Home Commercio e industria armi E’ ormai necessario un Trattato internazionale per vietare i “Killer robots”: Gli Stati si incontrano per la quinta volta in sede ONU per discutere di armi completamente autonome
E’ ormai necessario un Trattato internazionale per vietare i “Killer robots”: Gli Stati si incontrano per la quinta volta in sede ONU per discutere di armi completamente autonome PDF Stampa E-mail
Scritto da Rete Italiana per il Disarmo   
Lunedì 09 Aprile 2018 16:54

Sta ormai scadendo il tempo concesso ai Governi per riuscire ad impedire lo sviluppo di sistemi d'arma capaci di selezionare gli obiettivi e procedere da soli con un attacco, senza un controllo umano significativo. E’ questa la posizione espressa oggi dalla Campagna “Stop Killer Robots” (di cui fa parte anche Rete Italiana per il Disarmo) a margine del quinto incontro che la “Convenzione sulle armi convenzionali” (CCW) dedica ai sistemi di armi autonome e letali da oggi e fino al 13 aprile alle Nazioni Unite (ONU).

"Per evitare un futuro in cui i robot killer, non gli umani, decidano a chi sparare i Governi devono agire ora", ha detto Mary Wareham di Human Rights Watch, coordinatrice della Campagna Stop Killer Robots. "I Governi dovrebbero darsi da fare per negoziare un Trattato internazionale che vieti le armi completamente autonome. Qualsiasi misura più debole di questa sarà destinata al fallimento".

La Campagna “Stop Killer Robots” è una coalizione globale di organizzazioni non governative che ha lavorato a partire dall'aprile 2013 per vietare preventivamente la produzione e l’utilizzo delle armi completamente autonome “FAWS” (note anche come sistemi d’arma autonomi letali “LAWS”). La campagna fondamentalmente si oppone al fatto che sia permesso a delle macchine di disporre della vita umana sul campo di battaglia o negli intervento di polizia, nel controllo delle frontiere e in altre circostanze similari.

Molti Stati hanno espresso forte desiderio di iniziare a negoziare una nuova legge internazionale nell'ultima riunione della CCW dello scorso Novembre 2017. Molti sono d'accordo con la necessità di mantenere una qualche forma di controllo umano sui futuri sistemi d'arma e molti dicono di non avere "piani" per acquisire o sviluppare armi completamente autonome. Ad oggi, 22 paesi hanno inequivocabilmente chiesto che sia definito un divieto sulle armi completamente autonome.

"Gli Stati dovrebbero rendere esplicito che è necessario un controllo umano significativo sui singoli attacchi e che i sistemi di armi che operano senza tale controllo umano dovrebbero essere proibiti", ha affermato Richard Moyes dell’ONU inglese Article 36. "Affinché il controllo umano sia considerabile come significativo la tecnologia del sistema deve essere prevedibile, l'utilizzatore umano deve possedere informazioni rilevanti e deve esserci il potenziale per un giudizio ed intervento umano tempestivo".

Diversi sistemi di armi autonome con livelli decrescenti di controllo umano sono attualmente in uso e sono sviluppati da forze armate dotate di capacità high-tech tra cui Stati Uniti, Cina, Israele, Corea del Sud, Russia e Regno Unito. La preoccupazione è che i progressi nell'intelligenza artificiale e un più facile accesso a parti tecnologiche rendano sempre più pratico progettare sistemi di armi che possano definire un bersaglio e attaccarlo senza alcun controllo umano significativo. Se la tendenza verso l’autonomia dei sistemi d’armamento continuerà gli umani potrebbero iniziare ad essere estromessi dal ciclo decisionale per determinate azioni militari, forse mantenendo solo un ruolo limitato di supervisione o semplicemente impostando ampi parametri generali della missione.

