Home Politica - Democrazia Politica A 50 anni dal 68: una lunga storia d'Italia: una storia lunga legata alla realtà italiana. Che fare?
A 50 anni dal 68: una lunga storia d'Italia: una storia lunga legata alla realtà italiana. Che fare? PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Mercoledì 10 Ottobre 2018 17:58

Nella storia della nostra Italia, c’è stato un periodo chiamato “IL 68”, che è durato circa 15 anni, dove la sinistra sociale, sindacale e politica, ha svolto grandi battaglie in materia di sicurezza sociale, lavoro, diritti…

Il 68 , fu un grande movimento di rivolta , di crescita partecipativa e culturale, di proposta sociale … nei Sindacati, associazioni, movimenti, (a partire dal movimento studentesco ), partiti di sinistra … che port a profonde riforme sociali: con lo statuto dei Diritti dei Lavoratori, con la riforma della sanità e delle pensioni, della scuola, della maternità, il meccanismo automatico di rivalutazione dei salari e pensioni, ecc… ed altre riforme riguardanti i diritti civili ( divorzio, aborto ecc…) .

Una realtà di crescita costante che alla fine degli anni 70 inizi anni 80, vedeva i lavoratori Italiani forti dentro le fabbriche, con i loro sindacati, capaci di contrattare le scelte dell’organizzazione del lavoro e quelle industriali, e ricadute positive sui lavoratori ed i cittadini… nonché essere i primi in Europa in termini di migliori condizioni economiche, normative, diritti, sicurezza sociale… , sicurezza nel lavoro, potere di contrattazione aziendale …

Insieme al Movimento del mondo del lavoro , c’érano un grande movimento studentesco… moltissimi gruppi politici di “sinistra extraparlamentare “ ed un grande partito Comunista , che con centinaia di migliaia di militanti, a partire dalle cellule di fabbrica, alle sezioni territoriali fino al Comitato Centrale… riusciva ad esercitare la sua influenza sul Paese, sull’economia, sul lavoro, sulla scienza, sulla scuola, sulla sanità , negli Enti Locali, e persino tra i soldati ed i reclusi…

Con i movimenti di Lotta studenteschi, con i gruppi politici “ di sinistra radicale”, con Un Partito Comunista che si distingueva per la sua diversità , moralità, rettitudine, disinteressi personali dei gruppi dirigenti, e coerenza nel perseguire il progetto di trasformazione della società.

Riuscimmo per ad esercitare l’egemonia culturale nel Paese, ad avere un patrimonio morale, culturale, tecnico, scientifico, intellettuale ed amministrativo …

Ricordo che nei primi anni 70, da giovane sindacalista della CGIL , ero davanti le fabbriche mattino, giorno e sera, dove si esercitava il conflitto permanente con continue rivendicazioni aziendali, e per un progetto di radicale trasformazione della società…… assieme al sottoscritto , c’erano sempre decine di studenti che facevano pare dei Gruppi Extraparlamentari o del PCI…

Insomma con i Comunisti, le forze sindacali sociali, ed anche altre forze della sinistra , riuscimmo a fare avanzare per molti anni le condizioni di vita civili e sociali, culturali, dei lavoratori e delle masse popolari.

Ma la battaglia del cambiamento della società, non è fallita solo perché si è scontrata con i poteri forti economici e speculativi, con le forze della reazione che hanno utilizzato tutti i mezzi per sconfiggere il movimento d lotta, con la strategia di Stato detta “della tensione” fatta di bombe, attentati, connubio con la mafia, P2, ecc… ma perché già a partire dalla sconfitta della battaglia fatta dai lavoratori FIAT nell’ottobre del 1980… i gruppi Dirigenti Nazionali, del Sindacato e del ex PCI, iniziarono a pensare che non esistevano alternative al capitalismo… e la competitività delle imprese andava ricercata anche rimettendo in discussione “con la politica dello Scambio a perdere” molte conquiste degli anni 70:

