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Progetto "Donne, Esperienza di cancro Esperienza di vita " (ass. Mafalda) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 15 Febbraio 2008 14:07
Presentiamo la bozza di Progetto dell'Associazione Mafalda di Massa Carrara, che chiede, alle Associazioni interessate di aderire come partner al progetto rivolto a donne che stanno vivendo o hanno vissuto l'esperienza della malattia oncologica.

Il progetto “Donne, Esperienza di cancro Esperienza di vita ” è rivolto a donne che stanno vivendo o hanno vissuto l'esperienza della malattia oncologica con l'obiettivo di aiutarle tramite un lavoro di gruppo ed individuale a elaborare e condividere tale vissuto.
E' la prima volta che la nostra Associazione si avvicina a questo problema; le nostre socie sono prevalentemente donne e da loro è partita la richiesta di questo percorso poiché molte di loro si trovano a vivere questa dolorosa esperienza, con la solitudine, lo smarrimento, la sfiducia, che questa malattia così invasiva porta con sé.
Sebbene nel nostro territorio siano già presenti sportelli di sostegno psicologico riteniamo che la valenza innovativa del progetto consista nel creare gruppo tra queste persone che in genere scambiano impressioni con altre colleghe di malattia durante le terapie e talvolta creano amicizie, ma in maniera sporadica. La speranza che muove questo progetto è che la storia di ogni donna diventi il nucleo da cui ognuna possa ripartire per riconoscere nuovamente se stessa e prendersi cura di sé, per poi andare incontro all’altro, alla sua storia e capire che, anche nella malattia, non si è soli e che insieme ci si può aiutare, si può continuare a narrare per allentare la paura e ritrovare la speranza. Al percorso di scrittura abbiamo affiancato un laboratorio corporeo condotto da una Psicoterapeuta, finalizzato alla creazione del gruppo e alla scoperta del potere creativo, ludico e vitale che ogni gruppo porta con sé.

Gli obiettivi che ci proponiamo sono:
  • migliorare la solidarietà sociale tra donne colpite da questo problema, creare una rete amicale e di sostegno reciproco
  • favorire la condivisione dell'esperienza dolorosa in un contesto protetto
  • favorire l'elaborazione del vissuto emotivo e psicologico
  • favorire l'integrazione tra la vita prima e quella successiva alla malattia
  • offrire la possibilità di riconciliarsi con il proprio corpo recuperando gli aspetti piacevoli e ludici della vita
  • Creare una prima esperienza di questo tipo di sostegno nella nostra provincia con la speranza di consolidarla negli anni futuri

Gli strumenti con cui intendiamo realizzare la nostra proposta:
  1. un percorso di scrittura autobiografica (“Narrare per essere narrate”), attraverso il quale rielaborare e metabolizzare l’esperienza della malattia. Raccontare va nella direzione di trovare vie personali alla guarigione. Non c’è processo di cura che non sia anche un processo di auto-guarigione. La donna può raccontarsi solo all’interno di un contesto protettivo nel quale possa sentirsi protetta, ascoltata, legittimata a dirsi, a sé e all’altro, ma sempre con le sue parole. Può raccontarsi se trova un nido, una metafora che sa di materno, di famiglia buona, di latte.
    Prima ancora di pensare a come debellare la sofferenza, le donne verranno guidate a raccontarsi la propria storia per darle senso, per riconoscerla e comprenderla, per scoprire le sue radici e i suoi esiti. Per progettare come trasformarla in una risorsa positiva per loro e per gli altri. “Soffro dunque esisto”. Ritrovare la propria storia significa relativizzare la sofferenza, ritrovare le risorse, dare voce all’intrecciarsi di eventi e significati per ricostruire la propria immagine, i desideri di crescita e ripristinare un progetto esistenziale.
  2. un percorso laboratoriale corporeo strutturato in più fasi:
    • creazione del clima di gruppo (fiducia, intimità, collaborazione), attivazione delle risorse espressive dei partecipanti attraverso esercizi di attivazione fisica; giochi di conoscenza; improvvisazione corporea; giochi di fiducia; improvvisazione immaginativa e narrativa;
    • creazione di scene attraverso giochi di ruolo in cui il gruppo passa da uno spazio ludico ad un momento di ricerca creativa in cui è possibile affrontare alcuni elementi problematici personali attraverso il contenitore protetto della finzione;
    • condivisione e uscita dai ruoli e dalla realtà drammatica in cui vengono condivisi i vissuti soggettivi.
  3. Al termine dei percorsi si prevedono incontri conviviali promossi dall’associazione promotrice per mantenere viva la rete di relazioni che si è stabilita ed offrire un luogo di incontro.

Utenti:
Il progetto si rivolge ad un numero di 16 donne (Il laboratorio di scrittura si articolerà in due gruppi di otto donne ciascuno)

Conduttori:
Il laboratorio sul corpo sarà condotto da una Psicoterapeuta Il laboratorio di scrittura sarà condotto da un Esperta in Metodologie Autobiografiche ed in scrittura Autoanalitica, diplomata presso la Libera Università di Anghiari (patrocinata dall'Università Bicocca di Milano).

Finanziatori:
Provincia di Massa-Carrara per l'80%
Autofinanziato dall'Associazione per il restante 20%

Periodo di svolgimento:
Settembre 2008-Maggio 2009

Il bando ha scadenza Mercoledi 20 febbraio.


Referente del Progetto:
Ines Sermattei : 0585 241549 333 2548025.
Mail: Associazione Mafalda
 


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