Francia e Italia: CGIL svegliati ! Stampa
Scritto da Umberto Franchi   
Martedì 17 Dicembre 2019 20:29

In 300.000 alla manifestazione di Parigi indetta dalla CGT, contro la riforma delle pensioni voluta da Macron:

  • I lavoratori di tutte le categorie, i pensionati, i cittadini della Francia continuano a scioperare ed a manifestare contro la controriforma pensionistica annunciata dal Presidente della Francia Macron, che vorrebbe ridurre l’entità delle pensioni portando il calcolo del sistema pensionistico sulla base dei contributi versati in tutta la vita lavorativa e non più i base alla media migliore degli ultimi 5 anni di lavoro ... ed inoltre portare l’età pensionabile da 62 anni a 64 anni (sempre meno che in Italia);

  • Le ferrovie, i trasporti aerei e navali, l’energia elettrica, le fabbriche, le scuole, i tribunali, le amministrazioni pubbliche, la torre Eiffel, i negozi, ecc.... in Francia tutto è bloccato dagli scioperi generali ! Tutti i lavoratori ed i cittadini francesi sostengono che le pensioni non devono essere peggiorate ma vanno migliorate incrementandole

LO SCIOPERO GENERALE PROMOSSO DALLA CGT FRANCESE , NON DOVREBBE ESSERE UN ESEMPIO POSITIVO ANCHE PER LA CGIL ITALIANA ? CREDO PROPRIO DI SI...

A LUCCA IL 29 NOVEMBRE UN GRUPPO DI PENSIONATI RIBELLI , HANNO INDICATO ALLA CGIL QUALE DOVREBBE ESSERE LA STRADA DA SEGUIRE !

Per una vera riforma delle pensioni e' necessario che le OO.SS. ITALIANE, cambiano radicalmente le richieste blande su cui hanno fatto la manifestazione del 16 novembre u.s. e su questo un gruppo di pensionati iscritti alla CGIL di Lucca e Versilia , danno delle precise importanti indicazioni su cosa rivendicare. In Italia bisogna seguire l'esempio della Francia ma per fare una riforma delle pensioni che preveda:

  1. incremento del 15% di tutte le pensioni medie e basse per recuperare parte del potere d'acquisto eroso;

  2. la reintroduzione del sistema retributivo per garantire una pensione dignitosa ai giovani;

  3. abolizione legge Fornero con la possibilità di andare in pensione con 60 anni di età e 40 di contributi;

  4. alzare la cifra da 2.800 euro a 5.000 euro per avere diritto alla detrazione per il coniuge a carico;

  5. reclamare la divisione tra previdenza a carico dell'Inps e assistenza a carico dello Stato;

  6. obbligare le imprese pubbliche a pagare i contributi per i propri dipendenti o fare ripianare le perdite allo Stato senza creare il deficit dell'Inps…

E’ anche necessario che gli obbiettivi rivendicativi siano sostenuti DA SCIOPERI E LOTTE GENERALI VERE ! (come in Francia) non solo dai pensionati ma da altri blocchi sociali : Lavoratori, studenti, movimenti sociali, partiti, istituzioni, intellettuali… in sostanza costruire delle volontà collettive , che in senso Gramsciano diventino egemoniche nel Paese.

SVEGLIA CGIL !

Umberto Franchi

Lucca, 17 dicembre 2019