Home Politica - Democrazia Politica Dalla task force agli stati generali dell’economia : ma per fare cosa ?
Dalla task force agli stati generali dell’economia : ma per fare cosa ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Domenica 14 Giugno 2020 21:11

Quando il 20 aprile u.s., fu nominato dal governo Vittorio Colao, ex AD della Vodafone, a capo di una TASK FORCE che avrebbe dovuto predisporre il Piano economico e sociale di “cambiamento e Rinascita del Paese”, scrissi che da Colao non poteva venire niente di buono, essendo conosciuto come un manager della scuola liberista, ma sinceramente non pensavo che toccasse il fondo riproponendo tutto il vecchio “modello di sviluppo” voluto dalla Confindustria di Carlo Bonomi e dalla destra politica Italiana, per non cambiare niente.

Se andiamo ad esaminare i principali contenuti dei capitoli del documento elaborato dai 17 Membri della TASK FORCE composta da Manager, economisti, esperti di innovazione e lavoro, giuristi e perfino da una psicologa ed uno psichiatra, ci accorgiamo che tutto è in funzione di riaffermare l’egemonia politica delle classi borghesi padronali, e rilanciare le imprese attraverso incentivi di ogni tipo e condoni fiscali, nonché la definitiva cancellazione di ogni regola e controllo legislativa sull’impresa, ulteriori privatizzazioni delle partecipate Statali e di ciò che resta oggi allo Stato.

Nella sua “ filosofia” nel Documento, lo Stato viene considerato un involucro di supporto subordinato e funzionale ai voleri delle imprese, proprio come chiede anche il Presidente della Confindustria Bonomi e tutta la destra politica italiana (Berlusconi, S alvini, Meloni)... Il fine è quello di riaffermare con più forza quello che già c’era prima della pandemia, ma non solo in termini di “qualità dello sviluppo” ma di ruoli e di comando nelle mani dei datori di lavoro, con un governo che esegue i suoi ordini ed un sindacato che gestisce le scelte padronali e le ricadute negative sui lavoratori in termini assistenziali... ed anche per governare il possibile conflitto ,diminuendo ogni rischio di una possibile rivolta operaia;

Vediamo alcune cose nel merito:

  • IL CAPITOLO INFRASTRUTTURE ED AMBIENTE, non c’è niente che possa far intravedere un percorso finalizzato a modificare il meccanismo di sviluppo in termini conversione dell’economia e di scelte economiche compatibili con l’ambiente... ma si ribadisce invece la necessità “di grandi opere infrastrutturali”, si dice che esse devono essere fatte in funzione del rilancio del turismo senza curarsi minimamente dei danni che una nuova cementificazione può provocare negativamente sull’ambiente e sui territori;

  • IL CAPITOLO SULLA SCUOLA E LA RICERCA, non è finalizzato ad una crescita della qualità della scuola, con una formazione adeguata degli studenti attraverso una didattica utile alla formazione complessiva dello studente e svincolato dagli interessi corporativi aziendali... ma al contrario si prefigge di indirizzare l’istruzione, la formazione degli studenti in relazione delle esigenze delle imprese, quindi vogliono tenere ben salde le redini della scuola e le sue finalità perché essa è strettamente legata alla qualità dello sviluppo che vogliono continuare a far decidere in modo unilaterale alle imprese, senza concedere nessuna autonomia alla scuola ed alla ricerca scientifica, diversa da quella che decidono lor signori... senza peraltro nemmeno stabilire la necessità un profondo piano d ristrutturazione dell’edilizia scolastica che oggi vede l’80% dei plessi scolastici non in regola rispetto alle norme di sicurezza stabilite dal “testo Unico Sulla Scurezza” ;

  • IL CAPITOLO SULL’INCLUSIONE SOCIALE E DEL LAVORO, si limita ad evidenziare la necessità dello sviluppo degli asili nido... e la necessità di stabilire “un codice etico” per il lavoro a domicilio denominato “smart working” ma probabilmente i 17 esperti della TASK FORCE, non sanno che in Italia c’è una legge n. 30 chiamata “Biagi”, che da la possibilità di svolgere ben 45 possibilità di lavori precari, flessibili, frantumati, in appalto, subappalto, false cooperative, partite Iva, ecc...e con una vecchia disoccupazione giovanile intorno al 33% ed una nuova grave disoccupazione che si creerà a seguito della pandemia da Covid.19 con risvolti che potrebbero essere drammatici... o forse lo sanno ed è proprio per quello che non vogliono cambiare nulla, ma continuare a togliere diritti e diminuire “il costo del lavoro per unità di prodotto” e non provano nemmeno alcuna vergogna e ripropone anche la proroga dei contratti a tempo determinato; la deresponsabilità penale e civile del datore di lavoro, nel caso i suoi operai si infettino in fabbrica di Covid.

