Home Politica - Democrazia Politica Quale sbocco alla crisi politica, sociale, ambientale? L’Italia e l’Europa da cambiare
Quale sbocco alla crisi politica, sociale, ambientale? L’Italia e l’Europa da cambiare PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Mercoledì 21 Agosto 2019 16:02

Nell’ascoltare il Presidente del Consiglio Conte, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una persona che ha sopportato per oltre un anno il Ministro degli Interni nonché Vicepresidente del consiglio, ed infine ( pur tardivamente) sia riuscito a dirgli tutto quello che pensava di lui… con un Salvini che da pallone gonfiato viene sgonfiato sonoramente… ma anche con un Conte che non è certo un’anima bella… e forse non vorrebbe uscire dal “palazzo dei bottoni” …fidando in Mattarella per un suo possibile ruolo in un nuovo governo 5S, Pd, Leu.

Ora sci scenari che si aprono a mio parere sono due : o un governo che predisponga la legge finanziaria e faccia poche altre cose per non fare aumentare l’Iva, ed andare alle elezioni a primavera … oppure le elezioni in autunno… sinceramente un governo di legislatura lo vedo molto più impegnativo rispetto ai contenuti e quindi più difficile (ma posso anche sbagliarmi).

Vedremo l’evoluzione delle consultazioni del Presidente con i gruppi parlamentari, mentre le questioni di fondo, DA AFFRONTARE riguardano: la crisi sociale e del lavoro, la crisi climatica e ambientale, la grande corruzione nel Paese e quindi la democrazia ed il vivere civile.

La prima considerazione sta nel fatto che non può esserci una giusta e duratura soluzione della crisi politica, se contemporaneamente non cerchiamo di risolvere sia la crisi sociale che quella ambientale.

  • In Italia la disoccupazione giovanile è oltre i 30%, quella ufficiale all’11% ma se aggiungiamo anche quelli inattivi, cioè che non si scrivano più ai Centri per l'Impiego perché sfiduciati, arriviamo ad oltre il 20%;

  • La disoccupazione è strettamente legata alla domanda dei consumi che è diminuita perché le persone non c'è’ la fanno ad arrivare a fine mese … per cui le aziende hanno meno commesse (ordinativi) e di conseguenza riducono il personale …;

  • Ma oltre alla ripresa dei consumi occorre anche stabilire la questione della qualità dello sviluppo compatibile con la crisi climatica. Con la consapevolezza che da anni va avanti uno sviluppo profondamente distorto con danni irreversibili al clima… Nel Mondo ed in Italia è stato portato a termine il saccheggio dell’ambiente con politiche estrattive, con grandi progetti infrastrutturali (come la TAV) devastanti, con cementificazioni, sono state consumate risorse fossili fino all’ultima goccia per tenere in piedi un’economia ormai in stagnazione permanente.

Per affrontare il nodo della realtà sociale delle masse subalterne presenti nel nostro Paese bisogna intervenire in modo profondo nel modello di accumulazione capitalista da cui nasce la crisi sociale … cioè dal fatto che il modello di accumulazione capitalista si basa nel rapporto tra: il valore dell’investimento iniziale nella costruzione della fabbrica, le merci prodotte ed il plusvalore generato dal processo produttivo.

Quindi Se la produzione delle aziende, non genera quantità di profitti considerati dal padrone necessari al fine di recuperare gli investimenti iniziali effettuati, ed accumulare ulteriori risorse per i successivi investimenti, le scelte che fanno sono :

  1. La riduzione dell’occupazione, l’ incremento i carichi di lavoro ed i ritmi di lavoro, la riduzione dei diritti, la riduzione reale dei salari … insomma riducono il costo del lavoro a danno dell’occupazione e delle condizioni economiche e normative, della sicurezza e salute di chi lavora;

  2. Ma se la produzione nonostante la riduzione del costo del lavoro, non genera una quantità di profitto ritenuta sufficiente, sempre dai datori di lavoro, i profitti non vengono reinvestiti nell’azienda, ma si trasformano in rendita attraverso attività speculative dove il denaro non serve più per creare merce ma per fare altro denaro (ciò è quello che sta accadendo oggi).

  3. Anche chi effettua investimenti produttivi, lo fa in base al nostro modo di vivere … quasi tutti pensano che si possa continuare a produrre più o meno come prima, perché a tutti i guasti si troverà comunque un rimedio… mentre iI problema è che i cambiamenti climatici che avanzano non mettono in crisi i negazionisti, né quelli dichiarati né quelli nascosti, ma rischiano di rafforzarne le politiche distruttive per il pianeta ed i suoi abitanti

Salvini, lo abbiamo sentito al Senato, è un negazionista climatico, come Trump, Bolsonero, e molti altri capi di Governo che si dichiarano apertamente tali. Ma i negazionisti più pericolosi sono quelli nascosti: quelli per cui la crisi climatica c’è, ma tutto – il nostro modo di vivere e produrre - può continuare più o meno come prima, perché a tutti i guasti si troverà un rimedio che eviterà di sottoporci a sacrifici.

Ora “la caduta tendenziale del saggio di profitto”, la riduzione del PIL che investe anche la Germania, assieme alla finanziarizzazione dell’economia … non porta all’estinzione del capitalismo, ma il capitalismo pur avendo fallito, si ripropone in continuazione ed a meno di una svolta radicale che sventi l’imminente catastrofe, a distruggere il capitalismo insieme alla vivibilità del pianeta e a miliardi di vite umane sarà la crisi climatica che ha provocato.

Domando : è possibile che in Italia si riesca a fare un nuovo governo in grado di affrontare le tematica sopra descritte?

