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Emergenza covid: e’ indispensabile la regolarizzazione delle persone straniere PDF Stampa E-mail
Scritto da Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione   
Sabato 02 Maggio 2020 20:11

Solo attraverso una regolarizzazione delle persone migranti che preveda il rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro o per “ricerca occupazione" rinnovabile, sarà possibile dare visibilità giuridica e dignità a coloro che vivono in Italia senza permesso di soggiorno o con permessi di tipo precario, in tutti i settori del mercato del lavoro.

Centinaia di associazioni e di persone di ambiti sociali differenti hanno già aderito affinché il Governo si muova nella direzione giusta.

Di seguito trovate la proposta e le indicazioni per aderire e promuoverla.

Caro/a,

abbiamo pensato di proporre un appello unitario per la regolarizzazione delle centinaia di migliaia di persone straniere che vivono in Italia senza permesso di soggiorno, per non averlo mai avuto o per averlo perso per varie ragioni, oppure che lavorano con contratti precari o in nero o che sono esposti all’alea delle decisioni sulla protezione internazionale.

Siamo consapevoli che varie realtà associative hanno già chiesto la regolarizzazione e che altri hanno chiesto l’emersione dal lavoro irregolare, alcuni solo in determinati settori produttivi.

Riteniamo, tuttavia, necessario agire unitariamente per dare più forza ad una proposta che risponda al duplice obiettivo di garantire la tutela della salute collettiva (possibile se tutte le persone che vivono in Italia hanno accesso al Servizio Sanitario Nazionale e sono giuridicamente visibili, così da potere accedere al monitoraggio sanitario che verosimilmente verrà attuato nelle prossime settimane, per garantire la salute collettiva) e per riconoscere dignità alle centinaia di migliaia di persone straniere che, prive di permesso di soggiorno per lavoro, sono esposte a maggiori rischi di sfruttamento e di emarginazione sociale.

Riteniamo, nel contempo, necessario non limitare la proposta a determinati settori produttivi, che rispondono alla sola esigenza di utilizzo di manodopera ove più forte è lo sfruttamento lavorativo, ma destinare la proposta a tutti/e coloro che vivono in Italia in condizione di irregolarità o di precarietà giuridica e che attraverso il permesso di soggiorno, per lavoro o per attesa occupazione, possono emergere come persone e non solo come manodopera.

Soggetti di diritti e non solo braccia per il lavoro.

Per queste ragioni abbiamo ipotizzato non solo l’emersione dal lavoro irregolare o precario ma anche il rilascio di un permesso di soggiorno per “ricerca occupazione”, che svincoli la persona straniera da possibili ricatti o dal mercato dei contratti che hanno contraddistinto tutte le pregresse regolarizzazioni.

La regolarizzazione è un percorso razionale e ragionevole, che supera le criticità che notoriamente caratterizzano la disciplina legislativa sull’immigrazione e va considerato che nel corso degli anni ha consentito a 1,8 milioni di persone straniere di emergenza dalla condizione di irregolarità. Persone che sono la metà dei regolarmente soggiornanti in Italia e che sono pienamente inserite nel tessuto sociale e produttivo italiano, contribuendo per il 9% al PIL nazionale.

Confidiamo che vogliate aderire, sottoscrivendo insieme a noi la proposta, per chiedere assieme al Governo affinché se ne faccia carico.

Vi ringraziamo per il riscontro che vorrete dare .

Lorenzo Trucco – Presidente ASGI


Il testo della proposta di regolarizzazione

Per i/le cittadini/e stranieri/e che dimostrino, mediante idonea documentazione, la presenza in Italia alla data del 29 febbraio 2020, in condizioni di irregolarità o anche di regolarità ma con permesso non convertibile in lavoro, è rilasciato, a richiesta, un permesso di soggiorno per ricerca occupazione, rinnovabile e convertibile alle condizioni di legge, oppure un permesso di soggiorno per lavoro qualora alla predetta data del 29 febbraio 2020 o alla data della domanda il richiedente abbia in corso un rapporto di lavoro. Entrambi permessi hanno la durata di 1 anno dalla data del rilascio o quella maggiore secondo le disposizioni di cui all’art. 5, co. 3 d.lgs. 286/98. La domanda può essere presentata a partire da 8 giorni successivi alla entrata in vigore del presente decreto legge.

Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge e fino alla conclusione del procedimento di emersione sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore per le violazioni delle norme: a) relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale, con esclusione di quelle di cui all’articolo 12 del d.lgs. 286/98 b) relative all’impiego di lavoratori, anche se rivestano carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale.

La sottoscrizione del contratto di soggiorno, congiuntamente alla comunicazione obbligatoria di assunzione all’INPS, e il rilascio del permesso di soggiorno comportano, rispettivamente, per il datore di lavoro e il lavoratore l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma che precede. Il datore di lavoro assolve agli obblighi di natura fiscale, previdenziale e assistenziale relativi al pregresso periodo di lavoro tramite il versamento di un contributo forfettario pari ad € 500,00 per ogni lavoratore.

FIRMATE L'ADESIONE ALLA PROPOSTA

Vi proponiamo inoltre di inviare la proposta direttamente al Governo e ai Ministeri interessati affinché sentano direttamente la vostra voce.

Di seguito vi indichiamo alcuni indirizzi del Governo, dei ministeri e dei loro uffici legislativi:

Governo

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Ministero dell’Interno

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Ministero dell’agricoltura

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Ministero del Lavoro e Politiche sociali

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Ministero della Salute

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Fonte: Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione - https://www.asgi.it/

 


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