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L'appello degli scienziati per fermare la diffusione del Covid PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Domenica 25 Ottobre 2020 08:07

100 scienziati fanno appello all’art.32 della costituzione come diritto inviolabile alla salute e si rivolgono al presidente della repubblica ed a conte, per chiedere nei prossimi 2 massimo 3 giorni, misure drastiche per fermare la diffusione dei contagi da covid.

Oggi 23 ottobre 2020 , siamo a circa 20.000 contagiati al giorno con circa 100 morti, ma secondo gli scienziati se non si ferma , nelle prossime settimane ci saranno 500 morti al giorno .

Il governatore della Campania De Luca chiede al governo un nuovo lockdown in tutta Italia

E’ oramai evidente che gli aggiustamenti delle misure prese in tormentate riunioni notturne del Governo per controllare la tanto annunciata seconda ondata, attraverso i due DPCM ,con lo spostamento di un’ora della chiusura dei locali, con la delega alle Regioni per un coprifuoco per ore notturne quando la stragrande maggioranza della popolazione dorme, con la possibilità dei sindaci di chiudere alcune piazze, è solo “aria fritta”... da nord a sud, l’impatto sulla diffusione dei contagi, mettano in grande allarme, per la saturazione dei posti letto e delle terapie intensive degli ospedali e sulla carenza più drammatica e senza risposte di personale medico ed infermieristico obbligati a fare anche 12 ore giornaliere per cercare di gestire la situazione.

Lo scenario politico di governo oggi mi sembra molto confuso , ma esso a partire da giugno ha operato per l’ingresso nella fase 2 della pandemia, all’insegna del primato dell’economia, con un governo che incalzato dalla Confindustria di Bonomi, segna un ritorno alla drammatica normalità del sistema economico e sociale esistente prima della pandemia da covid .

In altre parole ha operato per non perdere i flussi turistici estivi, ed intercettare ogni segnale di ripresa, allargando molte maglie sulla sicurezza perdendo di fatto , il vantaggio che faticosamente aveva accumulato nei duri mesi di confinamento.

L’estate è trascorsa come una “bomba libera per tutti” , con poche regole da rispettare ... ma soprattutto senza procedere alla costruzione di una sanità in grado di prevenire il Covid e curare gli ammalati nei territori. Una sanità che sui “tamponi” non è in grado di garantire rimedi tecnici ed organizzativi attraverso laboratori di analisi ed il personale necessario, mentre si possano fare a pagamento, con prezzi variabili , in strutture private ...e poco è stato fatto per la ricostruzione del sistema sanitario a tutti i livelli investendo risorse adeguate !

Inoltre ,per l’autunno niente è stato fatto sul trasporto pubblico (il vero buco nero, perché da anni sotto i livelli minimi di decenza), stabilendo la capienza massima all’80% che è un modo per infettare.... e niente di fatto sulle risorse aggiuntive per una scuola già in ginocchio.

Così oggi, le continue esternazioni di Conte sulla necessità di non riproporre il lockdown già conosciuto a marzo, sembra più dettato dagli interessi economici dei “poteri forti” che hanno ripreso il comando, che dagli interessi generali della popolazione.

In questi mesi trascorsi , ma anche oggi , si sente la mancanza di una sinistra ed anche di un sindacato, capace di proporre un piano emergenziale, con il coinvolgimento dei cittadini e se necessario, la lotta dei lavoratori... così la popolazione è condannata ad essere spettatrice impotente .

Forse non siamo ancora alla Caporetto. Ma non sappiamo quanto durerà la “confusione” e il palleggio di responsabilità con effetti sempre più deleteri sulla vita e sulla salute .

Credo che non si possa andare avanti scaricando tutto sulle regioni,( e su questo ha ragione De Luca) . Se c’è una cosa che la pandemia ha insegnato all’Italia, è che dobbiamo drasticamente rivedere l’autonomia locale in fatto di sanità. (altro che autonomia differenziata delle regioni).

..Oggi il governo attende... ma credo che sappia bene, che a causa “del fallimento” per le cose non fatte, la strada diventa obbligata ... e quanto più attende e più la chiusura , dovrà essere lunga, perché la curva del Covid scenda.

Occorre fare prevalere la ragione ... il governo non deve aspettare che la curva dei morti salga fini a 500 come ipotizzato nell’appello dei 100 scienziati.

Umberto Franchi

Lucca, 23 ottobre 2020

 


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