Il ruolo dello stato dopo la pandemia: una nuova liberazione Stampa
Scritto da Umberto Franchi   
Sabato 16 Maggio 2020 07:28

La crisi sanitaria, economica, sociale, innescata dalla Pandemia covid.19, vede il sistema di potere rappresentato in prima Persona Cordata Editoriale- Imprenditoriale che ha modificato gli assetti societari del Giornale Repubblica i direttori della “Stampa” e di “Repubblica” , nonché dalla nomina a capo della Confindustria di un finanziere di nome Bonomi , proveniente dalla “scuola dei Liberisti di Chicago”. Sta prendendo corpo una coalizione di grandi gruppi italiani politico/editoriali/industriali, che cerca di unirsi ai medi gruppi ed alla piccola borghesia della produzione e servizi, al fine di condizionare ai propri fini le politiche del Governo onde evitare il rischio che lo Stato da regolatore torni ad essere gestore diretto di settori fondamentali dell’economia e si vada a sostituire al mercato.

La classe economica/finanziaria dominante si serve dell’involucro Statale per affermare il dominio di classe a garanzia dei loro interessi. IL nodo fondamentale è proprio il come lo Stato interverrà nella seconda fase della crisi per le sue conseguenze economiche sociali, politiche ... cioè di il quale ( a sostegno di chi) intervento pubblico del governo e delle banche dovrà esserci e di come dovrà essere indirizzato.

Oggi I capitalisti, hanno bisogno dello Stato, sia come espressione della loro volontà generale, sia come strumento di controllo sulle classi lavorative e subordinate, per impedire che l’interesse generale del Popolo prevalga sull’interesse generale della classe dominante.

Siamo in presenza , ancora una volta, di un disegno dei “poteri forti” capitalisti, per svuotare lo Stato dei suoi poteri ed esercitare la loro influenza al fine di fargli fare quello che essi decidono .

Credo che in questo quadro va vista anche la nomina di Vittorio Colao a capo del coordinamento della Task Force per il rilancio della terza fase dello sviluppo ... di un personaggio ex amministratore delegato di Vodafone, che gestisce questa fase delicata ed importantissima per le sorti del nostro Paese.

Il come uscire dalla crisi , il ruolo dello Stato, della sua potenza, dei suoi poteri sarà decisivo per dare l’impronta nell’economia, per i piani di investimento in settori chiave, nel decidere ogni possibilità di conversione ecologica del sistema economico produttivo ... ma la qualità dell’intervento pubblico, per loro signori non dovrà essere diversa da quella voluta dal capitale privato, affinché non vi siano alternative e tutto ritorni come prima.

Credo però che la partita sia ancora aperta e le incognite sono ancora molte per tre motivi:

1) il tutto avverrà nell’ambito di una globalizzazione che dovrà misurarsi a livello di capacità di reazione internazionale, alla crisi pandemica ed alle sue ricadute in termini di scelte economiche e sociali, con la Contesa tra USA, Europa e Cina che si farà più agguerrita, per dare l’impronta al nuovo ciclo politico... ed è probabile che la Cina diventi il bersaglio oltre che di Trump anche di altri leader occidentali che vorranno sviare la rabbia e la delusione delle loro popolazioni . La Cina non è interessata a guidare il Mondo , ma vuole .assicurarsi che altre potenze non si azzardino a contrastarla nelle sue ambizioni con “La Via della Seta” e nel governo di 1,4 miliardi di persone;

2) c’è il ruolo dell’Europa, che si trova davanti ad un test Vitale, quello di riuscire a promuovere un coordinamento stretto unificante che superi i riflessi dei Trattati UE, ma che sembra molto difficile visto le posizioni corporative di vari stati nazionali a partire da quelli del Nord Europa . Oggi in Italia abbiamo bisogno di liquidità e non di prestiti che dopo vanno restituiti e a me sembra giusta la proposta dell’economista Galloni di stampare una moneta di Stato parallela all’Ero da immettere nell’economia reale per salvare l’economia, il lavoro, il sociale . Una proposta (stampare la moneta statale) che si inquadra in un diritto previsto dalla nostra Costituzione .

3) C’è l’incognita di come la crisi economica sfocerà in movimenti di protesta e di lotta proprio delle classi subordinate, e se esse riusciranno ad incidere in termini di svolta nelle scelte economiche e sociali che potrebbero essere epocali.

Non può risuccedere quello che è accaduto dopo la crisi economica del 2008, con la cancellazione di molti diritti del lavoro e civili, del tagli del welfare, dai tagli dei salari e pensioni, con la crescita della disoccupazione e del lavoro precario, perché è già stato raschiato “il fondo del barile”.

E’ vero , oggi la classe dei salariati e pensionati, ma anche parte della piccola borghesia e classi intermedie, vive una profonda incertezza e paura del domani, ed in questo contesto molte idee anche di coloro che pensano di essere di sinistra sono confuse ... Spesso siamo in presenza di una sorta di interclassismo , che viene identificata la realtà attraverso il 99% che si batte contro 1% … contro il grande capitale economico e finanziario… mentre la realtà è molto più stratificata ed in Italia vede il 10% della popolazione detenere il 55% della ricchezza … ma anche il restante 45% non viene redistribuito in termini egualitario… per cui occorre ritrovare l’autonomia di classe con il proletariato, con i salariati , con i ceti impoveriti … per sviluppare la lotta , per un progetto rivendicativo alternativo a quello delle classi borghesi sopra menzionate, ma anche per un governo diverso in lotta contro la borghesia, il capitalismo e le sue frazioni parassitarie .

Da oggi, nelle fabbriche, nelle scuole, nei territori, ed a livello generale, dobbiamo iniziare a fare crescere la consapevolezza sulle cause del disastro sanitario, con oltre 30.000 morti, del disastro sociale ed economico... La consapevolezza che la causa si chiama “Liberismo” . E’ nel nostro caso , serve una nuova liberazione come fu quella della Resistenza ... una liberazione dal pensiero ed dall’azione “neoliberista” che i “poteri forti” economici e finanziari, a partire dalla Confindustria di Bonomi cercano di ripristinare.

In questo quadro, come sostiene il grande giurista ed ex Giudice Costituzionale Paolo Maddalena, l’obiettivo più immediato da raggiungere è la ricostituzione del ruolo fondamentale dello Stato , con la ripubblicizzazione del “patrimonio pubblico” del Popolo, che governanti inetti e incapaci ed asserviti al capitalismo rampante, hanno svenduto e distribuito a singoli privati e multinazionali.

Umberto Franchi

Lucca, 11 maggio 2020