Forse è possibile fare alcune scelte programmatiche di cose facilmente realizzabili … con poco sacrificio e con grandi vantaggi, come: le fonti di energia rinnovabili, il rimboschimento di campagne e città, l’agriturismo, la ristrutturazione del sistema scolastico ed abitativo, e così via.
Non credo che esistano grandi problematiche alla loro realizzazione, i nostri governanti avrebbero dovuto porre mano decenni fa…

Ma il nodo centrale è un altro… riguarda non solo le politiche ed un ruolo dello Stato Italiano, ma anche quelle della Unione Europea …

  1. In Italia si dovrebbe cercare di rilanciare l’economia sia attraverso scelte dirette dello Stato nel fare investimenti strutturali, investimenti sociali, investimenti di conversione ecologica in economia creando più occupazione, che aumentando la domanda attraverso un reddito reale di cittadinanza (quello fatto dai 5S è un aborto), sia incentivando quelle imprese che anziché investire nella finanza effettuano investimenti qualitativi ed innovativi ed (ecologicamente compatibili) nella propria fabbrica, per farle divenire competitive sui mercati mondiali e creare nuova occupazione ;
    Occorre bloccare la spirale velenosa, che consiste: nel calo dei redditi, quindi calo dei consumi, quindi calo delle produzioni, quindi calo degli investimenti, quindi crescita della disoccupazione, quindi crescita delle attività finanziarie speculative … e questa situazione non può essere risolta riducendo le tasse alle imprese tramite la Flat Tax, ma incrementando il potere di acquisto di chi lavora ed i pensionati

  2. ma sorge anche il problema di quale risorse utilizzare e non mi sembra che ne i 5S e nemmeno il PD abbiano l’intenzione di farlo attraverso una patrimoniale tassando quel 10% di italiani che detengono il 55% di tutta la ricchezza esistente nel Paese ;

  3. Quale Europa? le politiche Europee, e quelle dello Stato Italiano, hanno sempre avuto l’ossessione della crescita del debito pubblico ed hanno sempre imposto ai ceti medio bassi di tirare la cinghia attraverso i bassi salari, la distruzione dei diritti, distruzione dello stato sociale e di risparmiare sui consumi… per ridurre il costo del lavoro a favore delle imprese…

Sarebbe necessario rilanciare l’economia attraverso l’incremento dei consumi… ma per fare ciò occorre che la Commissione Europea faccia il contrario di quello che è stato fatto sino ad oggi dall’ Unione Europea… e dai governi che da 30 anni si sono succeduti in Italia attuando lo slogan “c'è’ lo chiede l’Europa”. Ora sembra che con la crisi dell’economia tedesca possa iniziare una inversione di tendenza, dove il vincolo del rispetto del pareggio di bilancio può saltare….staremo a vedere….

Perché se una cosa è di buon senso non viene fatta?

Perché l’Europa mette come scelta prioritaria il pagamento degli interessi ai creditori (che sono quasi sempre speculatori), e gli investimenti degli Stati non possono essere effettuati (in modo sovrano) se intaccano gli interessi dei creditori, le rendite, ed il dominio che viene esercitato dal capitale sul lavoro attraverso il ricatto occupazionale…. Con la costituzione che non solo non viene rispettata nei suoi articoli e valori fondamentali ma è stata modificata nel 2012 per imporre il pareggio di bilancio. Con il voto di tutti i parlamentari altro che sovranità limitata…

Se così stanno le cose, penso che che senza una forte ripresa delle lotte ed spinta rivendicativa ad iniziare da forti incrementi dei salari e delle pensioni, delle classi subalterne, non possa esserci nessuna illusione che cambiando il governo (con i 5S, PD,Leu) cambiano anche le politiche Italiane ed Europee… e tanto meno ciò avverrebbe con un nuovo eventuale governo a di destra scaturito dalle elezioni.

Penso invece, che anche per attuare la nostra Costituzione, sia necessario che il proletariato, gli studenti, i pensionati si riapproprino della coscienza di classe finalizzato a rovesciare con la lotta le norme Europee ed Italiane stabilite dal dominio Borghese ….

Credo che, non solo il sindacato, ma la Sinistra che vuole rappresentare la classe degli attuali sfruttati, non debba limitarsi ad occuparsi dei diritti dei migranti e di quelli civili… ma dovrebbero essere la parte più consapevole e risoluta nello sviluppare le lotte rivendicative, proponendosi la conquista del potere politico come naturale conseguenza delle lotte rivendicative vincenti, in atto nel Paese ed in Europa.

Infine, la democrazia rappresentativa sta dimostrando in tutto il mondo di non essere più un baluardo sufficiente contro le derive autoritarie.

Oggi Salvini appare un pallone “sgonfiato”, ma niente ci dice che sia per sempre...

E le elezioni potrebbero rigonfiarlo… Il vero problema non è lui ma i suoi elettori, cresciuti a milioni nei mesi della sua egemonia politica e mediatica con una trasformazione antropologica, difficilmente reversibile, di buona parte della popolazione.

Ripeto: se le decisioni economiche e politiche che contano, vengono intraprese da organismi transnazionali non eletti, la democrazia è già stata superata… soltanto un grande sviluppo della lotta e partecipazione popolare ai progetti sociali rivendicativi e di conversione ecologica. può fare crescere una nuova coscienza civile ed anche una democrazia partecipativa per governarli, che combatta le oligarchie non democratiche, ed affianchi, gli istituti della rappresentanza centrali e periferici … prevenendo ed impedendo un ritorno al fascismo veicolato da un razzismo anti-migranti ormai dilagante.

Ecco credo che questa l’Europa, questa Italia da Cambiare !

Umberto Franchi

Lucca, 20 agosto 2019

 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates vps Valid XHTML and CSS.