Home Politica - Democrazia Politica Perché l'Italia è il primo paese al mondo per morti da coronavirus?
Perché l'Italia è il primo paese al mondo per morti da coronavirus? PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Domenica 10 Maggio 2020 20:53

In Italia i contagiati totali sono 216.000 mentre i morti accertati per Coronavirus sono 30.000 ai quali vanno aggiunti altri 12.000 a cui non è stato fatto il tampone ma morti da coronavirus...

Solo negli Usa ci sono più morti 72.000 , ma con una popolazione di 328 milioni di abitanti a fronte dei 60 milioni di Italiani. Quindi in proporzione agli abitanti , l’Italia ha il triste primato di più morti per Covid.19 al mondo.

Ma quale sono i motivi dei tanti, troppi moti da Covid.19 in Italia?

Credo che i motivi siano questi :

1) La normativa sanitaria stabilita da governo, indicata dall’ Istituto Superiore di Sanità italiano, prevede che se un cittadino ha febbre superiore a 37,5 o altri sintomi, deve restare in casa e telefonare al proprio medico di fiducia... il quale di norma , se ha febbre alta , gli prescrive tachipirina, dopo qualche giorno se non gli va via gli prescrive antibiotico, ed infine il tampone che risulta positivo... ma nel frattempo sono trascorsi oltre 10 giorni e spesso la situazione si aggrava e necessità di ricovero ospedaliero (circa il 25%).. i pazienti ricoverati vengono curati con antivirali (trovare il plasma che sarebbe molto più affidabile nella cura, è più complesso e richiede più lavoro medico) , per cui , per il 25% dei ricoverati oramai è troppo tardi per essere curati, non c’è la fanno e muoiono dopo essere stati intubati;

2) Per ridurre la mortalità bisognerebbe fare squadre attrezzate di medici ed infermieri nei territori, in grado di visitare i pazienti e curarli nelle abitazioni attraverso primi interventi di analisi, radiografie, piccole tac ventilatori polmonari... (come mi risulta avviene in Germania che non a caso è il Paese con meno morti ) invece il ruolo dei medici di base in Italia è del tutto insufficiente, non hanno attrezzature ne competenze e non c’è la fanno a rispondere alla domanda... limitandosi quasi sempre alle prescrizioni telefoniche inefficaci, e molti pazienti muoiono anche nelle loro abitazioni per non palare delle stragi nelle RSA ;

3) Il 75% dei positivi al coronavirus con sintomi lievi, non viene isolato in apposite strutture alberghiere, ma restano nelle proprie abitazioni che spesso sono piccole e di conseguenza infettano anche i familiari che gli stanno vicino... Questo vale anche per le RSA.

- Per cui sarebbe necessario isolarli e curarli in appositi strutture che non esistono ;

4) Non ci sono, ne tamponi, ne reagenti chimici, ne laboratori, ne infermieri a sufficienza per fare i tamponi di massa ed individuare molti positivi asintomatici , che a loro volta continuano ad infettare gli altri... ed anche i test sierologici a campione , sono un palliativo che allunga i tempi dei tamponi...

- Quello che manca è un forte investimento per fare crescere risorse umane , tecniche e laboratori;

5) Mancano gli ospedali, i posti letto, i posti di terapia intensiva , i macchinari salvavita, il personale medico ed infermieristico

Ora , a seguito delle misure di isolamento della popolazione, la situazione è sicuramente migliorata, anche se le morti giornaliere sono ancora tante , calano i contagiati ed aumentano i guariti... Ho anche ascoltato un virologo dalla Gruber a “otto e mezzo”, sostenere che il virus “sta diventando più buono” ed in questo contesto tutti vogliono riaprire tutto quanto prima... ma a mio parere non è scontato che la curva epidemica non possa di nuovo crescere, o ad ottobre venire una seconda ondata più forte della prima... e non basta certo la scritta che leggo in molti davanzali che “andrà tutto bene”, a prescindere da come ci comporteremo noi umani e dalle scelte che faremo.

Andrà tutto bene (forse) ma non è per niente scontato... solo se faremo determinate scelte e se ci comporteremo in un determinato modo.

Bisogna affermare con convinzione il concetto che la “salute delle persone”, è un valore più importante... più della “produzione delle cose”.

Non è affatto scontato questo cambiamento politico, economico e culturale visto il dibattito in atto a proposito del cosiddetto ritorno alla “normalità” e dell’apertura della “ seconda fase e terza fase .

Nelle posizioni di molti, a partire dalla Confindustria, il valore della “produzione” viene prima di quello della salute. Esattamente come lo era prima della crisi da Coronavirus.

Serve allora un progetto governativo con un incremento della spesa per la sanità pubblica che recuperi i 37 miliardi tagliati alla sanità negli ultimi 10 anni e vadano oltre... per fare le cose sopra descritte attivando la prevenzione e cura nei territori, come era già previsto nella legge 833 del 1978 che invece è stata affossata successivamente .

Umberto Franchi

Lucca, 7 maggio 2020

 


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