Come trascorre la morte di un impero
- Accademia Apuana della Pace
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“Viviamo nel corso della morte di un impero.
Lo spazio liminale di questo intermezzo è profondamente formativo e trasformativo. In questa di crogiolo, di calderone, le cose vengono fuse e rimodellate; vengono alchemicamente trasformate in qualcosa che non è riconoscibile nei termini di ciò che è stato prima.
Lo psicologo di Stanford Jamil Zaki individua una differenza tra i concetti di speranza e di ottimismo, e della prima oggigiorno c’è più bisogno che mai
- Jamil Zaki, Stacey Lindsay, (Traduzione Andrea De Casa)
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“Lo psicologo di Stanford Jamil Zaki individua una differenza tra i concetti di speranza e di ottimismo, e della prima oggigiorno c’è più bisogno che mai”, 10/7/2024, - Stacey Lindsay (traduzione di Andrea De Casa)
A proposito di giornalismo e polemica, parola che viene da polemos (guerra)
- Marina Nardi
- Categoria: Società
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Se si chiudono gli occhi per qualche giorno, magari per necessità, riaprendoli si fa caso con raccapriccio a una cosa: il giornalismo italiano ormai pratica un solo genere: la polemica. Si può chiamare ancora giornalismo? La titolazione, gli editoriali, le inchieste, gli elzeviri, le cosiddette pagine culturali, le pagine sportive tutto tranne la cronaca nera (ma non sempre) è sottomesso alla logica della polemica. Ogni testo deve contenere esplicitamente o implicitamente, violentemente enunciato o furbescamente sottilmente sussurrato, un argomento utile alla polemica quotidiana. Tutto è soggiogato alla ragione polemica.
Che tempo che fa in Italia? L'anno della paura nera. Ultimo rapporto del CENSIS
- Umberto Franchi
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Dopo anni passati a camminare sul ciglio del burrone, attenti a non cadere, il covid-19 ha in maniera tanto improvvisa quanto violenta , la temuta caduta c’è stata, il salto verso il basso è iniziato e non si sa quanto durerà”. Così il Censis ha descritto l’effetto della pandemia da coronavirus .
"Una nuova immaginazione del possibile": sette immagini di Francesco per il post Covid-19
- Antonio Spadaro
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La prima pandemia globale dell'era digitale è arrivata all'improvviso. La corsa del mondo si è interrotta in una sospensione innaturale che ha fermato affari e abbracci. «Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell'aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti». Così papa Francesco ha dipinto una situazione senza precedenti. Sono le parole che egli ha pronunciato il 27 marzo, in una piazza San Pietro completamente vuota, luogo di un'adorazione eucaristica e di una benedizione Urbi et Orbi accompagnate solamente dal suono delle campane, misto a quello delle ambulanze: il sacro e il dolore.
L'Italia è bella
- Raniero La Valle
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L’Italia è bella. Ce ne siamo resi conto al ricevere una lettera da un prete libanese, padre Abdo Raad, che non potendo far ritorno al suo Paese è rimasto bloccato in Italia , ma si dice “fiero” di esserci, e ne tesse le lodi perfino in modo eccessivo, mostrando in che modo si è realizzato il “prima gli Italiani”, nel fatto che contro tutto il pensiero dominante, e perciò evidentemente non “unico”, essi hanno scelto tra tutte le cose la vita, e la vita degli altri, e non per ideologia, come nelle campagne antiabortiste, ma per amore.
Il virus e la paura - le domande giuste
- Giuseppe Buffon
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Paura! La maggior parte, per non dire la totalità, degli interventi di questi giorni, intorno al coronavirus, si concentrano, essenzialmente, sulla paura scatenata dal morbo sconosciuto. Anzi, a qualcuno non basta nemmeno il termine paura, perché essa conserva ancora un valore positivo: il termine, infatti, definisce un sentimento già orientato a un oggetto specifico. Il vocabolo corretto sarebbe allora angoscia, perché fobia provocata da disorientamento, da indeterminatezza. Alcuni parlano di paura eccessiva; altri di paura indotta dai media. Altri ancora evidenziano la paura che blocca la socialità, paralizza l’economia e scompone perfino le famiglie.
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