Home Politica - Democrazia Politica Una lunga storia dagli anni 70 al Recovery Found: le conquiste e le sconfitte della lotta di classe a partire dagli anni 70. Il cosa fare
Una lunga storia dagli anni 70 al Recovery Found: le conquiste e le sconfitte della lotta di classe a partire dagli anni 70. Il cosa fare PDF Stampa E-mail
Scritto da Umberto Franchi   
Mercoledì 02 Dicembre 2020 16:41

Con le lotte degli anni 70, dei lavoratori e degli studenti , i governi vennero obbligati a fare leggi per:

  • i diritti di chi lavora con lo statuto dei lavoratori,

  • il diritto allo studio con la scuola pubblica, le 150 ore per gli operai che volevano continuare a studiare,

  • il diritto alla sanità pubblica universale per tutti,

  • i diritti delle lavoratrici madri e la parità uomo/donna,

  • il diritto alla pensione dignitosa dopo 35 anni di lavoro,

  • il diritto al divorzio ed all’aborto.

Con le lotte, nelle fabbriche , si contrattava ed otteneva tutto:

  • gli incrementi dei salari, le professionalità,

  • la riduzione dell'orario di lavoro da 48 a 40 ore settimanali pagate 48,

  • l'abolizione di ogni lavoro precario , perfino dell'apprendistato (esisteva solo nelle aziende artigiane),

  • la durata delle ferie che passavano da una settimana ad in mese l'anno,

  • il pagamento al 100% di tutti i giorni di malattia fino a 6 mesi l'anno,

  • gli organici necessari in ogni linea di lavoro,

  • la tutela della salute con la prevenzione e sicurezza,

  • la qualità e quantità degli investimenti e le ricadute sull’occupazione,

  • i carichi , i ritmi di lavoro e le pause necessarie,

  • perfino gli oneri sociali per costruire asili, mense, scuole;

I lavoratori uscivano dal buio , non erano più oggetti, merce, ma avevano alzato la testa ed erano divenuti soggetti attivi, in grado di gestire le aziende …

I Consigli di Fabbrica , promuovevano conferenze di produzione Per sviluppare novi prodotti e riconvertire le produzioni inquinanti, tossiche e di armi, per decidere il come ed il per cosa era necessario lavorare ;

Nelle piazze, davanti a cancelli, nelle officine si urlava : ed ora ed ora potere a chi lavora ! reclamando la gestione politica di governo del Paese ,

La risposta delle forze borghesi economiche e politiche, del capitalismo:

ma la risposta del potere economico, quello politico capitalista delle lobby , delle logge P2,di politici al governo che facevano il doppio gioco, dei servizi segreti dello Stato Italiano e della CIA, non si fece attendere , adoperò l’arma delle ristrutturazione aziendali, delle chiusure delle fabbriche , la dislocazione di aziende, assieme alle stragi di massa di popolazione inerme.

Credo però la borghesia , i “poteri forti” , non sarebbero passati, se i “capi politici e sindacali” , al partire dalla marcia dei “40 mila” colletti bianchi alla Fiat nell’ottobre del 1980, non si fossero spaventati arretrando e divenendo di fatto complici, cedendo poteri, diritti, salari… in cambio del niente .

DOPO LA SCONFITTA ALLA FIAT INIZIO’ UN’ALTRA STORIA .

Per oltre 30 anni stampa TV, economisti ben pagati, politici di destra (anche quelli che si consideravano di sinistra) hanno detto:

  • i sindacati hanno troppo potere, i lavoratori sono dei privilegiati, i pensionati rubano il futuro ai giovani andando in pensione troppo presto, la sanità pubblica è insostenibile costa troppo allo stato, gli ammortizzatori sociali alimentano il parassitismo dei disoccupati, lo stato non deve gestire le imprese e le aziende pubbliche e i beni pubblici vanno privatizzati, ecc…;

  • Questo continuo lungo martellamento ideologico, effettuato da un vasto ceto di propagandisti ad iniziare dalla Confindustria, economisti ben pagati, mass-media, assieme alle forze politiche di centro-destra e di centro-sinistra, è servito per fare delle “riforme” che in realtà sono state controriforme , mettendo al centro la validità del “libero mercato” nella globalizzazione mondiale, fino a costruire un regime fondato sul liberismo , spostando immense ricchezze dai ceto medio bassi ai ceti più ricchi, con il 10% di popolazione che detiene il 55% di tutta la ricchezza presente nel nostro Paese;

Cosi oggi che la classe operai degli anni 70 è stata sconfitta ed abbiamo:

  • I vari governi succedutisi in questi ultimi quaranta anni si sono piegati ai voleri del liberismo sfrenato e del Dio mercato, riducendo i salari reali, , allungato gli orari di lavoro e l’età pensionabile, precarizzato il lavoro, smantellato storici diritti sociali, eliminato la scala mobile, azzerato il sistema retributivo delle pensioni e ridotto il valore reale delle stesse, privatizzato gran parte dell’apparato industriale, accettato l’avvento dell’euro come moneta unica perdendo completamente ogni forma di sovranità monetaria, realizzando tutte le politiche di austerità imposte dall'Unione Europea. Le conseguenze sono state: licenziamenti, aumento della povertà e delle differenze sociali ( ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri ), calo dell’occupazione, peggioramento delle condizioni di lavoro con aumento anche degli infortuni mortali, deterioramento dell’ambiente e del territorio, Pandemia da covid distruttiva .