Inoltre , successivamente , dopo l’abbattimento del muro di Berlino , il PCI è imploso in modo strisciante, non solo nel nome diventando PCI-PDS-DS-PD, ma nelle politiche economiche e sociali , iniziando a seguire più le indicazioni di Tony Blair e del padronato , con un partito sempre più leggero in termini elaborativi, di valori , e di partecipazione… dove gli imput provenienti dal basso , venivano “convogliati e regolati” da una dirigenza sempre più burocratizzata ed interessata più alla propria prospettiva di carriera personale, che alle istanze provenienti dal proletariato, o dei propri iscritti…

E’ su questa strada che anche le OO.SS. , prima la Cisl e Uil , e dopo anche la CGIL, si sono attestate SULLA STESSA LINEA… quella della centralità dell’impresa competitiva che deve fare profitti , anche rimettendo in discussioni alcune conquiste fondamentali che erano state fatte negli anni 70 finendo per diventare non più i sindacati che contrattano le scelte da fare, nella fabbrica, sul sociale, sui diritti, poteri, salari, pensioni ecc... cercando di continuare a fare avanzare i soggetti da loro rappresentati, ma associazioni sempre più burocratizzate, che hanno finito per gestire in termini assistenziali le scelte fatte dal padronato e dai governi… senza più un progetto sociale e di società alternativo... e senza più cercare di contrattare il come , il per cosa, si lavora.

Il declino del movimento operaio inizia in modo strisciante , a partire dal 1981, quando l’allora Ministro del tesoro Andreatta assieme al governatore della Banca d’Italia Ciampi, al fine di favorire l’entrata dell’Italia nello SME, decisero d separare i due ruoli senza più fare acquistare alla Banca d’Italia Titoli pubblici al fine del controllo del debito pubblico , mettendo così lo Stato Italiano, nelle mani delle lobby finanziare , con richieste di prestiti ad interessi sempre più alti, aumentando sempre di più il debito pubblico e perdendo la propria sovranità monetaria.

Ma Il grande salto di qualità all’indietro… è iniziato con il governo del pregiudicato Berlusconi, a partire dai governi di centrodestra a guida Berlusconi/Fini con la Lega di Bossi… che oltre a distruggere sul piano sociale e del lavoro… ha creato un vuoto culturale con le sue TV e mass/media…con la non cultura fondata sul mito del capo che si era fatto da solo e del mondo che è solo dei furbi e furbetti… di coloro che fanno impresa e che hanno la “libertà” di non avere regole e sfruttare come vogliono i più deboli… .

Questa impostazione politica e culturale è andata avanti intrecciandosi con quelli a guida di centrosinistra con Prodi, Veltroni, fino a Renzi …che sui temi economici e sociali, hanno sostanzialmente effettato le stesse politiche di destra, sostenendo che non c’èrano alternative…

Ad esempio: hanno precarizzato tutto il lavoro, prima con la legge Biagi voluta dal leghista Maroni e Berlusconi , dopo con Renzi e la legge sul Jobs ACT , fino ad arrivare alla eliminazione dell’art.18 dello statuto dei Lavoratori…. Infine a partire dal 2007, tutti (centrodestra e centrosinistra) hanno sostenuto che per superare la crisi, bisognava essere in linea con la Troika Europea e le sua compatibilità dettate dai poteri forti economici e speculativi, modificando anche l’art. 81 della Costituzione con l’obbligo del pareggio di bilancio, (sic).

Ora questa situazione ha creato nel tempo profonde disuguaglianze ,disperazione e nuove culture non solidali… ma individualiste … con sempre più indifferenza nei confronti di ciò che avviene nel Mondo, , cattiveria, egoismi… con lo spostamento di grandi ricchezze dai ceti medi/bassi che sono diventati più poveri , a quelli ricchi che sono diventati più ricchi… fino all’ultimo rilievo dell’Istat odierno, che certifica come negli ultimi 10 anni , le persone povere che non hanno i soldi per pagare le “bollette” , medicinali, vestiario, e nemmeno per mangiare il cibo necessario a sopravvivere , sono passati da 1.700.000 persone a oltre 5.000.000 di persone.. ma ci sono anche 14.000.000 di persone in povertà relativa .

