L'ONU ha ancora senso? PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Patuelli   
Lunedì 25 Febbraio 2019 08:00

L'ONU è nata per "salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità". (dal Preambolo della sua Carta)

"I fini delle Nazioni Unite sono:

Mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ed a questo fine: prendere efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o le altre violazioni della pace, e conseguire con mezzi pacifici, ed in conformità ai princìpi della giustizia e del diritto internazionale, la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace;

Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto del principio dell'eguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli, e prendere altre misure atte a rafforzare la pace universale;

(art. 1 comma 1 e 2)

"L’Organizzazione è fondata sul principio della sovrana eguaglianza di tutti i suoi Membri." (art. 2 comma1);

"I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite." (art. 2 comma4)...

L'Onu ha sede a New York: la città della Statua della Libertà, emblema degli USA e degli ideali ai quali molti paesi nel dopoguerra si sono ispirati.

Ma in questi ultimi trent'anni cosa è successo? Gli Stati Uniti hanno dapprima provveduto a tagliare i propri fondi all'Onu, di cui erano il principale contribuente. Poi ai tempi di Kofi Annan, hanno minacciato e ricattato altri Stati sovrani per poter ottenere il via libera del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ad attaccare l'Afghanistan dei Talebani (con i quali adesso vogliono trattare). Ancora, il Segretario di Stato Usa, Colin Powell ha presentato davanti all'Assemblea Generale delle false prove per convincerla ad autorizzare l'attacco all'Iraq. Così, per anni, l'Onu è stata utilizzata per avallare delle guerre.

Negli ultimi otto anni, la Russia ha rialzato un po' la testa e torna a minacciare il veto. Per cui, meglio non parlare più di Onu, ma di non meglio precisate "Coalizioni internazionali" che riconoscono governi o che appoggiano guerre (vedi Libia, Siria, Yemen). L'ultimo caso è il Venezuela dove, non si sa in base a quale principio, gli Usa, appoggiati dall'ennesima "Coalizione internazionalmente riconosciuta", minaccia di intervenire con le armi per spodestare l'attuale presidente, recentemente eletto. Questo per insediare un politico che, secondo loro, è l'unico legittimato a governare. Sarà un caso che è un Paese dove il petrolio è abbondante e nazionalizzato ed è ricco di coltan (il minerale che fa funzionare i cellulari)?

Se la logica è questa, se, cioè, il diritto e la giustizia lo stabilisce il più forte, che senso ha l'esistenza dell'Onu e delle organizzazioni collegate? Che senso hanno tante belle parole scritte sulla carta, quando chi decide è uno Stato solo e gli altri devono ubbidire e accodarsi? Oggi sono gli USA, domani forse la Cina e dopo chissà? Ci si deve augurare un "Sovrano illuminato"? O non sarà meglio per "salvare le future generazioni dal flagello della guerra" rendere l'Onu indipendente e super partes, abolire il diritto di veto e il seggio permanente a alcuni paesi e vietare gli eserciti nazionali?

Davide Patuelli

Faenza

 


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