  • Le aziende pubbliche dello stato, i beni pubblici e servizi, che sono stati svenduti a grandi capitalisti privatizzandole, con grave danno per i cittadini che devono pagare di più per ottenere servizi peggiori come nelle ferrovie , luce, gas, acqua, ecc…;

  • Una sanità che è stata in gran parte privatizzata a favore delle cliniche private e quello che è rimasto non è funzionale al bene fondamentale della cura e prevenzione della salute , ma del profitto tanto che negli ospedali le morti dei pazienti per Covid 19, al 90% dipendono dalle disfunzioni ed insufficienze della sanità pubblica e privata perché i tagli degli organici medici ed infermieri, la medicina di prevenzione e cura nei territori che è stata tagliata e gli ospedali sono diventati aziende che devono fare profitti, e si chiamano ASL (Aziende Sanitarie Locali) e non più USL (Unità Sanitarie Locali) con immense danni sulle fasce più popolari subordinate;

  • La maggioranza delle pensioni sono di fame ed i lavoratori sono costretti ad andare in pensioni ad oltre 67 anni, contemporaneamente è aumentata la disoccupazione con quella giovanile al 40%;

  • I morti sul lavoro ogni anno sono oltre 1.000 , ai quali si aggiungono i medici e infermieri morti sul lavoro per mancanza Coronavirus ,ciò a causa della di una organizzazione del lavoro aziendale finalizzata alla ricerca del massimo sfruttamento dell’uomo senza dispositivi di prevenzione e tutela, e senza investimenti adeguati in merito alla formazione, informazione, addestramento dei lavoratori e per la mancanza di investimenti tecnologici sugli impianti al fine di prevenire possibili incidenti;

  • Il lavoro è stato frantumato, delocalizzato, precarizzato, flessibilizzato , con gravi ricadute sulla qualità del lavoro, dei prodotti, e della vita di chi ha un lavoro ed ancora peggio per chi lo ha perso , nelle aziende assistiamo a lavoratori che fanno svolgano le stesse mansioni ma con una parte di lavoratori senza tutele e salari di “merda” diversi ;

  • I diritti dei lavoratori sono stati distrutti fino alla cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, dando la possibilità ai datori di lavoro di poter licenziare senza un giusto motivo (anche se uno fa sciopero o si ammala) o per motivi economici che l’azienda non è tenuta a giustificare;

  • I salari sono tra i più bassi in Europa ,spesso non viene nemmeno più dato un salario ma elemosine agli stagisti e molti lavoratori sono pagati persino con buoni (voucher) . A causa di ciò siamo in deflazione , con la maggioranza delle piccole imprese che sono in crisi a causa del calo dei consumi e di conseguenza della mancanza di commesse.

Ma in questo contesto il sindacato cosa fa ? Cosa è diventato ?

  • Il potere di contrattazione dei sindacati è stato limitato, gli scioperi sono diventati molto rari... i sindacati nella nuova realtà sociale, fanno assistenza e non contrattazione ... gestiscono le ricadute negative sui lavoratori delle scelte fatte dalle imprese e dai governi... e l'aver fatto uno sciopero finto di 4 ore contro la riforma pensionistica di Fornero e nessun sciopero contro l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori è una vergogna ! .

  • Credo che anche con Landini Segretario CGIL (che era una speranza per molti ) di fatto, i sindacati unitariamente sono diventati funzionali alle imprese ed ai governi , con i gruppi dirigenti che anziché contrattare gestiscono assieme alla Confindustria ed ai Governi in termini assistenziali, le ricadute negative sui lavoratori delle scelte fatte da Confindustria e dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi 30 anni. Spesso cogestendo con le imprese le scelte le loro scelte tramite gli Enti Bilaterali.

LE IMPRESE COSA FANNO ?

  • Oggi, i datori di lavoro sanno che il potere di contrattazione sindacale è stato indebolito soprattutto dalla mancanza dei diritti ritornando alla realtà esistente in Italia prima del 68 e delle lotte degli anni 70 del secolo scorso... che la disoccupazione è di massa... quindi le imprese anziché effettuare investimenti innovativi “alti” di processo e di prodotto , preferiscono continuare a ridurre il osto del lavoro , perché sanno che oggi possono dire al lavoratore: lavora in condizioni di non sicurezza, anche se sei ammalato, non scioperare, ed accetta i voucher, altrimenti li c’è il cancello e te ne vai tanto posso sostituirti con una lunga fila di disoccupati ... ed investono i loro profitti in attività finanziarie speculative.

