Home Immigrazione Immigrazione Il bar di Delia a Ventimiglia dove un’altra umanità é possibile: il bar Hobbit in via Hanbury 14
Il bar di Delia a Ventimiglia dove un’altra umanità é possibile: il bar Hobbit in via Hanbury 14 PDF Stampa E-mail
Scritto da NonUnaDi Meno Imperia   
Domenica 02 Settembre 2018 15:15

Tutto è iniziato nell'estate del 2015 quando Delia vede delle donne con dei bambini che piangevano e dormivano sul marciapiede di fronte al suo bar tra la stazione e gli uffici comunali di Ventimiglia. Li raggiunge e li invita a entrare per riposarsi un po’, mangiare qualcosa e cambiarsi.

Oggi nel bagno del bar uno spazio per cambiare bambini e bambine con pannolini, assorbenti per le donne, spazzolini e dentifrici da viaggio. Delia raccoglie giocattoli usati e dentro il suo bar ha uno spazio giochi dedicata proprio all’infanzia. Non se la sente di chiedere soldi a chi a stento ha le scarpe per camminare. Si sparge la voce che il suo bar è un posto dove donne e bambini in stato di bisogno possono mangiare senza pagare e le persone migranti possono caricare i telefonini gratis.

Ora in questo bar si incrociano lingue, storie di violenza, racconti e ferite, vere e dell’anima. Racconti di donne, con la testa spaccata con le pietre e i tagli sul braccio per il rifiuto a prostituirsi per passare la frontiera. Il suo bar è stato marchiato come " bar dei migranti" , boicottato dalla gente di Ventimiglia, ignorato dai rappresentanti delle Istituzioni e della Chiesa.

Anche gli sputi in faccia e le battute violentemente sessiste nei confronti di Delia "mi faccio i negroni e faccio i negroni" non l’hanno fermata. Quello che la muove è il desiderio di restare una persona umana. L'unico sostegno che riceve Delia é quello dei volontari NO borders , del progetto 20 k, dell' associazione Penelope, del Sister Group di Non Una Di Meno che a Ventimiglia si occupano di donne. Una storia di Resistenza contro la barbarie della disumanità che Delia sta pagando con un prezzo altissimo, visto che rischia un vero e proprio fallimento.

Sosteniamo Delia, andiamo a prendere il caffè nel suo bar, creiamo una rete solidale intorno a lei. Il suo bar si chiama Hobbit e si trova a Ventimiglia, in via Sir Hanbury 14. In questa occasione Delia ha accolto il nostro invito a sostenere la campagna LuchaySiestanonsivende con la foto della casetta e continuava a dire grazie a noi per il lavoro che stiamo facendo come movimento NUDM contro la violenza sulle donne e la violenza di genere.

Grazie a te Delia e grazie a chi ancora in mezzo alla barbarie crede ancora nell'umanità

Per sapere di più sul bar di Delia:

Delia rischia il fallimento. La sopravvivenza del bar e dunque delle attività che si svolgono all'interno è garantita dalla frequentazione dei e delle ventimigliesi: bisogna assolutamente coinvolgere la popolazione locale e riportarla ad un rapporto

Per questo proponiamo:

  • raccolta di fondi

  • passo e pago un pranzo, un caffè a.....

  • andare sempre al bar Hobbit se si è a Ventimiglia

Se ci sono già modalità di raccolta fondi o campagne attive in tal senso per favore comunicatecelo perché molte persone ci hanno contattato attraverso i social comunicandoci il loro desiderio di aiutare il progetto del bar di Delia.

Altri link su 20K e situazione Ventimiglia

http://contropiano.org/news/politica-news/2018/08/17/ventimiglia-la-frontiera-dei-diritti-sospesi-0106793

http://www.lapresse.it/video/la-polizia-francese-blocca-cosi-tre-migranti-partiti-dall-italia.html

audiovideo su 20K a Ventimiglia:

https://www.youtube.com/watch?v=LWlsM3D4i1c&list=PLB8fCiGy9hXiVHo_0NgFgiZI94chZOaKI&app=desktop

 


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