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Costruire l'AAdP: Della partecipazione (Magda Tomei) PDF Stampa E-mail
Scritto da Magda Tomei   
Mercoledì 06 Febbraio 2008 16:41
Pubblichiamo le riflessioni che Magda Tomei, presidente dell'Associazione "Popoli culture e diritti" della Versilia, ci ha inviato dopo aver partecipato all'assemblea del 2 febbraio 2008, alla quale ci ha dato davvero un grande contributo. Della partecipazione

Dopo l'incontro di sabato 2 a Via Beatrice 6 vorrei proporvi alcuni spunti di riflessione per una discussione che veda impegnati sia il senato che il tavolo delle associazioni. Sempre tenendo conto che i problemi affrontati in quella sede sono problemi comuni a tutto il mondo dell'associazionismo in questo momento storico. Penso che i tempi siano tali che questa discussione non possa essere rimandata ed abbia priorità assoluta.
Fare un'analisi della nostra società locale partendo dal mondo dell'associazionismo a cui tutti noi apparteniamo è cosa ardua ma necessaria.
L'aggiornamento del nostro pensiero critico a riguardo del periodo storico che stiamo vivendo ci deve portare a ricercare le cause dei mutamenti e a discuterne in modo associativo e interassociativo. La parola Pace è ed è stata abusata in modo vuoto e direi retorico in questi ultimi tempi.E' vero che Cristo ci da la sua Pace ma è vero anche che ha detto: "Non pensate che io sia venuto a portare pace nel mondo: io son venuto a portare non la pace, ma una spada (altre traduzioni: ma la discordia). Infatti sono venuto a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera. E ognuno avrà nemici anche nella propria famiglia. Perchè, chi ama suo padre o sua madre più di quanto ama me, non è degno di me; chi ama suo figlio o sua figlia più di me, non è degno di me. Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi cerca di conservare la sua vita la perderà; chi è pronto a sacrificare la propria vita per me, la ritroverà. (Matteo 10, 34-39)" ,"Pensate che io sia venuto a portare pace nel mondo? No, ve lo assicuro, non la pace ma la divisione. D'ora in poi, se in famiglia ci sono cinque persone, si divideranno fino a mettersi tre contro gli altri due e due contro gli altri tre. Il padre contro il figlio e il figlio contro il padre, la madre contro la figlia e la figlia contro la madre, la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera." (Luca 12, 51-53).
E questo me vuol dire giustizia, vuol dire rispetto per l'altrui dignità, vuol dire solidarietà e comprensione, vuol dire non violenza, questo me è la Pace che dobbiamo perseguire. In questo momento credo sia importante cercare il confronto fra di noi ed il confronto porta sempre a metterci in discussione ed a mettere in discussione tutto quanto tendiamo a considerare un valore acquisito. Nel veloce evolversi del mondo della comunicazione nel villaggio globale non ci possiamo permettere di chiamarci associazione con scopi ben definiti senza verificare costantemente ed in tempi ravvicinati l'attualità di questi scopi e la consistenza dei mezzi per perseguirli. A mio modesto avviso questo è il momento di guardarci e capire che cosa vogliamo. Dobbiamo mettere in gioco tutta la nostra pazienza ed il nostro coraggio per chiarire a noi stessi le ragioni della strada che abbiamo scelto e non altre. E se alcuni intendono seguire la tranquillità di quel che vien loro dato anche se poco , scarso e poco dignitoso ed abbandonano un cammino scelto volontariamente per subirne un altro imposto, non prendendo su di sé il fardello dei propri bisogni fisici e spirituali per cercare nuove strade di giustizia e solidarietà, bene quelli si sentano liberi di farlo ma certamente devono contentarsi di quello che viene loro elargito e non devono fraintendere fra momentanea individualistica tranquillità e Pace. Non per questo gli altri che intendono prendere il loro fardello e perseguire ideali di libertà, giustizia, solidarietà ,umana dignità devono fermarsi e rinunciare alla speranza di un cambiamento. Quindi è questo, a mio avviso, il momento in cui ciascuna associazione deve chiarirsi al proprio interno e questo non avverrà in modo indolore. I metodi per questa indagine sono quelli che ciascuna associazione si darà. L'analisi può partire dalle motivazioni che hanno portato i singoli individui a costituire un'associazione o a scegliere di far parte di quella associazione. Dalla valutazione degli scopi prefissati e dal tempo inteso per raggiungere tali scopi. Dalle motivazioni per cui ogni singolo individuo ha trascurato la partecipazione. Necessariamente questa indagine non avrà tempi brevi e richiederà una pazienza illimitata a causa della disponibilità dei singoli e delle associazioni che vengono colte impreparate ma vale la pena che sia fatta in tempi brevi perché dobbiamo capire dove vogliamo andare. Altrimenti giochiamo a mosca cieca.
Le associazioni che guardano al proprio interno con chiarezza possono ridursi numericamente ma, una volta fatta una verifica sulla validità degli scopi per cui furono create e l'attualità di tali scopi che costituiscono i bisogni degli individui che ne fanno parte, devono tentare con tenacia e metodo di perseguire il proprio scopo.
Credo molto nell'impegno di chi volontariamente decide di difendere dei valori comuni alla maggior parte del genere umano e lotta affinchè questi valori siano estesi e diventino diritto di tutti .
Solo così possiamo attuare una vera democrazia perché la base del sistema democratico è la sua natura deliberativa cioè basata sulla discussione (dal termine inglese to deliberate che significa discutere.) Quindi decidere dopo aver discusso.
Vi ringrazio per l'attenzione


Magda Tomei
 

Non ci dimentichiamo




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