Home Politica - Democrazia Politica Gli USA e la contesa globale: dalle armi economiche alle armi belliche
Gli USA e la contesa globale: dalle armi economiche alle armi belliche PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Lunedì 16 Settembre 2019 15:20

La contesa per la spartizione dei mercati, sta arrivando alla guerra? Oppure si limita alla concorrenza industriale e finanziaria, ed alla politica commerciale?

Una cosa è certa, l’imperialismo globale non ha alcuna possibilità di garantire il proprio equilibrio sulla natura “dell’ordine del ciclo bellico”… l’ideologia liberale è anche un fenomeno economico dove l’imperialismo significa essenzialmente conquista o ripartizione dei mercati, che avviene tramite la supremazia negli scambi commerciali e l’esportazione dei capitai da parte dei Potenti, gli interventi sulle politiche monetarie da parte delle banche centrali come quella europea fatta da Draghi con il “bazooka” (sul taglio dei tassi e acquisto de titoli…20 miliardi al mese alle banche, dimostra che la “lotta” tra le diverse potenze , può essere esercitata con mezzi pacifici , monetari e diplomatici, ma anche attraverso la politica di potenza bellica militare.

I dazi protezionistici tornano a dominare le relazioni internazionali come arma di pressione del liberismo imperialistico, ma sullo sfondo si addensano le nubi di un colossale ciclo di riarmo… mentre gli Houthi con 10 Droni, attaccano al cuore due impianti del petrolio Saudita per vendicare i massacri fatti nello Yemen dall’Arabia Saudita, armati ed equipaggiati dagli USA con armamenti che partono dalle basi americane presenti in Italia.

La linea intrapresa dall’amministrazione Americana e quella della militarizzazione su vasta scala degli strumenti economici… nel senso che gli USA stanno trasformando in armi gli Istituti ed i nessi che sostengono l’interdipendenza del sistema economico mondiale, cancellando accordi e regole fatti con vari Paesi, dal dopo guerra ad oggi. Essa senza più argini ne regole, sta cercando di bloccare il libero flusso di beni commerciali, dati, le idee sulle tecnologie, cervelli, ecc… ma l’America oltre a scatenare un arsenale economico a protezione del “suo interesse nazionale”, sta anche dispiegando nuove tattiche di riarmamento atomico .

Ma la vera novità odierna sul piano planetario, sta nel fatto che la Cina da sola ha la potenzialità di pesare quanto tutte le vecchie potenze transatlantiche, ed in questo nuovo contesto , Trump e gli USA puntano a rivedere tutto il sistema di relazioni mondiali per cercare di fermare la Cina , scontando rotture anche con l’Europa facendo soprattutto valere il ruolo che riveste nel Fondo Monetario Internazionale assieme alle sue 6.500 testate nucleari, le sue portaerei, i suoi caccia, i missili ecc…

Oggi gli Usa premendo con i dazi e sanzioni su Pechino, producendo conseguenze negative a valanga anche in altri molti stati, di conseguenza genera delle contro risposte non solo da parte cinese, attraverso rappresaglie della Cina, con liste di prescrizioni alle aziende Usa e dazi ai prodotti usa , ma anche attraverso un possibile isolamento ed ammutinamenti tra gli alleati, come è già successo con la non messa al bando di Huawei come richiesto da Trump, dove su 35 alleati degli USA solo tre hanno accettato la messa al bando dell’azienda cinese Huawei .

Oggi le potenze maggiori come Cina, Europa, Russia, India, Giappone, sembrano pazienti… aspettano di capire se nel 2020 , Trump verrà rieletto e se il bullismo di Trump sia stata solo una parentesi… ma fino a quando la forza economica giocata politicamente dagli USA non esclude gli strumenti di forza extraeconomica militare?

La denuncia americana con la cancellazione del trattato sui missili atomici di raggio intermedio stipulato con l’URSS oltre 30 anni fa , è rivelatore del risvolto militare intrapreso da Trump e dai suoi consiglieri della Casa Bianca , con la rincorsa al riarmo militare rivolto non solo contro la Russia ma anche e soprattutto contro la Cina , la quale sarà costretta ad incrementare i propri armamenti … in questo contesto sarebbe necessaria una politica estera Italiana veramente autonoma dalle influenze americane e finalizzata a rimuovere le basi militari USA in Italia e l’uscita dalla Nato… ma anche da questo governo sento soltanto dei lontani vagiti, rispetto agli USA ed alle forze che mettono in oscillazione l’Ordine Mondiale.

Umberto Franchi

Lucca, 15 settembre 2019

 


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