In una Nota informativa rilasciata prima della riunione della CCW la Campagna Stop Killer Robots invita gli Stati a identificare i "punti di contatto" rilevanti dell'interazione uomo/macchina nei sistemi d'arma e spiegare come il controllo venga applicato sui sistemi di armamento esistenti, specialmente quelli con alcune funzioni autonome o automatiche. Sebbene la formulazione esatta delle definizioni giuridiche di un eventuale Trattato dovrebbe venire finalizzata durante i futuri negoziati la Campagna incoraggia gli Stati ad elaborare le caratteristiche chiave per una definizione operativa di sistemi di armi autonomi letali - basata sul fatto che essi andrebbero ad operare senza un controllo umano significativo nelle "funzioni critiche" dell’identificazione, selezione e utilizzo della forza sugli obiettivi.

"Qualsiasi accordo internazionale diverso da un Trattato legalmente vincolante sarà insufficienti per prevenire un futuro con la presenza concreta di robot killer” afferma Miriam Struyk dell’ONU olandese PAX. "Ci aspettiamo che gli Stati esprimano la loro ferma determinazione nell’evitare di disumanizzare l'uso della forza decidendo negoziare una nuova legge internazionale che garantisca un controllo umano significativo".

Francia e Germania hanno proposto che la CCW approvi una dichiarazione politica non giuridicamente vincolante per affermare che gli esseri umani dovrebbero "prendere tutte le decisioni definitive riguardo all'uso della forza letale e continuare a esercitare un controllo sufficiente sui sistemi di armi letali che usano". Un numeroso gruppo di Stati appartenenti al Movimento dei non allineati chiede lo sviluppo di uno "strumento internazionale giuridicamente vincolante che stabilisca divieti e regolamenti sui sistemi d’arma autonomi letali".

La richiesta della Campagna Stop Killer Robots è quella di giungere ad uno strumento giuridicamente vincolante che proibisca lo sviluppo, la produzione e l'uso di sistemi di arma completamente autonomi entro la fine del 2019. Altre strade ed opzioni diplomatiche dovrebbero essere esplorate se il CCW non si rivelerà all'altezza di questo compito come consesso internazionale. La Campagna incoraggia inoltre gli Stati ad adottare rapidamente legislazioni nazionali che vietino i sistemi d’arma completamente autonomi.

L'Italia in questi anni ha espresso una posizione contraria ad un divieto internazionale o ad una regolamentazione delle LAWS, affermando che "l'adozione di un divieto totale o di altri tipi di limitazioni generali su tecnologie completamente autonome sarebbe prematura", ma ritenendo "molto prezioso continuare le discussioni nel quadro del CCW”. L'Italia ritiene inoltre che l'attuale legislazione umanitaria internazionale sia sufficiente per valutare la legalità di entrambi i tipi di sistemi caso per caso. Il Parlamento si è occupato della questione solo in un caso, lo scorso dicembre 2017, discutendo una mozione dell’On. Stefano Quintarelli che proponeva la messa al bando delle armi autonome: “Putroppo tale mozione non è stata approvata - commenta Francesco Vignarca coordinatore di Rete Disarmo - mentre invece il voto favorevole è andato su testi troppo generici, anche se nella direzione da noi auspicata. L’intenzione di Rete Disarmo è quella di lavorare affinché nel 2018 la questione dei “Killer Robots” sia affrontata in maniera approfondita in ambito parlamentare”. Un punto specifico sul tema è stato inserito nella piattaforma “Un futuro di pace e disarmo” che la RID ha sottoposto ai candidati delle scorse Elezioni politiche.

Questa è la seconda riunione del gruppo di esperti governativi CCW sui sistemi d’arma autonomi letali e la quinta volta dal 2014 che gli Stati si sono incontrati in ambito CCW per discutere di questo problema.

La riunione CCW non sarà trasmessa in diretta via web o con altri mezzi, ma le dichiarazioni nazionali selezionate verranno pubblicate online e gli attivisti forniranno aggiornamenti in tempo reale sui social media, in particolare su Twitter, utilizzando l'hashtag #CCWUN.



Per maggiori informazioni sulla Campagna Stop Killer Robots è disponibile il sito www.stopkillerrobots.org oppure si può contattare:

 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates vps Valid XHTML and CSS.