“14 Gennaio 2026. Dopo 73 giorni di sciopero della fame, iniziato il 2 Novembre 2025 nel Giorno di Balfour, di fronte al serio pericolo di morte di alcuni prigionieri, Heba Muraisi, Karan Ahmed e Lewie C hanno interrotto il loro sciopero della fame.
La decisione di interrompere il loro sciopero della fame è maturata a seguito della notizia che alla <Elbit Systems UK> è stato negato un contratto da 2 miliardi di Sterline con il Ministero della Difesa del Regno Unito per l’addestramento dell’esercito; sarebbe stato di vitale importanza per questa impresa; l’annullamento era una delle richieste chiave avanzate dagli scioperanti della fame.”
“Il contratto, che avrebbe comportato un addestramento di dieci anni dell’Esercito del Regno Unito fornito da <Elbit Systems>, è andato in fumo nonostante i migliori sforzi profusi da vari ufficiali, tanto da parte del Ministero della Difesa quanto dell’Esercito Britannico. È emerso che quest’ultimo ha colluso tanto con la <Elbit Systems UK> quanto con la sua impresa associata <Elbit Systems> in occasione di incontri nelle <segrete stanze di palazzo> e <viaggi> alla capitale della Palestina, Gerusalemme, nel disperato tentativo di consolidare ulteriormente la loro alleanza genocida e aiutarli a ottenere il contratto. La subitanea cancellazione del contratto è una CLAMOROSA VITTORIA per gli scioperanti della fame, che attraverso i loro corpi imprigionati hanno mostrato una strenua resistenza così da riuscire a gettare luce sulla <Elbit Systems> - il più grate fabbricante d’armi israeliano – nella colonizzazione ed occupazione della Palestina. Dal 2012 in poi la <Elbit Systems> ha vinto più di 25 contratti pubblici per un totale di 333m di Sterline. La perdita di un contratto da 2 miliardi di Sterline segna un deciso cambio di tendenza nella lurida <alleanza strategica> (tra i due Paesi, ndr). Mai è apparso più chiaro come in questa vittoria che la durata della <Erbit Systems> bel Regno Unito ha i suoi giorni contati.
In aggiunta al consenso riconosciuto a questa richiesta chiave, vogliamo cogliere questa occasione per celebrare le varie vittorie conseguite durante lo sciopero della fame:
- Solo nelle poche settimane scorse, centinaia di persone hanno sottoscritto forme di azione contro il complesso militare-industriale genocida in un quantitativo superiore alle persone che lo hanno fatto nei precedenti 5 anni della campagna <Palestine Action>. Durante i 5 anni della campagna QUATTRO INDUSTRIE D’ARMI ISRAELIANE SONO STATE CHIUSE. La <Elbit Systems> ha i giorni contati – la vedremo chiudere i battenti definitivamente, e NON GRAZIE AL GOVERNO, MA GRAZIE ALLE PROTESTE DELLE PERSONE.
- È stato concesso il trasferimento di Heba Muraisi dalla HMP Bronzefield alla HMP New Hall, dove è attualmente (almeno al 14 Gennaio, ndr) detenuta in isolamento dalla sua famiglia e dai suoi amici.
- A T. Hoxha è stato concesso di incontrare il capo della JEXU (“Joint Extremist Unit”) presso la sua prigione; si tratta della stessa organizzazione che ha orchestrato il trattamento dei prigionieri come fossero “terroristi”. A dispetto della crudele e continuata negazione di assistenza medica agli scioperanti della fame, comprese le mancate registrazioni dei rifiuti di cibo, il rifiuto di accesso ad ambulanze in situazioni di emergenze da rischio vita e i trattamenti degradanti in ospedale, i dirigenti nazionali del sistema delle cure mediche nelle carceri ci hanno incontrati su ordine del Ministero della Giustizia.
- Durante lo sciopero della fame, alcuni dei prigionieri hanno iniziato a ricevere pacchi di corrispondenza precedentemente trattenuta, e in un caso si sono ricevute le scuse del personale del carcere per aver ritardato di 6 mesi la consegna di una lettera. Dopo mesi di attesa, sono anche stati consegnati libri su Gaza e sul femminismo.
- Nella loro ricerca di un giusto processo, gli scioperanti della fame hanno richiesto una pubblicazione delle licenze di esportazione degli ultimi 5 anni dalla <Elbit Systems>. A seguito di ripetute richieste, le informazioni in oggetto sono state comunicate ad un ricercatore indipendente da parte del Dipartimento del Commercio durante lo sciopero della fame.
- Il persistere dell’incarcerazione degli scioperanti della fame restera’ una macchia sull’IMMAGINE DI UN’INGHILETRRA DEFINITA PAESE <DEMOCRATICO>, CHE NON DIMOSTRA UNA VERA SPINA DORSALE DELLO STATO DI DIRITTO.
L’attuale patetico e codardo governo britannico non è in grado di opporre resistenza all’autoritarismo; utilizza la paura come deterrente a legittime proteste e a un legittimo dissenso, a la sua pratica di detenzione amministrativa (sopra discussa, ndr) fa da eco a quella attuata contro il popolo palestinese.
Lo sciopero della fame ha impresso indelebilmente nel cemento i fatti citati come parte della storia del Regno Unito, con una risonanza che attraversa il mondo intero. Il Regno Unito detiene prigionieri politici ponendosi così al servizio di un regime genocida estero. In un tempo in cui la repressione politica sta diventando più grave, e in cui si sostiene una propaganda circa un <cessate il fuoco> di fatto inesistente a Gaza, lo sciopero della pace continua ad essere chiara testimonianza di una ribellione mai sopita.
Gli scioperanti hanno permesso di essere coraggiosi a chi come noi aveva paura della repressione operata dello Stato – e di venire nuovamente allo scoperto nelle strade a lottare per la giustizia. Il governo dovrebbe sapere che non può mettere al bando un concetto ideale. Il mettere codardamente al bando un gruppo di persone non può porre fine ad una credenza profonda, ad un movimento, ad un popolo. Questo è solo l’inizio della nostra lotta collettiva per liberarci tutti, e la strada verso la libertà passa per la Palestina.
Alla fine del suo sciopero della fama, segnato dalla perdita di un contratto da 2 miliardi di Sterline per la <Erbit Systems>, Lewie C ha dichiarato:
<Sicuramente questA E’ L’ORA DI CELebraRE. Un tempo per gioire, per abbracciare la nostra gioia quale forma di rivoluzione e di liberazione … Facciamo tutto questo per la causa palestinese, perché siamo stati profondamente ispirati, perché abbiamo riscoperto forze per entrare in azione e cercare di realizzare il nostro sogno di una Palestina libera, di un intero mondo affrancato>.
Proprio mentre queste vittorie vengono affermate, rivolgiamo i nostri sforzi e la nostra attenzione a Umer Khalid, l’ultimo scioperante della fame rimasto, che continua a ricorrere al proprio corpo come mezzo di opposizione allo Stato per il perseguimento della Giustizia.” (da: “Prisoners for Palestine”)
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“Un resoconto dell’andamento dello sciopero della fame condotto da oppositori detenuti nel Regno Unito”, post del 14/1/2026 pubblicato da Greta Thunberg sulla sua bacheca facebook [Traduzione Andrea De Casa]