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Con un vero e proprio colpo a effetto, il governo spagnolo ieri ha approvato una sanatoria che aiuterà centinaia di migliaia di migranti a uscire dall’illegalità. L’esecutivo guidato da Pedro Sánchez calcola che saranno circa mezzo milione le persone che potranno usufruire di una sanatoria che le organizzazioni sociali chiedono dai tempi della pandemia.

“Il dibattito sulle politiche d’asilo e per l’immigrazione è tipicamente contraddistinto da una forte emotività, opinioni contrastanti, e da marcati condizionamenti politico/ideologici. La gran parte delle critiche mosse agli attuali sistemi di concessione di asilo mette in risalto i loro aspetti fallimentari. Alcune voci si spingono addirittura in favore di una rottamazione definitiva del Sistema di concessione d’Asilo, vanificando di fatto la Convenzione delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che garantisce il diritto di cercare sicurezza all’estero.

“Mio padre era un avvocato specializzato in discipline migratorie. Stessa cosa è mio fratello. I miei stessi nonni sono venuti in questa nazione (gli USA, ndr) scappando dalla persecuzione. Detto questo, le circostanze della mia vita mi hanno indotto a vedere, comprendere, ed essere testimone della paura – in molti casi dell’agonia – di immigrati, esseri umani che non hanno alcun posto in cui andare, che stanno cercando di trovare una vita migliore, un’esistenza libera, una vita più sicura per sé e le proprie famiglie.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati i naufragi e gli approdi dell’ormai immenso popolo dei migranti, vittima del nostro genocidio. In un naufragio a Lampedusa ci sono stati 41 morti, al largo di Marettimo 2 morti e due “dispersi”, cioè annegati, nei pressi della Tunisia, a Sidi Mansour, 18 morti, altri 12 al largo di Sfax e un naufragio anche nella Manica, con 6 vittime che i francesi hanno sepolto a Calais. Il cimitero del mare: ma un cimitero ancora più grande, ha detto papa Francesco tornando da Lisbona, è il Nordafrica, dove prima dei naufragi, i profughi finiscono nei lager. Ormai flottiglie intere attraversano il Mediterraneo, perfino la Guardia costiera, nonostante Salvini, è costretta a chiedere aiuto alle navi umanitarie altrimenti sequestrate o mandate dal governo in porti lontani.

Il dolore, per le vite spezzate e per il futuro di disperazione che attende i sopravvissuti e le famiglie. Ma anche per il fallimento di anni di lotte per affermare il diritto alla vita, per l’abbattimento delle frontiere che uccidono, per un paese più giusto e solidale. Condannati tutti, sembra oggi, ad un cupo futuro nel quale gli egoismi e la cattiveria di regime, la nuova ragione di Stato, prevalgono sulla solidarietà e sulla coesione sociale.

"Non molesterai il forestiero né lo opprimerai perché voi siete stati forestieri in terra di Egitto" (Esodo, 22,20)
Appello al mondo missionario, alla Cei, alle chiese: per opporsi alla strage del Mediterraneo, e per chiedere disobbedienza civile alle leggi razziste previste nel pacchetto sicurezza.
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