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L'Italia che va: debito pubblico e piano rinascita PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Venerdì 18 Ottobre 2019 20:09

Il debito pubblico italiano al 31 luglio 2019 era pari a 2.410 (138% SUL PIL) di miliardi di euro. Questo fa dire molti politici ed economisti di destra e di sinistra , che se oggi ogni persona abitante in Italia è indebitata per circa 40.000 euro, la colpa sta nel fatto che in Italia per molti anni abbiamo assistito ad una finanza “allegra”, con una spesa pubblica super elevata… e che abbiamo speso e vissuto al di sopra delle nostre possibilità … Ma è cosi?

In realtà la spesa pubblica in Italia, agli inizi degli anni 80 era il 42% mentre in Germania, Gran Bretagna, Olanda, Francia era intorno al 56%.. oggi in Italia la spesa pubblica è del 45% del Pil, ma sempre inferiore rispetto a Paesi come la Francia, Gran Bretagna , Germania , che hanno una spesa pubblica intorno al 51% del PIL .

L’Italia agli inizi del 1981, aveva un debito del 56% sul PIL , ma a febbraio di quell’anno, il ministro del tesoro Beniamino Andreatta, con una lettera inviata al governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi , sancì il “divorzio” tra Tesoro e Banca Centrale, che la Banca d’Italia cessò di comprare i titoli del tesoro e di ripianare eventuali disavanzi, ed essi furono immessi sul mercato finanziario a costi molto più alti rispetto a quando le acquistava la Banca Centrale. Con la conseguenza di un aumento sproporzionato del debito pubblico… A soli circa 10 anni di distanza, nel 1991 , il debito pubblico raddoppiò passando dal 56% al 105% .

Ma perche’ fu fatta quell’operazione di divorzio tra tesoro e banca centrale ?

Questi i motivi :

  1. Negli anni 70, vi erano state grandi lotte rivendicative che avevano fatto avanzare la classe operaia in termini di conquiste economiche, normative, sociali, civili… spostando molta ricchezza dalle classi ricche alle lassi più povere, ed agli inizi degli anni 80, il Movimento operaio italiano era all’avanguardia rispetto a quasi tutti i Paesi Europei;

  2. Per cercare di fermare l’avanzata del Movimento Operaio ed ogni prospettiva di cambiamento politico alternativo a quello dominante , negli 70 molte forze economiche, politiche, istituzionali reazionarie, unitamente ai servizi segreti Italiani ed Americani, tramarono ed organizzarono stragi terroristiche , tentativi di Golpe, processi di ristrutturazione, rimessa i discussione dei diritti e poteri acquisiti dai lavoratori, con chiusure di aziende e dislocamento in altri Paesi delle medesime…il tutto per cercare di ricacciare indietro il movimento dei lavoratori e le conquiste fatte;

  3. Sempre al fine di bloccare ogni possibile cambiamento di sistema e “normalizzare” la realtà Italiana, verso la fine del 1981, fu scoperta una lista di 963 persone appartenenti ad “Loggia Massonica Mafiosa segreta P2“ guidata da un certo Licio Gelli di Arezzo , che agiva come coordinatore . In essa erano presenti 44 parlamentari, 2 Ministri, 43, generali, 8 ammiragli, 26 magistrati, 200 imprenditori (tra cui Berlusconi) , decine di funzionari dell’apparato dello Stato, decine di giornalisti, molti banchieri, molti funzionari dei servizi segreti, ecc… Nel 2007 Licio Gelli dirà che la lista era più ampia pari a 2.400 appartenenti;

  4. Lo scopo di questi Signori appartenenti alla lista P2, non era più quello di predisporre un colpo di Stato Reazionario, ma di portare avanti in ogni luogo dove loro operavano svolgendo la propria attività un programma segreto di governo chiamato “Piano Rinascita”. Cosa prevedeva il Piano Rinascita? Questo:

  • Abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Diritti dei lavoratori : (Realizzato);
  • Limitazione del peso rivendicativo e politico dei sindacati: (realizzato);
  • Privatizzazione delle imprese di Stato : (realizzato)
  • Riduzione dei partiti a gruppi oligarchici con a capo un leader carismatico: (realizzato);
  • Liberalizzazione del controllo politico delle TV e più reti privatizzate : (realizzato);
  • Soppressione delle Province : ( realizzato)
  • Riduzione dei parlamentari : (realizzato);
  • Passaggi dalla repubblica parlamentare alla repubblica presidenziale: ci ha provato Berlusconi nel 2007 ma il popolo con il referendum ha detto NO!, ma ci riproveranno;
  • Abolizione del Bicameralismo con unica Camera: ci ha provato Renzi nel 2015, ma il popolo ha detto NO!
  • Limitazione dei poteri della Corte Costituzionale: ci hanno provato con Berlusconi senza riuscirci.

Il “Divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia , avviene proprio in linea con gli obiettivi del Piano Rinascita al fine di iniziare e portare avanti le politiche restrittive, di privatizzazione, di tagli al sociale, di tagli ai diritti, di spostamento della ricchezza nuovamente da ceti più poveri ai ceti più ricchi con un ritorno alla realtà esistente prime delle conquiste degli anni 70.

Se poi andiamo a vedere che nel 1992, con la costruzione dell’Europa di Mastricht, viene abolito il ruolo sovrano delle Banche di Stato a favore della speculazione finanziaria.. e con il “Fiscal Compact” del 2012 , l’Italia si impegna a recuperare in 20 anni, tramite tagli alla spesa pubblica il 60% del debito pubblico (circa 20 miliardi l’anno) e a predisporre ogni anno il pareggio di bilancio … vediamo che in realtà siamo andati ben oltre anche alle speranze di Licio Gelli P2 ed il Piano Rinascita .

Umberto Franchi

Lucca, 12 ottobre 2019

 


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