Home Lavoro Morti bianche L'Italia che cresce: quella dei morti sul lavoro
L'Italia che cresce: quella dei morti sul lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Mercoledì 22 Agosto 2018 13:38

Nel nostro Paese non abbiamo solo il triste primato dei ponti che crollano, delle colline che franano, delle bombe d'acqua" ed allagamenti, dei treni che deragliano, che ogni anno creano ecatombe di morti... no, abbiamo anche il primato in Europa per le morti sul lavoro.

I morti sul lavoro non sono andati in ferie... gli ultimi morti di ieri 21 agosto 2018, sono: un operaio, caduto dal tetto di in fabbricato a Frosinone; un operaio ucciso dallo scoppio di in tubo ad alta pressione a Vibo Valentia; un portuale di Marina di Carrara , schiacciato dal carrello elevatore; un operaio elettricista folgorato da una scarica elettrica a Monte S. Savino; un operaio (moribondo) caduto da una impalcatura ad Aosta.

Ora, non e' vero , come molti sostengono, che in Italia mancano le leggi e le normative sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro: abbiamo le normative contrattuali molto avanzate, abbiamo la legge n. 626 del 94 che si è evoluta con una nuova legge fatta nel 2007 dal governo di centrosinistra, chiamata "Testo Unico Sulla Sicurezza " che era tra le più avanzate del Mondo...

Allora perché abbiamo il triste primato dei morti sul lavoro? per tre motivi, questi :

  1. la legge sul Testo Unico Sulla Sicurezza, e' stata successivamente depenalizzato nell'aprile del 2008, dal governo di destra Berlusconi (Lega/Forza Italia), nessuno andrà mai in galera... i titolari delle imprese preferiscono pagare una multa anziché spendere denari per fare la prevenzione e formazione, come previsto dalle normative di legge e contrattuali esistenti (spendono meno);

  2. le normative di legge sul mercato del lavoro ( legge Biagi, JOBS ACT ) fatte dai governi di centrodestra e di centrosinistra, prevedono 45 forme di lavoro precario, contratti a termine, flessibilità, abolizione di ogni tutela con i lavoratori che possono essere licenziati senza un giusto motivo... questo fatto comporta un continuo ricatto delle imprese sul lavoratore che se chiede di lavorare con orari di lavoro e carichi non stressanti, con il rispetto della sicurezza, sa che può essere licenziato;

  3. i controlli da parte degli ispettori del lavoro, dell'INAIL, delle ASL, dell'Inps... sono insufficienti a causa del personale ridotto all'osso con i tagli di bilanci.. senza considerare che spesso le aziende vengono avvisate per tempo da funzionari corrotti e fanno sparire tutti i lavoratori e lavoro non in regola, prima del loro arrivo.

Umberto Franchi

Lucca, 22 agosto 2018

 


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