IN QUESTO CONTESTO, OGGI SI PARLA DI COME SPENDERE I SOLDI DEL RECOVERY FUND ?

Il governo non ha ancora deciso come spendere i soldi 209 miliardi che sono stati pattuiti per l’Italia dalla UE... ma VEDO che non c’è una spinta necessaria sul governo dal basso e dalle organizzazioni sindacali e politiche di sinistra, sulle cose essenziali da fare... per cui temo che gran parte di essi andranno ancora una volta a favore delle imprese come chiede Bonomi, senza un PROGETTO di sviluppo economico , sociale e ambientale ben definito in alternativa al modello esistente e la realtà continuerà ad essere come e peggiore di prima della pandemia.

A mio parere oggi la questione centrale è quella del il rilancio di un progetto di società alternativo a quello fondato sul mero profitto per cui sarebbe necessario puntare alla definizioni di alcune questioni centrali.

ECCO IL PIANO CHE SERVEREBBE OGGI ALL’ITALIA :

  • Azioni di giustizia sociale per un sistema pensionistico di progresso ed un amento dell’occupazione basato su un nuovo patto generazionale;

  • separazione dell’assistenza ( che non deve più essere a carico dell’INPS ),dalla previdenza;

  • effettiva abolizione della controriforma Monti-Fornero e calcolo che rapporti la pensione all’80% delle retribuzioni medie degli ultimi tre anni;

  • età pensionabile massima a 60 anni o 35 di contributi, prevedendo ulteriori abbassamenti per le donne e per i lavori usuranti ( solo così , in particolare nel settore della pubblica amministrazione, nella sanità , nella scuola ed in altri settori strategici si possono liberare energie e spazi per garantire nuova e buona occupazione ;

  • reale recupero ed un forte aumento del potere d’acquisto delle pensioni almeno pari al30%;

  • una forte riduzione fiscale pari almeno al 50% delle attuali trattenute e una rivalutazione semestrale del 100% in rapporto all’andamento reale del costo della vita ;

  • estensione della quattordicesima mensilità alle pensioni basse e medio basse almeno fino ai tremila euro lordi;

  • drastica riduzione degli orari di lavoro a 32 ORE SETTIMANALI a parità di salario;

  • Ripristino della legge 833 del 78 per un sistema sanitario pubblico gratuito per la tutela e prevenzione della salute fisica e psichica universale (di tutte le persone) ;

  • forme di presalario tale da poter sostenere il costo dei trasporti, dei libri, della mensa e dell’alloggio per i giovani studenti universitari o in cerca di occupazione o con occupazione saltuaria o precaria per un certo numero di anni;

  • scuole e Università gratis per i giovani i cui redditi familiari siano inferiori a 75.000 euro;

  • progetti di lavoro a cura degli Enti locali da rendere subito esecutivi per ridurre drasticamente la disoccupazione di giovani ed anziani con particolare riferimento alla riqualificazione delle periferie urbane, al riassetto idrogeologico del territorio, alle bonifiche ambientali, al riuso collettivo a fini socio-ecologici delle numerose aree confiscate da decenni a scopi militari e di guerra da potenze straniere ( basi militari USA e Nato ), ormai senza più alcuna giustificazione;

  • convertire in termini ecologici il sistema economico produttivo... ciò significa modificare profondamente i processi produttivi, quelli dell'organizzazione del lavoro, quelli dei consumi... dei modi di vivere... culture... mettendo in discussione interessi, profitti e poteri consolidati nel tempo..; ma per fare ciò è necessario che lo Stato diventi anche imprenditore almeno ripubblicizzando le aziende più importanti che sono state privatizzate;

Credo che per poter avere successo sulle questioni sopra riportate , stabilendo scelte di politiche economiche agricole/industriali alternative a quelle fondate sulla centralità del profitto e ponendo al centro gli interessi collettivi delle Persone... non basta che qualcuno li proponga ma è necessario (come negli anni 70) rimettere in discussione gli attuali rapporti di forza e rilanciare una impostazione conflittuale nelle aziende, nei territori, ed a livello generale...

Bisogna riprendere in mano il nostro destino. Per questo occorre di nuovo tornare alla mobilitazione vera, reale, profonda, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle Università, nelle città e nelle campagne, nei quartieri, nelle strade, nelle piazze, inventando nuove forme di azione, di lotta, di mobilitazione.

Non vedo niente di positivo all’orizzonte, ma non ci sono scorciatoie o illusioni attendiste ... bisogna che chi è cosciente della realtà che viviamo lavori per riconquistare i rapporti di forza ed allora sarà anche possibile anche fare la rivoluzione sociale, politica, culturale necessaria... altrimenti tutto non resterà come prima ma peggio di prima .

Umberto Franchi

Lucca, 01/12/2020

 



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