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Come uscire dalla post-democrazia PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Mercoledì 16 Maggio 2018 13:55

Quando analizziamo la realtà attuale del nostro Paese, non possiamo che constatare come ci sia rimasto poco della democrazia che abbiamo conosciuto nel secolo scorso, in termini di principi, valori, regole, diritti pubblici ... ed anche l'integrazione delle classi subalterne nella società attraverso umo stato sociale fondato sul compromesso capitale/lavoro, non esiste più. Resta il suffragio universale spesso truccato da leggi elettorali che non fanno scegliere ai cittadini i propri candidati e con meccanismi elettorali quasi sempre incostituzionali.

Negli ultimi 30 anni, progressivamente, tutto il pilastro democratico è crollato... con lo Stato, ma anche la Comunità Europea, che hanno perso la propria sovranità e sono in mano ad Organizzazioni Transnazionali e transcontinentali , non democraticamente legittimati, che di norma fanno gli interessi della finanza e del grande capitale...i governi sono sostanzialmente esecutori delle loro volontà. Quindi il soggetto capace di decidere il come il perché, il cosa si produce con un progetto di trasformazione/conversione economica-ecologica, di sviluppo dei beni sociali a difesa delle classi subalterne, dell'ambiente, della qualità della vita... non può certamente essere demandato alla classe dominante ed egemone.

Il mercato globale è sfuggito ad ogni controllo politico e sindacale, imponendo lo smantellamento dello stato sociale, i diritti e le conquiste di quel periodo chiamato "il 68" che in Italia è durato circa 15 anni.

Anche la Rappresentanza parlamentare e politica è stata svuotata soprattutto con l'epoca berlusconiana, dal ruolo delle TV, dai processi di spettacolarizzazione e personalizzazione... ed anche l'eletto non è quasi mai quello più capace di perseguire il progetto politico a favore del popolo che lo ha eletto, ma quello più sponsorizzato dai mass/media.

Possiamo quindi definire la realtà odierna non più democratica ma post-democratica.

In questo contesto, io credo che non sia più sufficiente, come Coordinamento Democrazia Costituzionale, chiedere ed adoperarsi per la raccolta di firme in funzioni di leggi popolari su: art. 81 della costituzione (pareggio di bilancio), sulla abolizione della "Buona Scuola", su una nuova legge elettorale.

Credo anche, che il governo Lega M5S, se riescono a farlo, durerà poco, ma che non vale molto la pena di spendere molte risorse ed energie in competizioni elettorali... ed infine che sia sbagliato, coltivare illusioni che sia la rete a rivitalizzare la partecipazione e la democrazia ... essa al massimo può arrivare dove è arrivato Casaleggio.

Sbaglia chi pensa che comunque la Società Italiana, giunta a questo punto... sia in grado di sviluppare autonomamente e spontaneamente, magari aiutata da "piattaforme Web decisionali", elementi di profondo cambiamento sociale, culturale, civile.... nonché procedere verso la conversione ecologica dell'economia in tutti i settori... sbaglia profondamente...

e non basta nemmeno che i movimenti e le associazioni sociali esistenti, mettano assieme le loro intelligenze collettive, per fare studi, analisi, riflessioni ... al fine di individuare le contestazioni contro il liberismo ed il giusto percorso... ci vuole ben altro....

Credo che sia necessario e doveroso, cercare di rimettere in piedi un movimento conflittuale nelle fabbriche, nelle scuole, nei territori, a livello generale, che abbia obbiettivi di profondo cambiamento sul lavoro, diritti, sociale, e si ponga la questione della conversione ecologica dell'economia...

Gli obbiettivi generali ed articolati da sviluppare con la lotta nei loghi di lavoro, nelle scuole, nei territori che veda coinvolti le OO.SS. che ci stanno, i movimenti nei territori, le RSU nelle aziende, gli studenti, i lavoratori tutelati e quelli precari, i pensionati, le associazioni, la sinistra esistente.

Questa idea che era già stata sviluppata da Landini con la "coalizione sociale," e fatta naufragare ed è stato un fatto molto negativo...

E' però vero che questa operazione non può essere ripresa se non c'è un'Organizzazione politica che la fa propria... ed essa a mio parere dovrebbe essere ripresa ed approfondita nel convegno di Potere al Popolo che si svolgerà a Napoli il 26 e 27 maggio 2018.

Umberto Franchi

Lucca, 15 maggio 2018

 


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