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Sappiamo riconoscere l’emergere di processi di segregazione nella società, e quanto essi vìolino diritti fondamentali dell’uomo e principi fondamentali della nostra Costituzione Repubblicana?

(Ital./Engl). Mia premessa: sicuramente il senso completo dell'estratto che ha ispirato le mie seguenti considerazioni può essere compreso solo nel contesto del respiro più grande dell'intera opera. In ogni caso, davvero mi chiedo cosa sia la vera salute integrale - individuale e di comunità - cosa sia invece un buon adattamento socio/relazionale/occupazionale, e quali standard siano i più accurati e attendibili per valutare queste dimensioni e altre associate. Molto più semplice (non per questo sempre veloce ed economico, ma qui si apre un altro grande capitolo) diagnosticare con accuratezza e attendibilità le varie malattie d'organo secondo la scienza medica, e pianificare una loro cura.

Ecco l’estratto dal libro “La Salute Mentale è Politica”, di Piero Cipriano*, che ha ispirato le mie considerazioni: “Per esempi, si accorcia il tempo del lutto. Il DSM- III (Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi mentali, ndr.) specifica che è normale provare tristezza per un lutto, per non più di un anno, dopodichè è depressione. Il DSM-IV scende a due mesi. Il DSM-V a due settimane. Dal 2013 il lutto scompare praticamente di scena: ci si può permettere due settimane di tristezza: non un giorno di più. Due settimane e tornare a lavoro. Se il dispiacere dura di più è depressione. Quindi farmaci, per mesi, per anni, per la vita. Così, anche se non lavorerai, il tuo contributo al profitto l’avrai dato, poiché anche inghiottire farmaci per tutta la vita è un lavoro. Di questo passo, nel DSM-6 si stabilirà che bastano due giorni per divenire depressi. Basta perdere tempo a piangere chi è morto. Ecco il motivo principale per la quale la depressione si è trasformata, da malattia rara, a pandemia.”

Cambio (parzialmente) discorso, ma non di tanto vista l’ormai indubbia patogenesi di molti disturbi mentali, anche gravi, correlata alla permanenza nei centri citati di seguito.

Già da un bel numero di anni i governi italiani continuano a segregare immigrati non-criminali in Centri per la Permanenza e il Rimpatri (CPR). Per chi non abbia familiarità con i costumi tipici dell’amministrazione pubblica nazionale italiana, ricordo che si possono anche avere tre differenti coalizioni governative successive nell’arco di una stessa legislatura tra due elezioni successive. A noi, in Italia, piace distinguerci anche in questo. Secondo quando espresso e spiegato da più di un'eminente Associazione di Giuristi o Autorità Giuridiche nazionali, (sia private, sia pubbliche), nei CPR si sta di fatto perpetrando un regime di detenzione illegale a scapito dei loro internati, quasi sempre non condannati né sottoposti a restrizioni preventive di libertà in base a ipotesi o condanne per reati commessi. Beh, per essere più precisi, in verità un reato è sicuramente molto diffuso tra gli internati dei CPR, ovvero quello di <immigrazione clandestina>. Tuttavia, non vale quasi la pena di discutere sulla <gravità> di una tale tipologia di reato in sé e per sé, nei termini in cui l’illecito in questione è stato definito dal legislatore; la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è espressa chiaramente circa la punibilità o meno con il carcere di tale reato1. Inoltre, a mio modo di vedere, le azioni penali contro tale reato e le politiche per la sua prevenzione sono state un fiasco totale sin dal suo inserimento nel codice di leggi, più di due decenni fa. Allo stesso tempo, voglio glissare sulle condizioni di vita oltraggiose ed inumane alle quali devono sottostare moltissimi internati nei CPR, situazioni che hanno portato a frequenti atti di autolesionismo, suicidi o tentativi di suicidi, etc. etc. Alla luce di questa spregevole gestione delle politiche migratorie, quale è condotta ancora attualmente nella mia nazione, mi sono trovato a chiedermi quali ulteriori politiche verranno attuate come emanazione di una tale visione votata all’insabbiamento, alla repressione e all’intolleranza. Forse, quello dei pazienti psichiatrici sarà il prossimo gruppo demografico a divenire oggetto di tali misure contenitive e segregazioniste, così che la cittadinanza tutta, e di conseguenza la sua opinione pubblica, possano finalmente mantenere la propria testa sotto la sabbia di fronte all’intera questione menzionata, oppure continuare a non accorgersi di avercela sempre tenuta a propria insaputa. Che dire? Alla fine si potrà tirare insieme un bel sospiro di sollievo. Come a dire: occhio non vede, cuore non duole, con buona pace della rivoluzione civile dell’anti-psichiatria basagliana. Una realtà che mi porta a ben sperare: la chiusura definitiva degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari del 2013-2014, a seguito dello scandalo sollevato dalla “Inchiesta Marino”; mi paiono però arrivati altri tempi, non proprio sereni, non proprio <progressisti>.” – Andrea De Casa

“It’s already been quite some years now that Italian governments are segregating non-criminal immigrants in CPR facilites (i.e. temporary lodging centres for immigrants liable to repatriating measures). Mind you, by the way: be not surprised realizing you might have even three different governmental coalitions in a row, all along the same term in-between two consecutive national elections. According to several eminent Jurists’ Associations and Authorities – both private and public - CPRs are factually perpetrating a regime of illegal detention to the detriments of their non-criminal inmates, none of which is being deprived their freedom as a consequence of either illegal misconduct or criminal offences. Well, honestly speaking, the only possible across-the-board crime those immigants may often be indicted for is <Illegal immigration>. Nonetheless there's no arguing about the negligible seriousness of such a <crime> in and of itself, in terms of what it factually amounts to; moreover, in my personal opinion, its persecution and prevention has been a complete <fiasco> in Italy since its introduction, more than two decades ago. Likewise, I am here glossing over the egregious and inhuman (to say the least) life conditions those immigrants have to suffer in a CPR, which by the way lead to recurrent self-harming behaviours, suicides and so on and so forth. In the light of such despicable immigration-management policies being actually carried out in my country, I was wondering what policies will next be brought into being as an emanation of the very same covering-up, repressing and intolerant political vision. Maybe psychiatric patients will turn out to be the next “inconvenient” demographic eligible to suffer similar segregating and containing measures, so that the common citizenry and its public opinion turn a blind eye to the whole issue and, finally ….heave a sigh of relief…. So much for that. Bye bye my dear Basaglian anti-psychiatry civil revolution. As the Italian saying goes: <far from my eyes, far from my heart>. If anything, I can give for a fact a commendable civil success brought about 10 years ago or so, in Italy, on the spur of the so called “Marino assessment report” (named after its author: former Rome municipality mayor, politician, M.D. Ignazio Marino). That study turned out to be a public outcry of condemnation, that quite deservedly reached the vast expanse of common citizenry concern, ultimately leading to the definitive dismissal of Italian Psychiatric Judicial Hospitals. Nonetheless, I somehow feel Italy is not living in such progressive times any longer.” -

1 https://www.questionegiustizia.it/speciale/articolo/protezione-dei-migranti-corte-edu-e-corte-di-giustizia-a-confronto_83.php