Home Lavoro Diritti Il decreto "dignità" e la povertà nel nostro paese. Che fare?
Il decreto "dignità" e la povertà nel nostro paese. Che fare? PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Venerdì 06 Luglio 2018 16:00

Le grandi migrazioni, di milioni d Uomini dall’Asia e dall’Africa verso l’occidente , sono sicuramente causate dalla povertà… dal “Pauperismo”… cioè dal fatto che le stesse potenze occidentali hanno causato una depressione economica estesa in quei Paesi tramite lo sfruttamento delle loro risorse, la siccità (che crea carestie) per via dell’effetto serra, causato da uno sviluppo distorto basato sull’energia carbonifera e dalle guerre promosse o finanziate dalla Nato, con lo scopo di colonizzazione soprattutto le risorse petrolifere.

Questa realtà di grandi migrazioni verso l’Italia , ha dato la possibilità alla Lega di aumentare il proprio consenso mettendo gran parte dei lavoratori e dei cittadini Italiani contro gli immigrati sotto lo slogan “prima gli Italiani”, senza minimamente affrontare le cause reali del disagio sociale degli italiani, della povertà che avanza.

Gli ultimi dati Istat ci dicono che da una parte è aumentata la povertà assoluta che riguarda oltre 5 milioni di persone e la povertà relativa che è arrivata a 14 milioni di persone… e dall’altra , che oggi in Italia l’occupazione è tornata ad essere quella di prima della Crisi (circa 23 milioni di persone occupate)… che l’occupazione negli ultimi tre mesi è aumentata di oltre 420.000 unità … Questo significa che molti poveri sono persone che hanno un lavoro , ma non riescono ugualmente ad arrivare a fine mese o ad avere il cibo necessario per vivere.

Da cosa dipende questa realtà che sembra in contraddizione, in quanto più lavoro dovrebbe significare più ricchezza e meno povertà?

Il dato sull’occupazione è falsato dal fatto che contemporaneamente è cambiata la forza lavoro:

La realtà del mondo del lavoro vera, è questa:

  1. I lavoratori devono fare i conti con la legge n. 276, nel 2003 detta “legge Biagi”, che prevede ben 46 forme di contratti precari… una legge fatta dal Governo Berlusconi e dalla lega di cui era ministro del lavoro Maroni… e successivamente un’altra legge detta JOBS ACT, fatta dal governo Renzi nel 2015… che prevede l’abolizione dell’art. 18, ulteriori flessibilità per i contratti a termine e lascia invariata la legge Biagi con le sua 45 forme di lavoro precario… solo il lavoro ripartito , è stato abrogato con il JOBS ACT ;

  2. Nel tempo , Siamo quindi passati da una occupazione che era prevalentemente a tempo indeterminato con circa 2.000 ore di lavoro l’anno, ad una occupazione che è sempre più diventata a termine, a giornata, a chiamata, interinale, weekend, 1X2, a progetto, somministrazione, apprendistato, ecc… ecc… ;

  3. Insomma, oggi il 93% delle assunzioni sono contratti atipici e flessibili con un lavoratore che nell’arco di un anno viene assunto e licenziato anche per tre volte… l’Istat , ogni volta che un lavoratore viene riassunto la considera una nuova assunzione , per cui i dati sui 23 milioni d persone occupate è falso, in realtà è sempre il solito lavoratore, che viene assunto tre volte ,quindi una assunzione l’anno e non tre.

  4. La povertà di chi lavora è causata dal fatto che essendo i lavoratori precari non fanno mai più di 1.000 ore annue …I lavoratori sempre ricattati, e difficilmente possono scioperare per reclamare incrementi economici e più diritti, perché licenziabili in ogni momento… e quindi hanno anche con paghe di fame che spesso non superano le 3-4 euro l’ora. Essi sono definiti i nuovi schiavi.

  5. In aggiunta a quanto sopra , la realtà del mondo del lavoro è fatta anche di bassa innovazione ed alta frantumazione del lavoro. una frantumazione del mondo del lavoro nella stessa azienda con lavoratori a tempo determinato con diritti (anche l’art.18) e paghe dignitose, e lavoratori in appalto, subappalto, false cooperative, e precari di tutti le tipologie che non hanno diritti , sono sfruttati e ricattati, ed hanno misere paghe pur svolgendo le stesse mansioni .

A questo punto verifichiamo cosa prevede il “Decreto Dignità del Governo Giallo/verde “:

  • Le aziende possono continuare ad assumere con contratto a termine il 20% del personale come in precedenza, ma ai medesimi, con la vecchia legge JOBS ACT il datore di lavoro poteva assumerli per un massimo di 36 mesi , con 5 possibilità di proroghe dei contratti a termine e senza indicare la casuale … con la nuova legge “Decreto di Dignità” , il datore può assumere un lavoratore con contratto a termine per un massimo di 24 mesi, con la possibilità di 4 proroghe, senza indicare le cause per il primo anno mentre per l’anno successivo devono essere indicate una delle tre cause: picchi di lavoro, o esigenze temporanee, o lavoro stagionale;

  • Per i lavoratori nuovi assunti a termine o a tempo indeterminato, in caso di licenziamento non serve indicare una giusta causa… e continueranno a non avere il diritto dell’applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, quindi anche se il licenziamento è ingiustificato non potranno avere il diritto di essere reintegrati in azienda…l’unica modifica riguarda la penalità massima che il giudice può decidere a carico dell’azienda , che passa da 24 mesi a 36 mesi;

  • L’azienda che ha ricevuto risorse dallo Stato , in caso decida di delocalizzare l’attività all’estero deve rendere ciò che ha ricevuto e pagare una penalità.

