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In digiuno dinanzi all'orrore PDF Stampa E-mail
Scritto da Peppe Sini   
Martedì 08 Gennaio 2019 12:11

Dinanzi all'orrore e all'infamia dei governanti di un intero continente che rifiutano di soccorrere una cinquantina di naufraghi nel Mediterraneo, uomini, donne e bambini innocenti sopravvissuti alle violenze dei lager libici, vorrei associarmi alla preghiera del papa e di innumerevoli altre persone di volontà buona: siano salvate queste vite innocenti, si aprano i porti, siano accolte queste persone, esseri umani come noi.

Provo orrore del governo italiano che da mesi commette il reato di omissione di soccorso.

Provo orrore del governo italiano che da anni come altri governi europei nega di fatto a chi è in fuga da guerre e fame di poter giungere in salvo in modo legale e sicuro, e così getta tanti inermi fuggiaschi tra gli artigli delle scellerate mafie schiaviste dei trafficanti.

Provo orrore del governo italiano che per bocca del suo vero dominus reitera impunemente il reato di istigazione all'odio razziale, come il partito razzista di cui è a capo fa da decenni.

Provo orrore del governo italiano che con una delirante e disumana antilegge razzista pretende imporre in Italia un regime di apartheid, una delirante e disumana antilegge razzista che intende perseguitare migliaia e migliaia di vittime innocenti, una delirante e disumana antilegge razzista che viola la Costituzione della Repubblica Italiana.

Provo orrore del governo italiano che tradisce e infrange la Costituzione cui ha giurato fedeltà all'atto del suo insediamento: violare la Costituzione per imporre un regime razzista è un crimine che costituisce altresì un tentativo di colpo di stato.

Provo orrore di tanta violenza; e come tante persone di volontà buona ho cercato e cerco di oppormi ad essa, con la forza della verità, con la scelta della nonviolenza.

Per questo sto digiunando.

Un gesto minimo (che so essere miserrima cosa dinanzi all'orrore) per testimoniare il dolore che provo di fronte alla barbara violenza razzista commessa dal governo italiano che non soccorre i naufraghi e che perseguita tanti esseri umani innocenti.

Un gesto minimo che vuole valere altresì come invito a me stesso e ad ogni persona senziente e pensante ad agire in difesa della legalità che salva le vite, in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Occorre infatti agire, come vuole la legalità, come vuole la democrazia, come vuole la morale, come vuole la civiltà, affinché le persone vittime di orrende violenze in Libia e di naufragio in mare siano finalmente salvate e accolte in Italia come vuole la legge e la morale.

Occorre infatti agire, come vuole la legalità, come vuole la democrazia, come vuole la morale, come vuole la civiltà, affinché siano revocate tutte le misure razziste, criminali e criminogene imposte dal governo della disumanità.

Occorre infatti agire, come vuole la legalità, come vuole la democrazia, come vuole la morale, come vuole la civiltà, affinché il governo della disumanità si dimetta ed i ministri responsabili di crimini abominevoli ne rispondano nelle aule di giustizia secondo la legge.

L'Italia è una repubblica democratica, uno stato di diritto, un paese civile.

Salvare le vite è il primo dovere.

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 7 gennaio 2019

"Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

(segnaliamo che il Centro cura dal 2000 la pubblicazione del notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza è in cammino" cui è possibile abbonarsi gratuitamente attraverso il sito www.peacelink.it)

 


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