Home Questioni sociali Povertà Zingari: lettera aperta al Sindaco di Massa (Anna Pucci)
Zingari: lettera aperta al Sindaco di Massa (Anna Pucci) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 06 Agosto 2009 13:06
Ci aspettiamo parole chiare e forti da parte del sindaco Roberto Pucci, dell'intera giunta e della maggioranza di centrosinistra tutta in merito alle modalità di azione, all'ideologia e al linguaggio con cui settori di questa amministrazione stanno intervenendo sulle persone nomadi e migranti, rappresentando ai loro occhi la nostra città con un volto paramilitare e rambesco.

Crediamo, e chiediamo atti concreti a dimostrazione di questo, che al patrimonio politico e culturale del centro sinistra e di una società democratica in generale appartengano i valori irrinunciabili dei diritti, della solidarietà e dell'accoglienza. Crediamo che quando una amministrazione di centrosinistra si trova a dover affrontare come "problemi" la presenza di migranti e di nomadi, non possa comunque mai permettersi di dimenticare che davanti a tutti noi ci sono esseri umani, persone in carne e sangue, con la loro dignità, i loro vissuti, la loro vulnerabilità e, soprattutto, la loro povertà, che non è punizione divina per una diversità colpevole e vergognosa ma frutto di una organizzazione economica e sociale, mondiale e locale, disumana e questa sì vergognosa. Crediamo che gli esseri umani debbano essere trattati dagli altri esseri umani sempre e comunque con rispetto, avendo chiaro che la legge democratica e chi dica di essere chiamato ad applicarla non può colpire nessuno per ciò che è (minoranza, diverso, straniero, povero...).


Non accettiamo di essere rappresentati di fronte a questi ultimi della terra, a questi "invisibili", da chiunque ritenga di potersi fare vanto di "aver respinto L'ATTACCO" di famiglie nomadi (bambini, anziani, donne e uomini) la cui colpa capitale è stata il "tentare di insediarsi allo stadio e al cimitero di Turano". Lo ha fatto, invece, il comandante della nostra polizia municipale, assunto per chiamata diretta da questa amministrazione, nell'intervista rilasciata il 5 agosto a Il Tirreno, dopo aver già enunciato il suo programma nell'intervista rilasciata il 7 luglio a La Nazione in cui rivendicò la "missione" di "riprendere il controllo del territorio" attraverso l'impiego a mò di "esercito" (definizione testuale) dei vigili urbani. Testimonianze di questi giorni riferiscono di blitz sulle nostre spiagge a suon di muscoli e testosterone, contro esseri umani umiliati e offesi ben oltre la necessità di stabilire se e quale clamoroso pericolo la loro presenza comporti per le nostre vite opulente e indifferenti.

Fuori da ogni retorica, esiste in città una tanga che riporta la motivazione del conferimento della Medaglia d'Oro al Merito Civile al nostro Comune: "Città strategicamente importante, situata sulla Linea Gotica fu oggetto di atroci rappresaglie e rastrellamenti e di devastanti bombardamenti che causarono la morte di centinaia di concittadini e la quasi totale distruzione dell'abitato. La popolazione, costretta all'evacuazione, dovette trovare rifugio sulle montagne e suoi paesi vicini, tra stenti e dure sofferenze. Partecipava generosamente alla guerra partigiana e con dignità e coraggio affrontava, col ritorno della pace, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale". Ciò che sta accadendo sulle nostre spiagge, nelle nostre periferie, nel nostro tessuto sociale ad opera anche di settori di questa amministrazione costringe a considerare listata a lutto quella targa, poiché gli "stenti e le dure sofferenze" della nostra popolazione di allora sono gli stenti e le sofferenze della popolazione migrante e nomade di oggi. Ci chiediamo se meritino simili oltraggi la "dignità e il coraggio" con cui tanti esseri umani hanno affrontato allora "la difficile opera di ricostruzione morale e materiale", un'opera che deve continuare oggi e sempre perché i problemi sociali non siano ridotti a problemi di ordine pubblico e perché le bandiere della sicurezza e della legalità non diventino lance con cui trapassare il cuore di chi è vittima delle "atroci rappresaglie e rastrellamenti" della società contemporanea, dove discriminazione, disuguaglianza, razzismo e xenofobia sono veleni che sembrano entrati in circolo anche nelle vene del centrosinistra.

Chiudiamo invitando l'amministrazione a sostituire il manualetto del vendicatore che evidentemente ispira certi abnormi comportamenti con altre letture, non particolarmente difficili. Ad esempio, quelle tutt'altro che comuniste del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il cui segretario, arcivescovo Agostino Marchetto, è intervenuto spesso per ricordare che "per poter parlare di un’autentica accoglienza, intesa anche in termini di integrazione e di incontro di culture è necessario un grande cambiamento di mentalità, anche in ambito civile. Accoglienza richiede appunto la considerazione dell’identità e dignità dell’altro, e conseguente impegno per garantirgli una vita dignitosa e il rispetto dei diritti fondamentali. Purtroppo, molto spesso ancora nei nostri rapporti con gli zingari, ci lasciamo guidare da pregiudizi e preconcetti nei loro confronti". Marchetto ha lanciato un appello agli Stati di tutto il mondo, che noi giriamo a questa amministrazione, affinchè adottino "una normativa che veramente tuteli i diritti delle popolazioni zingare e le protegga dalla discriminazione, dal razzismo ed emarginazione". Ha invitato inoltre un invito "ad un dialogo aperto e costruttivo con le rappresentanze zingare", ad investire sui giovani (quei bambini cacciati insieme alle loro famiglie perché "hanno tenttao di insediarsi allo stadio e al cimitero di Turano") "offrendo loro opportunità di educazione e formazione professionale, di crescita e di sviluppo di quel grande potenziale umano e spirituale che portano in loro". Noi, con Marchetto, vogliamo "denunciare e sanare le situazioni di svantaggio e discriminazione che oggettivamente gravano su di loro" e a questa amministrazione, sempre citando monsignor Marchetto, chiediamo di offrire agli zingari, e ad ogni migrante, "occasione per esprimere le proprie attese e necessità per favorire un’autentica integrazione (che non è assimilazione) e una maggiore partecipazione nei progetti e nelle decisioni e attività che li riguardano".

Anna Pucci

Hanno sottoscritto la lettera:
Gino Buratti
Ivonne Tonarelli
 


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