrica, e dalla politica, con il non voto... sono legati soprattutto alla perdita di ruolo dei partiti di sinistra (non solo PD) e dei sindacati dei lavoratori. Certo la crisi economica nata nel 2007 ha indebolito la sinistra politica e sociale, ma questo non significa che dobbiamo perdere l'abitudine ad operare nei luoghi di lavoro e nei territori, e rinunciare ogni ruolo... come è avvenuto in questi ultimi 10 anni soprattutto da parte delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, sia di categoria che confederali.

Quindi , quello che oggi raccogliamo in termini di risultati elettorali, non va attribuito soltanto al Renzi ed al PD, ma anche a come le OO.SS. hanno operato negli ultimi 30 anni, finendo , di fatto, per cambiare pelle, riducendo i sindacati ad enti burocratizzati che gestiscono in termini assistenziali , le ricadute negative sui lavoratori, le scelte economiche e sociali effettuate dai governi e dagli imprenditori. Basta pensare al blocco dei contratti pubblici deciso dal governo Berlusconi oltre 8 anni e sbloccati dal governo Gentiloni (troppo tardi) per far recuperare consensi al PD, ed accettato dai sindacati senza un'ora di sciopero... oppure le gravi ricadute con il taglio delle pensioni e l'allungamento dell'età pensionabile della controriforma delle pensioni Fornero, che hanno visto le Organizzazioni Sindacali (compresa la CGIL) proclamare uno ridicolo sciopero di 4 ore. Ma dobbiamo anche dire che oggi non basta più una sinistra che fa una seconda assemblea del Brancaccio (il 18 marzo) per tentare di rimettere assieme la sinistra politica e sociale… NO, o siamo in grado di sostenere un progetto rivendicativo finalizzato a cambiare i rapporti di forza fra le classi e migliorare la qualità della vita , dell'ambiente, dei diritti, dei redditi… oppure la sinistra di LeU e Potere a Popolo, quella sociale, del lavoro legata alla CGIL, dei movimenti locali e generali di massa, esistenti in Italia, che si autodefiniscono ambientalisti, pacifisti, contro il razzismo, quelli femministi, o contro la globalizzazione , ecc... finirà per costruire un guscio vuoto e continuare a galleggiare senza niente smuovere in termini di cambiamento.

Non bastano più i movimenti, che privilegiano modelli organizzativi , magari orizzontali , antigerarchici, con al centro la Persona... non basta più spostare l'asse del conflitto sociale sul terreno della rivendicazione di nuovi diritti, previlegiando quelli civili rispetto ai diritti del lavoro e sociali e dei diritti dei singoli o minoranze rispetto ai diritti collettivi… serve molto di più … un piano rivendicativo che abbia come finalità anche il controllo e governo della macchina statale Per questo credo che sia un errore pensare che oggi la priorità, debba essere quella di ricomporre i cocci scaturiti dalle elezioni… di andare a costruire il " nuovo contenitore (partito) della sinistra" … le nostre massime energie dovremmo invece spenderle per fare ridivenire il lavoro egemone, nel promuovere lotte ad ogni livello (fabbrica, territorio, generale).

Umberto Franchi

Lucca, 7 marzo 2018

 


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