  • CAPITOLO SUL FISCO E SULL’EVASIONE FISCALE, si limita a chiedere lo spostamento delle rate di acconto delle imposte sul reddito delle imprese, ad incentivi a settore privato “per spingerlo ad innovarsi”, ai sussidi, ai condoni fiscali, e alla riduzione delle tasse (magari con la flat tax) per le imprese ed i ricchi (sic).

Ora seguendo l’impostazione e le proposte del documento... verrebbe anche da pensare che la qualità della Task Force, non arrivava al punto di capire cosa sta succedendo in Italia con :

  • la distruzione dello stato sociale (sanità, scuola, pensioni, ) con i 37 miliardi d tagli alla sanità pubblica avvenuta negli ultimi 10 anni che si è manifestata anche con gli oltre 34.000 morti tra i colpiti dal coronavirus;

  • una qualità dello sviluppo da modificare perché inquinatore e distruttivo dell’ambiente, dove basta uno scroscio d’acqua per fare crollare ponti e tracimare fiumi;

  • dove oltre 8 milioni di lavoratori messi in cassa integrazione ordinaria, speciale ed in deroga, con una riduzione media dei salari del 25%,

  • dove vi sono già oltre 500.000 occupati in meno nei mesi tra febbraio ed aprile... ma in prospettiva potrebbero aumentare di gran lunga ;

  • un pesante ’impatto sull’economia informale... quella non regolamentata, precaria e flessibile, temporanea...quella dei caporali che tengono schiavi i braccianti... e quasi tutte queste fasce di lavoratori subiscono danni ingenti per incapacità di produrre reddito e per essi nessuna sicurezza, nessun futuro, niente cibo;

  • Infine ci sono centinai di migliaia di migranti, che avendo perso il lavoro sono tornati ai margini non riuscendo nemmeno a ripartire per il proprio Paese di origine.

Ora Conte riunisce gli stati generali dell’economia ma per fare cosa?

IL GOVERNO PUO SEGUIRE LA LINEA del ragionamento fatto nel documento da Colao & C.... quello di stabilire la centralità dell’impresa con lo Stato che deve essere un semplice esecutore delle richieste padronali... OPPURE ADARE VERSO UNA SVOLTA REALE PROPONENDO AI VARI SOGGETTI (STATI GENERALI ECONOMIA) UN PROGRAMMA CHE DOVREBBE ALMENO STABILRE QUESTE COSE:

  • indirizzare BUONA PARTE delle risorse EU, per riprogrammare e ricostruire tutta la sanità pubblica a livello di presenza nei territori, di siti ospedalieri riaprendo anche quelli chiusi, di personale sanitario specializzato ed infermieristico, di attrezzature, di ricerca ;

  • Stabilire programmi di intervento per ricostruire una scuola ed una ricerca efficiente in grado di fronteggiare la nuova realtà anche attraverso di nuovi siti scolastici e personale adeguato anche e soprattutto a fronteggiare i bisogni dei ceti studenti più deboli, portatori di handicap ;

  • definire ingenti risorse in funzione del risanamento dei territori, bonificare e convertire le fabbriche in senso ecologico, a partire da quelle che producono armi, per fare nascere una economica compatibile con l’ambiente, ridurre gli orari di lavoro a parità di salario per salvare l’occupazione con lo Stato che deve riacquisire un ruolo di intervento già previsto dalla nostra Costituzione;

  • pretendere un intervento legislativo che cancelli le leggi sul precariato come la legge n. 30 (Biagi) ed il JOBS ACT (Renzi), un salario minimo di riferimento dignitoso per tutti i lavoratori, un incremento sostanziale delle pensioni medie e basse, ed un intervento legislativo che riduca l’orario di lavoro a parità di salario.

Dubito che tutto ciò si realizzerà senza un movimento di lotta adeguato nelle fabbriche, nei territori, nelle scuole e generale... che allo stato attuale non vedo... mentre il sindacato continua nel suo letargo.... ma credo che presto inizierà il risveglio della classe operaia a partire dalla ex ILVA

Umberto Franchi

Lucca, 10 giugno 2020

 


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