Pensioni: continua il furto di stato Stampa
Scritto da Umberto Franchi   
Giovedì 26 Ottobre 2017 10:53

Nel 2015. l a Consulta della corte Costituzionale stabilì l’incostituzionalità della legge Fornero con la quale venivano bloccate le rivalutazioni delle pensioni in base al costo della vita, per tutte le pensioni superiore ai 1.400 euro lordi mensili.

Ci fu allora un decreto del governo Renzi chiamato “Bonus Poletti” , con il quale ai pensionati con pensioni superiori a 1400 euro mensili fino ad un massimo di 3000 euro veniva fatto un rimborso forfettario tra il 5% ed il 10% di quanto avevano perso tra.

M visto che il problema non era stato per niente risolto e che dal 2012 ad oggi chi ha una pensione di 1400 euro avrebbe dovuto incrementarla di circa 100 euro al mese ed invece non ha preso niente… Le Organizzazioni Sindacali avevano presentato alla ai giudici della Consulta Costituzionale un nuovo ricorso al fine di fare riconoscere i diritti dei pensionati, chiedendo il rimborso di quanto a loro è dovuto.

Oggi c’è stata una nuova Sentenza della Consulta, la quale ha stabilito che il miserevole “Bonus Poletti” va bene perché c’è da salvaguardare le finanze dello Stato e rispettare l’Art. 81 sul pareggio di bilancio inserito nella Costituzione ! (sic) così dei circa 30 miliardi tolti ai pensionati , costoro si son visti rimborsare solo alcune centinaia di milioni… Un vero e proprio furto dello Stato !

Ma non Basta… In Italia negli ultimi 30 anni hanno "riformato" per ben 8 volte le pensioni... non c'è stato governo di destra o di sinistra che non abbia smontato mattone per mattone la struttura portante del sistema pensionistico conquistato con le lotte operaie e studentesche dell'autunno caldo del 1969. Il fine è stato quello di far sparire un diritto sancito dagli articoli 36 e 38 della Costituzione: chiudere il ciclo lavorativo della propria vita con dignità e serenità. Per questo fine si sono inventate bugie clamorose sul costo pensionistico più alto d'Europa, statistiche mistificanti, falsi buchi di bilancio dell'Inps, fondi privati e pubblici aperti o chiusi false illusioni sostenute da chi detiene il potere economico/finanziario e mediatico, ecc...

Soprattutto Hanno inventato anche un buco all’INPS , senza mai dire che il buco si è creato nel 2010 quando il governo Berlusconi di allora decise di fare confluire le pensioni del settore Pubblico ed amministrativo INPDAP, con quello dei lavoratori privati INPS. Ma nessuno dice che l’INPDAP aveva un buco di circa 50 miliardi dovuto al fatto che le aziende pubbliche ed amministrative dello Stato , non pagavano i contributi assicurativi dei propri lavoratori dipendenti . Soldi che doveva pagare lo Stato , o ripianare i debiti delle aziende pubbliche, e che invece hanno fatto pagare ai lavoratori privati dell’INPS con le riforme più infami prima di Dini, dopo Tremonti, Fornero

Oggi sappiamo che queste leggi anti-costuzionali (ultima quella Fornero), hanno portato la realtà pensionistica allo sfacelo dove le pensioni con il nuovo calcolo contributivo saranno di entità inferiori del 60 % rispetto al precedente calcolo retributivo, dove l'allungamento dell'età pensionabile è stata stabilita che a partire dal 2019 (tra due anni) a di 67 anni ed in prospettiva supererà i 70 anni di età.

Ora a loro signori del governo ed il presidente dell'INPS (Boeri) non basta questa vergogna. Essi evidentemente non ritengono le pensioni come un diritto costituzionale riguardante la retribuzione differita, ed hanno avuto il coraggio di togliere la perequazione semestrale con l'adeguamento al costo della vita, ma sicuramente dopo le prossime elezioni politiche prenderanno anche la decisione ancora più grave di abolire le pensioni di reversibilità concesse ai coniugi dei pensionati deceduti. Pensioni che sono finanziate dai contributi versati e che quindi il governo si appresterebbe ad operare un altro vero furto di Stato !

COSI’ oggi:

1) Le pensioni sono a stragrande maggioranza di fame e bloccate;

2) oggi per andare in pensione bloccata, servono 63,6 mesi e tra due anni 67 anni;

3) i giovani andranno in pensione con il sistema contributivo ed essendo tutti assunti con contratti precari andranno in pensione con meno di 500 euro mensili ed a 70 anni;

C'è da domandarsi : ma in che Paese viviamo? e dov’è il sindacato ? cosa aspetta a fare scendere nelle piazze i lavoratori ed i pensionati? Su una vera riforma delle pensioni che ristabilisca tutti i diritti dei lavoratori tra cui le pensioni dignitose legate alla perequazione del costo della vita, la pensione con 40 anni di contributi e l’80% del salario lordo percepito.

Umberto Franchi 25 ottobre 2017