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Tenersi ben radicati a terra nel bel mezzo del caos

“Nei frangenti attuali un sacco di gente sta cercando di riequilibrarsi, di riequilibrare quel gran caos che stiamo sperimentando; lo sta facendo cercando una nuova comprensione emotiva, psicologica, o spirituale; una comprensione che possa fare la differenza. Indubbiamente, questo è il tipo di riformulazione che può davvero fare la differenza, e una di proporzioni anche grandi. Il motivo è che si riferisce ad un modo di pensare completamente differente.

Einstein ebbe modo di affermare che “I problemi del mondo non possono essere risolti restando nel livello di pensiero in cui ci trovavamo quando li abbiamo creati”. E allora, il sistema di pensiero che domina attualmente il mondo e che ci ha portato al punto in cui ci troviamo è quello che continua a farci percepire come ciascuno isolato dagli altri, dal nostro prossimo come anche dal resto dell’universo in generale.

Continuiamo a vivere all’interno della nostra piccola esistenza isolata, pensando sostanzialmente che l’unico lavoro per noi importante sia preoccuparci solo di noi, del nostro benessere e sicurezza, e ciò perché l’immagine che abbiamo del mondo è quella di un posto davvero pericoloso. Bene, ora è proprio questo il pensiero che ci ha portato nella situazione in cui ci troviamo.

C’è però anche una visione del mondo completamente differente. Essa mette in luce che, per quanto sul piano fisico siamo ovviamente ben separati gli uni dagli altri, sul piano spirituale siamo parte di un'unica realtà. Ciò significa tra le altre cose che quello che facciamo agli altri lo stiamo di fatto facendo anche a noi stessi. Ci può voler del tempo per comprendere come questa reciprocità si renda evidente. Perché di fatto succede che la legge della causa ed effetto risulta inalterabile e applicabile anche sui piani interiori della realtà, così come sulla dimensione fisica.

Ogni pensiero che generiamo crea in qualche modo una forma su di un qualche livello particolare. Sono proprio i nostri pensieri quelli che per davvero tanto tempo hanno mancato di compassione dell’anima, principi morali, della percezione del grande ordine naturale della qualità della bontà.

Che voi riflettiate su tutto questo dal punto di vista religioso, spirituale o psicologico, rimane una realtà di fatto. L’unico tipo di atto riparativo -di- e –in- questo contesto è tornare ad allinearci con lo stesso modo di pensare sul quale di fatto non si fonda solo l’organizzazione dell’universo in senso lato, ma anche la sua capacità di “auto-correzione”.

Questo si traduce nella nostra facoltà di farci vivere, di essere in qualche modo presenti al meglio delle nostre capacità con un sentimento di amore e di accettazione, disponibilità e ricettività radicali, in modo da poterci rendere “agenti” della stessa “ricalibrazione” poc’anzi citata. Nessuna “quantità”, nessuna estensione o portata di forme di attivismo politico tradizionale potrà in sé e per sé apportare la riparazione alle cose che vanno per così dire “aggiustate”, visto quanto la loro compromissione sia degenerata oltre misura. La bolla purulenta è esplosa, ormai. Analogamente, neanche un atteggiamento ispirato ad una neutralità distaccata potrà funzionare.

La polarizzazione è tale che o ci incamminiamo in direzione di una spirale ascendente davvero risolutiva, o nella direzione opposta di una spirale discendente degenerativa. Qualunque delle due direzioni intraprendiate, portate in qualche modo con voi il mondo intero.

Ad ogni modo, viene anche descritta un’idea alternativa cui ho già accennato, e cioè che l’universo tutto sia non solo capace di organizzare se stesso, ma anche di auto-correggersi. Metaforicamente parlando, è un po’ come a vere a che fare con un GPS: se si imbocca una strada sbagliata il GPS ricalcola automaticamente il nuovo percorso per arrivare alla meta. Sicuramente, l’intera umanità ha preso in questo senso “una strada sbagliata”, l’intera America ha preso una strada sbagliata. Tuttavia, è sempre disponibile una rotta alternativa per ricalibrare il tutto. A tutti noi è stato assegnato uno specifico ruolo; è un po’ come se fossimo singole cellule di un grande organismo.

Potete pensare a voi stessi come a cellule immunitarie in un sistema, in un “corpo politico” inteso in senso lato che è stato ferito profondamente. Ciascuno di noi è una cellula immunitaria. Ciascuno di noi, attingendo alla nostra forma di intelligenza naturale, che può essere riattivata attraverso le riflessioni delle preghiere, il dialogo con la natura, la meditazione o altre pratiche. Non sto parlando di attingere ulteriormente a fonti del mondo esterno. Non sono ulteriori dati ed informazioni quelle che serviranno a salvarci. Sono al contrario l’etica, la saggezza, l’amore e la compassione. È da questo spazio, da questa dimensione, che tutti noi potremmo percepire con chiarezza quale sia la nostra posizione specifica, la parte che giocheremo; esattamente come ogni cellula immunitaria “sa” quale è il sito corporeo ferito da andare a soccorrere. Anche ciascuno di noi saprà cosa fare. Può trattarsi di forme di partecipazione politica nel proprio distretto, del proprio Stato e della propria intera Nazione; oppure di impegnarsi in qualsiasi altra area della propria vita partecipativa. In qualsiasi caso, qualcosa si sarà attivato in voi e vi renderete un concreto agente del cambiamento, della ricalibrazione, della riparazione.

È in questo modo che cambieranno le cose, se dovranno cambiare. Sicuramente possono cambiare; ma quell’accettazione, quella disponibilità e ricettività radicali di cui parlavo nei confronti di un’intelligenza naturale superiore che ci dice cos’è necessario fare. Tutto quanto detto è quello che veramente conta in questo tempo, l’unica cosa di valore. Ci rivediamo prossimamente.”

Link al video originale dell’autrice: https://www.transformarticles.com/p/video-transforming-the-chaos

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Tenersi ben radicati a terra nel bel mezzo del caos” – 23/3/2026, trascrizione italiana del video “Transforming the Chaos”, - Marianne Williamson [Andrea De Casa]