Se la realtà , che ho descritto è reale , si capisce anche perché la partecipazione delle masse alla vita politica, oggi è poca cosa, e in gran parte demandata al WEB ed ai mezzi mediatici di comunicazione di massa… ma si capisce soprattutto come mai nelle ultime elezioni, i cittadini, le masse popolari , non vanno più a votare, non votano PD, e sperano che il governo Lega/5 Stelle possa cambiare la loro condizione economica e sociale…

Certo, è in questo contesto che la lega cresce ed ha “buon gioco” con lo slogan “prima gli Italiani “ . Essa è riuscita a fare breccia mettendo i penultimi contro gli ultimi (gli immigrati) … ed ha creato molte paure che nei fatti sono inesistenti o poca cosa… e continua a creare la cultura egoistica individuale del “si salvi chi può” con paure, livore, intolleranze verso i più deboli, discriminazioni raziali, “menefreghismo” anziché solidarietà..

Ma io non credo che tutto sia perduto… esiste ancora una parte di società di sinistra… esiste ancora una sinistra politica e sociale fatta di quadri e militanti che vogliono veramente andare avanti con un progetto di ripresa e cambiamento…

Certamente non potrà essere ricomposto il solito centrosinistra oramai discreditato… ma credo che la situazione potrà cambiare nuovamente quando i ceti subalterni si renderanno conto, che anche le politiche sociali ed economiche del governo Lega/5 Stelle, sono funzionali a quello che il grande capitale economico e finanziario chiede ai nuovi governanti… cambierà, quando si renderanno conto che il reddito di cittadinanza è un bluff, quando si renderanno conto che con la scelta del nuovo governo Lega/5Stelle , sulla riduzione delle tasse fatta con la FLAT TAX , ci sarà un ulteriore spostamento di ricchezza enorme , dai ceti medio bassi a quelli ricchi, con un ulteriore impoverimento e distruzione delle poche conquiste sociali rimaste ai ceti popolari… ed allora potrebbe esserci un “nuovo 68” , ma molto più consapevole e radicale…

Ed allora , in questo contesto , dobbiamo continuare a fare esistere una sinistra sociale, e politica che non solo vuole resistere… che vuole fare riprendere le lotte articolate e generali sulle tematiche sociali e del lavoro… una sinistra che non si arrende e non scende a compromessi…

Ecco, credo che questa sinistra radicale, che oggi è minoritaria… che abbiamo in parte nella CGIL, nei partiti alla sinistra … nei movimenti sociali e studenteschi, in alcune associazioni… e qualcuno ancora nel PD, debba fare tre cose:

1) Azzerare tutti i gruppi dirigenti e farne di nuovi mandando in pensione quelli che hanno avuto responsabilità nel passato;

2) non debba e non possa privilegiare la nascita di un contenitore politico mettendo assieme i cocci rimasti alla sinistra del PD o quanto rimasto di sinistra nel PD, in quanto non servirebbe a niente ;

3) lavorare per sviluppare e fare ripartire un grande movimento rivendicativo, nelle fabbriche, nelle scuole, nei territori… su questo sarà importante anche lo sbocco del Congresso della CGIL, ( anche se sono pessimista) e soltanto nell’avanzamento delle lotte e delle concrete conquiste è possibile costruire anche il contenitore politico nuovo che andrà a recuperare, non solo quelli del non voto, ma anche i molti che resteranno delusi dalla Lega e M5S.

 

Umberto Franchi - Coautore assieme ad altri del libro “E la vita cambiò. Il '68 a Lucca"

 


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