Il decreto “Dignità” è sicuramente un segnale importante… positivo… ma ben lontano dalle esigenze … La legge Biagi con tutte le forme d lavoro precario continuerà ad essere applicata dai datori di lavoro mentre andava cancellata; il JOBS ACT continua ad esistere sia pur un po ammorbidito…; l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori continua ad non applicarsi per tutti i lavoratori assunti dal 2015 in poi… le leggi esistenti su gli appalti e subappalti e false cooperative restano invariate… Insomma quello fatto chiamato “decreto dignità” è come un brodino caldo che viene dato a un moribondo…

Fa sicuramente pena Renzi quando sostiene che questi provvedimenti faranno aumentare la disoccupazione ed il reddito di cittadinanza… uno Statista dovrebbe almeno sapere che l’occupazione aumenta se le imprese hanno più ordinativi… e le imprese possono avere più ordinativi se le persone consumano di più… ma nel caso Italiano con la povertà dilagante consumano di meno e tutte le aziende cercano di stare sui mercati riducendo i costi del lavoro..

Sono oltre 30 anni che in quasi tutte le aziende , (non tutte) si è preferito ricercare la competitività riducendo il costo del lavoro con la ricerca dell’aumento della produttività intensificando orari, carichi, ritmi di lavoro ed uso sproporzionato del lavoro flessibile e precario … frantumazione del lavoro… e la concorrenza tra le aziende o con l’estero avviene attraverso il taglio dei salari, dello stato sociale, delle pensioni, dei diritti, ecc..;

Tutto ciò ha causato anche un impoverimento del tessuto produttivo dove l’innovazione è ancora poca cosa … Nel nostro Paese manca un piano di conversione ecologica dell’apparato industriale; un piano di risanamento ambientale dei territori; un piano di risanamento abitativo pubblico e privato; un piano di investimenti innovativi ed infrastrutturali, per fare competizione “alta”, preferendo di fatto puntare al maggiore sfruttamento della manodopera occupata.

Su tutto questo nel decreto “ Dignità” del governo non c’è niente !

Eppure in Italia oggi c’è un 10% della popolazione detiene il 55% di tutta la ricchezza esistente , addirittura 70 persone hanno un terzo della ricchezza esistente pari a quella di 20 milioni di persone. Basterebbe mettere una imposta sui grandi patrimoni e rendite finanziarie…per recepire le risorse necessarie …ma invece il governo Lega 5Stelle , fa l’esatto contrario… e con la FLAT TAX diminuiranno le tasse ai grandi capitalisti e speculatori spostando ulteriore ricchezza dai ceti medi/poveri a quelli ricchi...

Questo avverrà come “scelta di classe” cioè, pur sapendo che le scelte della maggioranza degli imprenditori, dei ricchi, di coloro che si sono appropriati della ricchezza trasferendo risorse dalle classi proletarie e medie (del lavoro) nelle loro tasche continueranno a fare intensi profitti, non negli investimenti produttivi-occupazionali, utilizzeranno i loro capitali nella finanziarizzazione e speculazione , perché quella degli investimenti produttivi/occupazionali… comporterebbe sempre maggiori rischi per loro.

Allora la domanda che dobbiamo porci è ancora quella di capire come sia possibile oggi in Italia ed Europa, fermare l'esito della feroce ristrutturazione capitalista e della controrivoluzione che ha restituito alle classi dominanti il predominio e l´egemonia sulle scelte economiche, sociali, civili, culturali, ambientali, rimuovendo di fatto, (salvo sacche di resistenza) anche il conflitto sociale che il secolo scorso ci aveva lasciato in eredità, con i sindacati e le sinistre che si sono dimostrati incapaci di reagire in modo adeguato ?

Eppure abbiamo una costituzione, dove si fa riferimento giustamente all’applicazione dell’art. 1 “La Repubblica Fondata sul Lavoro”… quindi si parla di un progetto politico , dove , assieme all’art. 1 abbiamo l’art. 3 della Costituzione, che “fa obbligo alla repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”… cosa che non farà certamente il governo “Verde Giallo…Ma allora cosa fare ? come? Quale progetto ?

Questa riflessione la faceva già Gramsci nei suoi scritti sull'Uomo nuovo . nella sua riflessione su Fordismo ed il ruolo della classe operaia, in un sistema in cui la fabbrica, la tecnica, le relazioni sociali, le forme istituzionali, si integrano, diceva che è il lavoratore collettivo che esercita la propria egemonia su tutto il resto... su tutti gli altri mondi vitali… ed allora anche la ricerca del cosa fare, non può che essere indirizzata ad una ripresa dei movimenti di lotta collettivi a partire dalle fabbriche… per cercare di cambiare la realtà riguardante lavoratori, i pensionati, i lavoratori condannati alla precarietà, i disoccupati, gli esodati, la miseria sociale … con un popolo che ritrova comunque la volontà di lottare su un progetto di sistema alternativo, a quello capitalista… altrimenti il rischio è la confusione aumentae tutto diventa solo un fatto individuale, funzionale al sistema vigente !

Umberto Franchi

Lucca, 3 luglio2018

 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates vps Valid XHTML and CSS.