Home Politica - Democrazia Democrazia Che tempo fa? il Brasile, la democrazia e gli insegnamenti da trarne
Che tempo fa? il Brasile, la democrazia e gli insegnamenti da trarne PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Domenica 25 Novembre 2018 20:50

Nelle recenti elezioni effettuate in Brasile, è stato eletto Presidente Bolsonaro, con il 56% delle preferenze su un programma elettorale che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2019 e che prevede:

  1. Privatizzare tutta le aziende statali, la macchina amministrativa statale, svendere tutto il patrimonio pubblico;

  2. Abolire il Ministero del Lavoro e tutti i diritti dei lavoratori, perché impediscono la piena occupazione;

  3. Riformare il sistema pensionistico passando dal retributivo alla capitalizzazione contributiva retroattiva per tutti, con un taglio netto delle pensioni;

  4. Schedare tutti i movimenti sociali ed ecologisti esistenti al fine di far decidere al governo chi considerare terrorista (probabilmente tutti);

  5. Vietare ogni riconoscimento di proprietà delle terre agli indigeni soprattutto dell’Amazonia;

  6. Dare la possibilità di uccidere impunemente alla polizia durante le operazioni di controllo e sicurezza, (già nel 2017 le persone uccise impunemente dalla polizia sono state 5.144);

  7. Eliminare, epurare, i professori marxisti dalla scuola , modificare i libri d testo ed impedire ogni enunciazione , concezione o opinione , da parte dei docenti che abbia anche la sola parvenza di sinistra;

  8. Privatizzare tutte le università mettendole nelle mani del grande capitale privato (aziende) al fine di renderle efficienti per le imprese, impedendo anche l‘accesso ai poveri ed ai neri;

  9. Abolire la parità di genere tra uomini e donne a vantaggio degli uomini;

  10. Vietare per legge il femminismo ed ogni orientamento o pratica omosessuale;

  11. Ritirare la firma (come ha fatto Trump) all’accordo climatico di Parii, considerato una farsa e colonalizzare le terre incolte indigene, abbattendo anche gli alberi della foresta;

  12. “normalizzare” l’informazione pubblica e privata , riducendo al silenzio la libera informazione.

Ora il Brasile è quel grande Stato con 210 milioni di abitanti, dove agli inizi degli anni 2.000, aveva visto grandi manifestazioni di lotta…. i Forum sociali contro il liberismo… come non ricordare i grandi forum mondiali svolti a Porto Alegre… come non ricordare le grandi lotte per un altro “Mondo è Possibile”, che in Brasile aveva portato a fare eleggere Presidente un operaio metalmeccanico di nome Lula ?

Molti in Brasile e nel Mondo sono rimasti stupefatti per quello che è avvento… si domandano come sia stato possibile tutto ciò… come è possibile che quell’10% della finanza e speculazione che nel mondo e in Brasile , si è arricchita a danno del ceto medio e povero , oggi trova in Bolsonaro l proprio burattino per far ancor più i loro interessi, votato da grandi masse popolari ?

Certo , il caso della corruzione inventata nei confronti di Lula , è un golpe istituzionale , che ha causato il suo ingiusto imprigionamento a 12 anni di carcere, da parte di un magistrato che era in combutta con la destra e che per premio andrà a fare il ministro della giustizia nel governo liberal-fascista di Bolsonaro… Ciò ci dice anche che in Brasile il sistema di potere delle classi capitaliste , coinvolge il potere giudiziario reazionario… tutto ciò assieme alla forte domanda di sicurezza contro il crimine, che ha sicuramente influito nell’esito elettorale … ma quello che è avvenuto in Brasile è smile a ciò che avviene in altri Paesi del Mondo compreso l’Italia, allora ci dobbiamo fare queste domande :

Quello che è avvenuto, non sarà anche perché la sinistra una volta al governo, e non solo in Brasile, anziché continuare con la lotta popolare per cambiare nel profondo economicamente, socialmente, civilmente e culturalmente il sistema di potere capitalista… finisce per ricercare i compromessi, spesso deleteri, con chi detiene il potere, senza far fare un vero salto di qualità in avanti nel cambiamento di tutta la società ?

Come non capire che senza una lotta continua organizzata dal sindacato e dal partito dei Lavoratori in Brasile, ( ma il ragionamento vale anche per altre nazioni compreso l’Italia) , con la mobilitazione da parte delle masse subalterne , il capitale ha i mezzi , formativi, informativi e di ricatto per carpire i consenso e far divenire anche la classe lavoratrice, massa di individui disaggregati, che manifestano la loro presenza in politica in modo imprevedibili, fino al punto di dare il consenso a chi ha un progetto di governo rivolto proprio contro di loro ?

Come non capire, che una volta al governo , una sinistra che vuole rappresentare la classe lavoratrice, per battere i centri di potere nazionali ed internazionali del capitale , deve continuare a spingere verso riforme in grado di rompere i centri di potere economici, speculativi, finanziari , mettendoli in condizione di non nuocere… altrimenti i medesimi bombardano la gente attraverso informazioni manipolatorie, rilevanti sul piano mediatico, fino ad affondare i suoi tentacoli nel controllo di ogni corpo sociale e nel suo adeguamento alle volontà del potere economico capitalista ?

Come non capire che senza una lotta di massa capace di imporre il cambiamento sistematico, , il potere ottiene il consenso anche di una parte delle masse che vengono terrorizzate dalla violenza enfatizzata , non solo criminale, ma anche di chi fugge in cerca di asilo, o che si ribella alle conseguenze della crisi economica e sociale … nonché l’astensione ed il rifiuto nei confronti di ogni attività politica ?

Oggi in Italia , la sinistra esistente alla sinistra del PD, inizia a fare appelli per la costruzione unitaria di un nuovo soggetto in grado di presentarsi alle prossime elezioni Europee… ma ancora una volta sarà un’aggregazione di piccoli, partiti, qualche movimento o associazione .. cioè la costruzione di un contenitore allo scopo di cercare di superare il quorum del 4%...

Credo che non servirà avere una presenza politica in parlamento Europeo, perché essa non sara in grado di incidere nelle politiche dettate dalla Troika a sostegno dei poteri forti economici e finanziari… come abbiamo visto nella passata legislatura…. Avere qualche deputato al parlamento Europeo Servirà solo a dimostrare che esiste anche una sinistra radicale… che però è ben poca cosa rispetto all’esigenza di intervenire per cambiare le politiche restrittive imposte “dall’Europa” , sia le politiche basate sui sacrifici e la riduzione delle tasse (Flat Tax) ai ricchi come avviene nel nostro Paese…

Bisogna allora capire che il problema centrale non è quello di essere presenti alle prossime elezioni… ma quello del come fare per coinvolgere soprattutto le classi più subalterne, su un progetto di radicale cambiamento, con una lotta su rivendicazioni sociali, economiche, civili… capace di fare acquisire al popolo anche una crescita culturale ed identitaria a quella capitalistica dominante.

Bisogna sapere che se oggi il popolo delega la sua rappresentanza a figure come Salvini, dipende molto anche dal fatto che tutte le forze che vanno da governo giallo/bruno all’opposizione di destra e di centrosinistra presente in parlamento, fanno sostanzialmente le stesse politiche e non esiste un vero movimento generalizzato nei luoghi di lavoro, nei territori ed a livello generale su un progetto di società alternativo a quello capitalista !

Umberto Franchi

Lucca, 21 novembre 2018

 


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