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Le parole colonizzate PDF Stampa E-mail
Scritto da Enio Minervini   
Domenica 21 Febbraio 2021 18:06

Una riflessione stimolata dalla bolla social-mediatica. Giorgia Meloni nel discorso alla Camera per la fiducia a Draghi, cita Bertolt Brecht della celebre frase “mi sono seduto dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati”.

Difficile immaginare una distanza maggiore tra il pensiero di Bertolt Brecht e la proposta politica di Giorgia Meloni.

Ed allora la mia bolla si consola sghignazzando su quanto è ignorante Giorgia Meloni, sul fatto che non sa che Brecht era marxista (peraltro meravigliosamente anti-dottrinario), sul “chissà per chi lo ha scambiato” e così via...

Confesso di non condividere gli sghignazzi e di essere in realtà molto triste e preoccupato.

Innanzitutto comprendo che Giorgia Meloni ha compreso la potenza evocativa di un elogio dell'opposizione. Molti di quelli che (giustamente, per carità) la disprezzano, sono ancora fermi al meno peggio, al voto utile, all'affollamento dei posti occupati o, magari chissà, da poter occupare in ogni santa alleanza pre o post elettorale.

Facendo un passo avanti comprendo che non è la prima volta che la destra, anche quella più feroce e disgustosa, si appropria, stravolgendone il contenuto, di parole, immagini, icone, evocazioni e simboli che un tempo erano della sinistra rivoluzionaria, antagonista, non compatibile con il sistema dominante.

Dobbiamo sghignazzare anche di questo o possiamo provare a comprendere che si tratta di un'occupazione coloniale di spazi concettuali nostri? Una battaglia che stiamo perdendo in cui il nemico occupa posizioni che non siano in grado di difendere.

Pensavamo davvero di poter abbandonare il Che, Lenin, Rosa Luxemburg, Marx e altri rivoluzionari, provando, almeno alla lontana, di somigliare al loro impegno e alla loro coerenza, per abbracciare Prodi, Veltroni, Civati o Vendola? E pensare che nessuno avrebbe occupato quello spazio?

E ci stupiamo se una destra che acquista ogni giorno egemonia, fagocita le nostre parole e le digerisce come meglio crede?

E se a qualcuno questo discorso così impregnato del simbolico sembrasse eccessivamente astratto, occorrerà ricordare che in termini di rappresentanza materiale la situazione è ancora peggiore.

Perché diciamoci la verità, se quello che sostengo dal punto di vista dell'abbandono simbolico è vero, non è meno vero che l'abbandono degli interessi materiali degli sfruttati sotto ogni forma è ancora più drammatico.

Quante volte ci troviamo ad interloquire con persone che si dicono di sinistra ma nel valutare un governo non si pongono le domande più elementari che diano un senso alla parola “sinistra”? Quante volte qualcuno si dimentica di guardare materialisticamente al peggioramento della distribuzione del reddito tra profitti, rendite e retribuzioni del lavoro con le politiche di tutti i governi incessantemente ormai da 40 anni?

Quante volte ci dimentichiamo del soffocamento delle condizioni materiali delle persone con le politiche di centrosinistra su precarietà del lavoro, eliminazione dei meccanismi di protezione dal costo della vita, politiche fiscali a vantaggio dei redditi da impresa, allungamento della vita lavorativa e taglio alle pensioni, peggioramento dei servizi e dei beni comuni a vantaggio del privato, con una particolare feroce pressione nei confronti delle donne?

Questo peggioramento delle condizioni materiali ha rafforzato un immaginario per cui la politica, l'impegno per la polis, siano una cosa sola con queste specifiche politiche antipopolari. Per la sinistra non c'è altro spazio che non sia l'impegno per l'abolizione dello stato di cose presenti, per citare Marx prima che lo faccia ancora Giorgia Meloni.

La destra ha altri spazi, altri strumenti, altra visibilità. Può usare Draghi, Conte, Renzi, Berlusconi, Prodi, Monti, Salvini, Meloni… E Meloni può stravolgere il senso dei simboli, per devastare il campo nemico, tanto potrà sempre tornare nei ranghi quando i suoi padroni lo richiederanno, quando servirà per i suoi ed i loro interessi.

In tutto questo non mi sarei stupito se Draghi avesse affidato a Fratoianni il Ministero della carota a sinistra. Il MiDeCaSi, non vi sembra che sarebbe suonato benissimo? A lui sarebbe piaciuto, come a Vendola piacque squittire di simpatia a Taranto per il criminale Riva e per i suoi sgherri.

Ed allora riprendiamoci le parole e con le parole i simboli e poi i concetti, i pensieri, la proposta, i programmi, le politiche e gli strumenti di analisi e infine lo sguardo all'orizzonte.

Nel pieno di una pandemia qualcuno ci racconta il bisogno di un ritorno alla normalità che non esisterà più in ogni caso. Ma tocca a noi pronunciare con forza le parole che ricordano che è stata quella normalità precedente a portarci in questa tragedia.

Diciamolo con convinzione che i moderati, il grande centro che comprende tutti da Fratoianni a Giorgia Meloni, passando per tutti quelli che stanno in mezzo e con Draghi che sta sopra a tutti, sono quelli che vogliono proseguire all'infinito questa tragedia.

E riprendiamoci quel posto dalla parte del torto, ché anche quello vogliono occupare.

 



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