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Cos'è l'accordo sul nuovo modello contrattuale? PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Lunedì 12 Marzo 2018 11:58

Cosa serve l'accordo sul nuovo modello contrattuale tra CGIL, CISL, UIL e la Confindustria?

Da parte sindacale si sostiene di avere mantenuto i due livelli di contrattazione (nazionale e aziendale o territoriale) che dovrà stabilire i trattamenti complessivi salariali, normativi ed i trattamenti minimi salariali.

Da parte confindustriale si sostiene che gli obbiettivi principali sono il favorire la competitività dell'impresa, il mercato del lavoro "dinamico", il collegamento tra produttività e salari.

Allora vediamo in realtà il “succo” di cosa si tratta veramente sintetizzando le 16 pagine del testo con alcune mie considerazioni sulla sostanza del merito: nelle ragioni che hanno indotto alla firma c'è scritto:

 

1) FORMAZIONE ....

Occorre proseguire il potenziamento delle politiche per i giovani a partire dalle misure dirette a migliorare sempre più il rapporto tra scuola e lavoro. Occorre consolidare le filiere dell'istruzione e della formazione professionale, anche attraverso gli Istituti Tecnici Superiori e percorsi universitari orientati alle materie STEM e un forte impegno per una formazione continua di qualità che deve poter coinvolgere tutte le lavoratrici e i lavoratori. È necessario, in altre parole, favorire l’incontro domanda offerta nel mercato del lavoro, i percorsi di formazione e riqualificazione professionale, le politiche attive e il sostegno alle transizioni. Considerazioni: nella sostanza la scuola deve essere al servizio della domanda offerta del mercato del lavoro con gli studenti che devono privilegiare l’istruzione gli Istituti Tecnici superiori… come è già stabilito nella legge sulla “buona scuola”

 

2) COMPETITIVITÀ ...

Serve, più in generale, un significativo aumento della competitività e della produttività accompagnata da una crescita dei salari. In questa prospettiva, un aumento della occupazione qualificata e la realizzazione di forme di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori sono un obiettivo comune da perseguire. Occorrono strumenti di politica economica sempre più mirati ad accompagnare la ripresa e ad implementare l'occupazione e un quadro stabile di investimenti pubblici.

Considerazioni: nella sostanza si ribadisce che serve più competitività aziendale attraverso l’incremento della produttività ed i salari possono crescere solo c’è più competitività e produttività;.

 

3) MERCATO DEL LAVORO....

avere un mercato del lavoro più dinamico ed equilibrato che favorisca l’inserimento al lavoro dei giovani e delle donne e che potenzi l’investimento nelle politiche del lavoro per un sistema di politiche attive più efficace...

Considerazioni: nella sostanza si ribadisce che l’occupazione (mercato del lavoro) deve essere ancor più dinamico, cioè flessibile,che favorisca l’inserimento al lavoro dei giovani e donne che potenzi l’investimento efficace nelle politiche del lavoro… cioè quello che già stabilisce il JOBS ACT

 

4) Linee di indirizzo generale entro le quali la contrattazione collettiva:

  • la contrattazione collettiva continuerà ad articolarsi su due livelli, nazionale e aziendale, ovvero territoriale laddove esistente secondo le prassi in essere, e dovrà garantire, per ciascuno dei due livelli, specifiche caratteristiche e funzioni;

  • la contrattazione collettiva - nel quadro delle riforme finalizzate alla competitività delle imprese e alla crescita della produttività - dovrà contribuire a determinare le condizioni per migliorare il valore reale dei trattamenti economici e, nel contempo, favorire la crescita del valore aggiunto e dei risultati aziendali, nonché la valorizzazione dei contenuti professionali e delle competenze tecniche ed organizzative che il lavoro delle persone può esprimere;

  • il contratto collettivo nazionale di categoria dovrà assolvere la sua principale funzione di fonte di regolazione dei rapporti di lavoro e di garante dei trattamenti economici e normativi comuni a tutti i lavoratori del settore, ovunque impiegati sul territorio nazionale;

  • il contratto collettivo nazionale di categoria conserverà la sua funzione di regolatore delle relazioni sindacali del settore, disciplinando anche le principali iniziative di Considerazioni: questo è il succo SOSTANZIALE del punto 4 dell’accordo :

    • esistono due livelli di contrattazione con specifiche caratteristiche e funzioni : cioè le materie già stabilite nel contratto nazionale non possono essere contrattate a livello aziendale o territoriale;

    • la contrattazione collettiva per migliorare i trattamenti economici, può essere svolta solo se contemporaneamente migliora la competitività delle imprese e la produttività favorendo la crescita del valore aggiunto dei risultati aziendali… se non ci sono queste condizioni non ci saranno incrementi salariali (sic)

 

5) IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE

Il contratto collettivo nazionale di categoria dovrà individuare il trattamento economico complessivo (TEC) e il trattamento economico minimo (TEM);Il trattamento economico complessivo (TEC) sarà costituito dal trattamento economico minimo (TEM), , e da tutti quei trattamenti economici - nei quali, limitatamente a questi fini, sono da ricomprendere fra gli altri anche le eventuali forme di welfare - che il contratto collettivo nazionale di categoria qualificherà come “comuni a tutti i lavoratori del settore", a prescindere dal livello di contrattazione a cui il medesimo contratto collettivo nazionale di categoria ne affiderà la disciplina. Considerazioni:il contratto nazionale nel stabilire il trattamento economico complessivo considera , ad esempio, come se fossero incrementi reali anche i trattamenti destinati alla sanità integrativa (mutue aziendali) o previdenza integrativa ecc… per cui si potrebbero fare contratti (come è avvenuto per i metalmeccanici) dove non ci sono incrementi sui minimi tabellari ma solo miglioramenti del welfare privato in sostituzione di quello pubblico (sic) INOLTRE nell’accordo interconfederale non si da nessuna indicazione di quanto deve essere il trattamento economico minimo rimandando tutto alle categorie. Personalmente sono d’accordo che la materia dei minimi salariali sia oggetto di contrattazione tra le parti sociali e non stabiliti per legge , ma essendoci categorie molto deboli e soprattutto nel settore dell’artigianato, era necessario stabilire nell’accordo interconfederale (cioè che riguarda tutti) anche una indicazione sui minimi salariali , con incrementi non legati all’inflazione ed alla produttività, al di sotto dei quali non si può scendere… invece non c’è niente !

 

6) CONTRATTO AZIENDALE O TERRITORIALE

il contratto collettivo nazionale di categoria dovrà incentivare lo sviluppo virtuoso - quantitativo e qualitativo - della contrattazione di secondo livello, orientando le intese aziendali -ovvero quelle territoriali (laddove esistenti, secondo le prassi in essere), verso il riconoscimento di trattamenti economici strettamente legati a reali e concordati obiettivi di crescita della produttività aziendale, di qualità, di efficienza, di redditività, di innovazione, valorizzando i processi di digitalizzazione e favorendo forme e modalità di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Considerazione : Come già detto sopra,la contrattazione di secondo livello potrà essere svolta soltanto se il trattamento economico viene legato strettamente a obiettivi di produttività aziendale, efficienza aziendale, redditività aziendale.

 

7) Welfare

Confindustria e Cgil, Cisl, Uil ritengono, innanzitutto, necessario salvaguardare il carattere universale del welfare pubblico, migliorandone la qualità e il livello delle coperture sociali. Confindustria e Cgil, Cisl, Uil sono convinte che forme di bilateralità possano integrare il sistema di relazioni industriali e del modello contrattuale contribuendo alla realizzazione di un welfare contrattuale integrato e coordinatoPer conseguire questo obiettivo, le Parti ritengono necessario fissare, con accordi di livello interconfederale, alcune linee di indirizzo per la contrattazione collettiva con riferimento a materie di interesse generale - quali, ad esempio, la previdenza complementare, e l'assistenza sanitaria integrativa, la tutela della non autosufficienza, le prestazioni di welfare sociale e per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro - per consentire, anche nei settori privi di specifiche iniziative, una maggiore universalità delle tutele. Considerazioni: mi sembra chiaro (anche se si dice il contrario)che si tenti di sostituire il ruolo dello Stato nel welfare, con quello privato.

 

8) Mercato del lavoro

Contrattazione collettiva, investimenti e formazione sono le tre priorità per affrontare il tema della riduzione dei tassi di disoccupazione e favorire, in misura maggiore e in termini più qualitativi, l'inclusione dei giovani nel mercato del lavoro. Al tempo stesso, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil ritengono importante sostenere e accompagnare l'attuazione di quelle iniziative dirette ad affrontare sia le fasi di transizione del mercato del lavoro - con l'obiettivo di migliorarne il funzionamento e, contestualmente, supportare le politiche attive per l'occupazione - sia la gestione delle situazioni di crisi, attraverso un utilizzo flessibile degli ammortizzatori sociali per la salvaguardia dei livelli occupazionali. . Considerazioni: in sostanza si dice che il mercato del lavoro dovrà essere più dinamico ed inclusivo cioè più flessibile … ma non si ridurrà la disoccupazione con un pò di formazione… è solo aria fritta

 

9) Partecipazione

I cambiamenti economici, produttivi e tecnologici che stanno interessando il nostro sistema industriale e manifatturiero richiedono coinvolgimento e partecipazione e determinano una diversa relazione tra impresa e lavoratrici e lavoratori. Si vanno diffondendo, peraltro, in particolare nelle imprese collocate nelle filiere produttive più dinamiche ed innovative, modalità di partecipazione più efficaci ed incisive rispetto al passato con particolare riferimento agli aspetti di natura organizzativa. Considerazioni: la futura innovazione robotizzata secondo l’accordo va gestita attraverso modalità di partecipazione ed aspetti organizzativi (mobilità) non certo attraverso la riduzione degli orari di lavoro(sic)

 

CONSIDERAZIONI FINALI

In sostanza si continua a percorrere la strada sbagliata fondata sull’austerità, flessibilità, redditività, competitività, welfare aziendale, … con una contrattazione del tutto subordinata alla visione confindustriale dello sviluppo e della subalternità dei lavoratori alla centralità del profitto… con gli incrementi salariali e della forza lavoro subordinata alle esigenze del profitto e mai a quelle occupazionali ed all’ incremento reale dei salari !È Una strada iniziata circa 30 anni fa,con la politica degli scambi ,dove ad ogni rinnovo contrattuale la Confindustria per dare qualche cosa rispetto alle richieste sindacali, chiedeva in cambio di togliere qualche cosa delle conquiste fatte negli anni precedenti… ora che non è rimasto quasi più niente si prosegue nel tenere il sindacato ancorato ai vecchi meccanismi in una sorta di corporazione “siamo tutti sulla stessa barca”… dimenticando che quelli che remano sono i lavoratori !

 

Umberto Franchi


 


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