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Decreto Sicurezza: Una normativa raccapricciante e violenta PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Borlizzi   
Sabato 06 Ottobre 2018 18:20

La differenza tra giustizia e legalità è un concetto elementare.

Oggi abbiamo segnato una ulteriore distanza, incolmabile oramai, tra questi due principi, con l'approvazione del Decreto Legge Salvini su immigrazione e sicurezza.

Una normativa raccapricciante, criminogena, violenta.

Sull'immigrazione si prevede, tanto per citare due cose:

  • Abrogazione della protezione umanitaria ed introduzione del "permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile". Praticamente se non salvi bambini dai balconi o non sventi attentati terroristici, niente permesso;

  • Per acquisire la cittadinanza non devi avere, a tuo carico o a carico dei familiari conviventi, provvedimenti dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, giudiziari o di condanna, anche non definitiva. Non devi essere pericoloso socialmente. Devi avere una condotta irreprensibile (che cosa si voglia dire non è dato saperlo) e soprattutto devi avere un reddito non inferiore a quello previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria. Quindi per diventare cittadino italiano non puoi essere povero e devi seguire i dieci comandamenti.

Sulla sicurezza si prevede:

  • -La reclusione fino a 4 anni per chi organizza o promuove "invasioni di terreni o edifici", congiuntamente ad una multa che può arrivare fino a 2.064 euro.

    Tanto per fare qualche paragone: per le percosse (art.581 c.p.) è previsto un massimo di pena fino a 6 mesi di reclusione e multa di 309 euro; per il falso in atto pubblico (483 c.p.) abbiamo un massimo della pena detentiva pari a due anni; per la truffa (640 c.p.) massimo di tre anni (che arriva a cinque per truffa ai danni dello Stato). Si comprende, dunque, quanta follia ci sia nell'innalzare addirittura a 4 anni il massimo di pena per le occupazioni;

  • Il Ministero dell'Interno sarà l'unico ed il solo a poter, con decreto, stabilire il "piano nazionale per il contrasto e la prevenzione delle occupazione di immobili". Il Prefetto elabora il "piano provinciale" sull'esecuzione degli interventi di sgombero. Annientato il ruolo preliminare e di ricognizione del comitato provinciale e metropolitano, che verrà sì ascoltato dal Prefetto per l'attuazione del proprio programma ma - di fatto - le vulnerabilità da tutelare e i criteri di priorità per gli sgomberi sono determinati a priori dal Ministero e non più lasciati alla valutazione del Prefetto, degli Enti Locali e delle Regioni. Sparisce qualsiasi riferimento alla predisposizione di soluzioni alloggiative alternative prima degli interventi di sgombero.

  • Taser in ogni città con più di 100 mila abitanti;

  • Estensione delle casistiche in cui poter applicare il daspo urbano.

  • Reclusione fino a sei anni anche per chi "ingombra una strada ordinaria o ferrata". Quindi ,per capirci, per chi blocca una strada si passa dalla vecchia previsione di una sanzione amministrativa addirittura alla reclusione da 1 a 6 anni.

Davvero. Decidiamo cosa dobbiamo fare.

Perché questa normativa lede i diritti umani più basilari ed è un duro colpo contro chiunque voglia manifestare il proprio dissenso.

Siamo arrivati ad un punto di non ritorno.

La disobbedienza, la lotta, l'organizzazione non sono più rimandabili. Ne va davvero della sopravvivenza della nostra società.

Fonte: post pubblicato su FB segnalato da Comune-Info. Segnalato ad AAdP da Gino Buratti

 


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